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Come funziona l’occhio

Studiando il corpo umano si è notato che la struttura dell’occhio, organo della vista, e sai perciò che il bulbo oculare consta di tre membrane (sclerotica. coroide, retina) e contiene tre lenti convergenti (cornea-umore acqueo, cristallino, umor vitreo). Esaminiamo ora il suo funzionamento.
Nel fondo dell’occhio si formano le immagini degli oggetti esterni e risultano capovolte, molto rimpicciolite e reali (si possono raccogliere su uno schermo). Tali immagini però noi le vediamo diritte per la facoltà psichica che abbiamo di proiettarle all’esterno nel posto in cui si trovano gli oggetti che hanno prodotto le immagini stesse.
Pur avendo due occhi, noi vediamo un’unica immagine di un determinato oggetto perché nel centro ottico del cervello i due eccitamenti visivi si fondono in uno solo. Per la sovrapposizione delle due immagini leggermente diverse (i due occhi dell’uomo distano circa 7 cm) possiamo percepire anche la distanza e il rilievo degli oggetti. Questo fenomeno si può osservare riprodotto artificialmente nello stereoscopio, apparecchio assai comune nei negozi dei fotografi e degli ottici.
Perché la visione sia nitida, occorre che l’immagine degli oggetti sia a fuoco, cioè cada esattamente sulla retina, la membrana dell’occhio sensibile alia luce. A ciò provvede il cristallino, meravigliosa lente biconvessa elastica che (per l’azione dei muscoli ciliari) può diventare più o meno convessa e quindi più o meno convergente, spostando così il fuoco delle immagini e facendolo cadere sempre esattamente sulla retina. Questa proprietà del cristallino e dei muscoli ciliari, si chiama accomodazione dell’occhio alla distanza. (Occorre però che la distanza dell’oggetto dall’occhio non sia inferiore a circa 25 cm).
L’asse ottico del cristallino e dell’occhio passa per un punto della retina che si trova al centro di una piccola area di colore giallastro, la macchia gialla. È proprio in questa area che si formano le immagini, piccole e capovolte, degli oggetti esterni.
L’occhio inoltre ha una accomodazione alla quantità di luce. Ad essa provvede Viride che, mediante fibrille muscolari, fa restringere o dilatare la pupilla a seconda della maggiore o minore quantità di luce.
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