Concetti Chiave
- La latticodeidrogenasi (LDH) è un enzima ubiquitario che svolge un ruolo chiave nella trasformazione del piruvato in lattato, essenziale per il metabolismo cellulare.
- Nonostante sia aspecifico, l'LDH è utilizzato come biomarcatore per monitorare il turnover cellulare, particolarmente in contesti ematologici e oncologici.
- Situazioni preanalitiche come la presenza di emolisi possono influenzare significativamente i risultati dell'LDH, rendendo necessaria la conferma della qualità del campione.
- Nel monitoraggio del mieloma, l'immunofissazione è un esame cruciale per l'inquadramento diagnostico e viene eseguito in sequenza con altri test di laboratorio.
- Il percorso diagnostico per il monitoraggio della terapia nel mieloma richiede esami ricorrenti, con attenzione alle variazioni nelle componenti molecolari nel campione analizzato.
La latticodeidrogenasi (LDH) è un esame aspecifico: è un indicatore esclusivamente di citolisi. La LDH un enzima ubiquitario, che trasforma il piruvato in lattato ed è quindi essenziale per tutte le cellule. Una quantità di LDH è circolante come conseguenza del turnover cellulare fisiologico continuo: una LDH circolante è fisiologicamente misurabile in tutti i soggetti.
Indice
Ruolo dell'LDH nel monitoraggio
Si utilizza soprattutto come biomarcatore di monitoraggio nel tempo perché, sebbene sia aspecifico, in una situazione a elevato turnover cellulare in un contesto ematologico patologico, tale esame consente di monitorare fedelmente la progressione della malattia. Quindi un esame come l’LDH viene attentamente osservato e richiesto prevalentemente dai colleghi ematologi e dai colleghi oncologi.
Considerazioni preanalitiche sull'LDH
Si tratta però di un esame di turnover cellulare chi ha delle situazioni preanalitiche che vanno tenute ben monitorate: l’LDH è abbondantemente presente negli eritrociti, che non eseguendo il ciclo di Krebs, sfruttano questo enzima come unica alternativa per ricavare NAD. Quindi è fisiologico che una delle cellule con maggior concentrazione di LDH sia l’eritrocita, per cui a livello preanalitico, in una situazione anche lievemente emolitica, questa lieve emolisi inficia pesantemente la misurazione di LDH. Questo è il motivo per cui nel campione emolitico anche il lieve rispetto alla scala con cui il laboratorio che quantifica fisicamente l'emoglobina libera, il primo esame che viene inficiato da presenza di emolisi è l’LDH.
Importanza della conferma preanalitica
Quindi in caso si riscontri un rialzo di LDH, prima di fare delle valutazioni di interesse clinico e una contestualizzazione all’interno del percorso del paziente, un suggerimento è di avere la conferma che su quel campione non vi siano segni di emolisi da causa preanalitica. La -2-microglobulina è il classico esame di monitoraggio dei pazienti richiesto dagli ematologi.
Monitoraggio del mieloma e immunofissazione
Il percorso di laboratorio per il monitoraggio della terapia in risposta al mieloma è indicato nella tavola sinottica degli esami di diagnostica proteica da eseguire nel percorso: si tratta di esami ricorrenti, sempre fatti nello stesso paziente.
Il primo riscontro di una componente molecolare è tipicamente una situazione dove il laboratorio potrebbe procedere con esami a cascata per il corretto inquadramento. Se il laboratorio non è in grado di fare un percorso a cascata, l'esame da richiedere da parte del clinico è l’immunofissazione. Si osserva nell’immagine un caso reale, in cui a sinistra si trova il cromatografico reale chiamato ELP, ovvero quello non diluito, tale e quale a quello che è stato visto la prima volta dal laboratorista. Compare poi una banda omogenea in posizione : il laboratorista deve capire di cosa si tratti.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della latticodeidrogenasi (LDH) nel monitoraggio delle malattie ematologiche?
- Perché è importante considerare le condizioni preanalitiche quando si misura la LDH?
- Qual è il suggerimento da seguire in caso di rialzo dei livelli di LDH?
- Quali esami sono raccomandati per il monitoraggio del mieloma?
La LDH è utilizzata come biomarcatore di monitoraggio nel tempo, poiché consente di seguire la progressione della malattia in situazioni di elevato turnover cellulare, specialmente in ambito ematologico e oncologico.
È fondamentale monitorare le condizioni preanalitiche perché la LDH è abbondantemente presente negli eritrociti; anche una lieve emolisi può compromettere significativamente la misurazione dell'enzima, influenzando i risultati.
Prima di effettuare valutazioni cliniche, è consigliabile confermare che il campione non presenti segni di emolisi preanalitica, poiché ciò potrebbe alterare i risultati.
Per il monitoraggio della terapia in risposta al mieloma, si raccomandano esami ricorrenti, tra cui l'immunofissazione, che è fondamentale per il corretto inquadramento della situazione clinica del paziente.