Concetti Chiave

  • L'ispessimento della parete arteriosa oltre 1,3/1,5 mm indica la presenza di una placca aterosclerotica, mentre un ispessimento superiore a 1 mm segnala un ispessimento medio.
  • Le placche aterosclerotiche sono costituite da parti calcifiche più vecchie e parti più recenti e friabili che possono rompersi, causando emboli e ictus aterotrombotici.
  • Il rischio principale non è l'occlusione completa del vaso, ma la rottura della placca che rilascia emboli nel flusso sanguigno.
  • La gravità delle placche dipende non solo dalle dimensioni ma anche dalle loro caratteristiche, come il contenuto lipidico e lo stato infiammatorio.
  • Gli esami ecografici valutano la morfologia e l'ecogenicità delle placche per identificare pazienti a rischio di eventi cardiovascolari e decidere il trattamento più appropriato.
Placche aterosclerotiche
Misuriamo lo spessore di parete tenendo a mente i valori che negli anni sono stati standardizzati. Essenzialmente abbiamo che:
Ispessimento > 1 mm: abbiamo ispessimento medio.
Ispessimento > 1,3/1,5 mm: abbiamo placca aterosclerotica.
Già l’ispessimento da solo è però una spia per questa patologia.
Dall’ecografia di una placca è possibile notare che la placca lipidica presenta densità diverse. Infatti è presente una parte più calcifica e vecchia, più marcata, e una parte più fresca, di recente formazione, più scura. Proprio quest’ultima parte di placca, la parte “soft”, va incontro a progressione e rottura.
È ovvio che ci aspettiamo che questa placca progressivamente peggiori e vada a ridurre progressivamente il flusso all’interno del vaso, quindi nel nostro immaginario la cosa che ci preoccupa è che la placca vada ad ostruire il vaso e quindi il sangue non ci passi più. Questo è un problema serio, esiste come possibilità, ma prima che ciò accada c’è qualcosa che succede che fa danni peggiori, cioè la rottura della placca, la quale è costituita da un materiale neoformato, qualcosa che si sta depositando mentre un flusso di sangue ci passa sopra a ogni battito del nostro cuore. A un certo punto questa sostanza friabile che si sta depositando si rompe per colpa del flusso sanguigno. Se si rompe si forma un tappo trombotico che embolizza, va nel circolo cerebrale e periferico.
Accade più spesso che la placca si rompa e partano gli emboli, che le occlusioni complete.
Questo causa un ictus (aterotrombotico).
Quindi non dobbiamo aspettare che il vaso sia occluso ma dobbiamo prestare attenzione quando le dimensioni della placca sono significative, cioè che venga occluso più del 60% del vaso. Una placca del 25-30% va tenuta sotto controllo, si interviene con una terapia ma non chirurgicamente; quando è al 60% si tiene sotto uno stretto controllo, oltre il 70% il chirurgo vascolare o l’emodinamista deve pianificare un intervento per riaprire il vaso.

Gravità della placca
Però è ovviamente opportuno ricordare che la gravità della placca non dipende esclusivamente dalle sue dimensioni, ma anche dalle sue caratteristiche. Una placca ricca di lipidi, con un cappuccio fibroso sottile e una componente infiammatoria importante è ovviamente possiamo dire molto più instabile rispetto a una placca prevalentemente calcificata. Per questi motivi l’esame ecografico non si può mai limitare a misurare il grado di stenosi, ma valuta anche la morfologia della placca, la sua ecogenicità e l’eventuale presenza di segni che suggeriscano instabilità. L’obiettivo è semplicemente in maniera più approfondita e appropriata possibile identificare precocemente i pazienti a maggior rischio di eventi cardiovascolari, così da impostare una terapia medica più intensiva o, quando indicato, un trattamento interventistico prima che si verifichino complicanze come ictus o infarto che possono essere spesso molto gravi o molto vincolanti.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'ispessimento della parete arteriosa in relazione alle placche aterosclerotiche?
  2. Un ispessimento della parete arteriosa superiore a 1 mm indica un ispessimento medio, mentre un ispessimento superiore a 1,3/1,5 mm è indicativo di una placca aterosclerotica. L'ispessimento stesso è un segnale di questa patologia.

  3. Quali sono le caratteristiche di una placca aterosclerotica che possono portare a complicazioni?
  4. Le placche aterosclerotiche presentano una parte calcifica e una parte più fresca e scura, detta "soft", che è soggetta a progressione e rottura. La rottura della placca può causare la formazione di un tappo trombotico che embolizza, portando a ictus aterotrombotico.

  5. Quando è necessario intervenire chirurgicamente su una placca aterosclerotica?
  6. Un intervento chirurgico è pianificato quando la placca occlude oltre il 70% del vaso. Una placca che occlude il 60% del vaso richiede un controllo stretto, mentre una placca del 25-30% viene monitorata e trattata con terapia medica.

  7. Perché è importante valutare la morfologia e le caratteristiche delle placche aterosclerotiche oltre al grado di stenosi?
  8. La gravità della placca non dipende solo dalle dimensioni, ma anche dalle sue caratteristiche, come la ricchezza di lipidi e la presenza di infiammazione. Una placca instabile può portare a eventi cardiovascolari gravi, quindi è cruciale identificare precocemente i pazienti a rischio per impostare una terapia adeguata.

Domande e risposte

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