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Strato papillare



Il derma è la nostra «pelle». È un involucro robusto ed elastico che serve a tenere insieme il corpo. Quando compriamo oggetti di cuoio (borse, cinture, scarpe e simili), stiamo acquistando il derma trattato di animali. Il tessuto connettivo denso (fibroso) che forma il derma è costituito da due regioni principali: la regione papillare e quella reticolare.
Come l’epidermide, il derma ha spessore variabile. Per esempio, è particolarmente spesso nel palmo della mano e nella pianta del piede, mentre è molto sottile nelle palpebre. Lo strato papillare è la regione superficiale del derma. È irregolare e la sua superficie superiore presenta sporgenze simili a picchetti, le papille del derma, che si insinuano nella soprastante epidermide. Molte papille del derma contengono anse capillari, che forniscono sostanze nutritizie all’epidermide. In altre sono situati recettori dolorifici (terminazioni nervose libere) e recettori tattili (corpuscoli di Meissner).

Nel palmo della mano e nella pianta del piede le papille sono disposte secondo modelli definiti che formano creste ad ansa e a spirale sulla superficie dell’epidermide, le quali aumentano l’attrito e accrescono la capacità di presa delle dita delle mani e dei piedi. Il modello di disposizione delle papille è determinato geneticamente. Le creste della punta delle dita sono ricche di pori e lasciano su quasi tutto ciò che toccano sottili, unici, strati di sudore che consentono l’identificazione: le impronte digitali. Una delle componenti più importanti dello strato papillare è rappresentata dalle papille gustative: esse ci consentono di attribuire un significato ben preciso ai cibi che mangiamo, sotto il profilo gustativo. Dal punto di vista anatomico, esse si presentano come piccole propaggini, al tatto linguale impossibili da rilevare, però nei fatti essenziali.