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Formazione degli osteoni



Gli osteoclasti quindi erodendo la matrice preesistente, decidono quale sarà la forma dell’osteone, quale sarà l’orientamento spaziale di questo manicotto/pezzetto di osso/spazio vuoto che si forma dall’erosione e che poi viene
praticamente riempito di tessuto mesenchimale e infine vascolarizzato.
L’osteone nasce quindi come stampo, come spazio vuoto da riempire, a questo punto l’osso non può crescere come un albero perché gli osteoblasti lavorano sempre a partire da una superficie ossea preesistente. Questo preparato, inoltre, è decisamente rosso, ma non è completamente privo di adipociti. Le cellule, una volta mature, abbandonano il tessuto per entrare in circolo grazie a vasi ematici, chiamati sinusoidi per via del loro aspetto sinuoso, che possiamo notare nel preparato. È permesso anche il fenomeno opposto, difatti i globuli bianchi possono passare
dai vasi al connettivo attraverso l’extravasione leucocitaria, capacità che è propria anche dei globuli rossi.
Il tessuto emopoietico appartiene ai connettivi in senso lato. La matrice è presente e consiste in una delicata rete di fibrille di collagene organizzate in reticoli tridimensionali, che nel preparato sono visibili come sottili linee eosinofile inframmezzate tra cellule. Questa struttura è robusta abbastanza per mantenere le cellule in posizione, ma allo stesso tempo è sufficientemente lassa per consentire movimenti legati all’attiva proliferazione e alle migrazioni in circolo. Dove ci sono fibre extracellulari ci sono sempre anche fibroblasti.