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L'Apparato di Golgi

Dopo aver lasciato il reticolo endoplasmati, molte vescicole di trasporto raggiungono l'apparato di Golgi, organulo cellulare che prende il nome dal medico e biologo italiano Camillo Golgi (1843-1926), che per primo lo osservò all'interno delle cellule. Utilizzando un microscopio ottico, Golgi e alcuni suoi contemporanei osservarono che sia nelle cellule animali sia in quelle vegetali era presente un particolare sistema di membrane. Le successive osservazioni al miscroscopio elettronico confermarono la loro scoperta. Golgi fu insignito del Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina nel 1906.
L'apparato di Golgi è costituito da cisterne appiattite impilate che, a differenze di quelle del reticolo endoplasmatico, non sono collegate tra loro. Il numero di cisterne varia e può raggiungere alcune centinaia nelle cellule particolarmente attive nella secrezione di proteine. L'apparato di Golgi costituisce una sorta di stabilimento per la lavorazione finale o lo smistamento dei prodotti provenienti dal reticolo endoplasmatico. Un lato dell'apparato di Golgi serve da "ricevimento merci" e accoglie le vescicole di trasporto prodotte dal reticolo endoplasmatico. Queste vescicole vengono incorporate nella membrana dell'apparato di Golgi dove formano una nuova cisterna. Il lato opposto dell'apparato di Golgi, invece, può essere paragonato a un "magazzino spedizioni" dove le molecole finite vengono impacchettate in vescicole ed espulse. I prodotti semilavorati che giungono dal reticolo endoplasmatico subiscono in genere alcune trasformazioni mentre transitano da un lato all'altro dell'apparato di Golgi. Una volta finiti e confezionati nelle vescicole di trasporto, i prodotti raggiungono la membrana plasmatica per poi uscire dalla cellula o, in alternativa, diventare parte della membrana plasmatica stessa o di altri organuli come, per esempio, i lisosomi.

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