Video appunto: Colpo di calore
Quando i normali processi di dispersione del calore diventano inefficaci, l'ipertermia (aumento della temperatura corporea) che ne consegue deprime l'ipotalamo. Il risultato è che si stabilisce un circolo vizioso a feedback positivo: l'aumento della temperatura corporea fa innalzare il livello metabolico, che a sua volta incrementa la produzione di calore.
La cute diventa calda e asciutta e, poiché la temperatura continua a salire a spirale, è possibile che si instaurino danni encefalici permanenti. Tale situazione, detta colpo di calore, può essere fatale se non si pone immediatamente rimedio (immersione in acqua fredda e somministrazione di liquidi). La febbre è un’ipertermia regolata. Molto spesso la febbre è dovuta a infezioni in qualche parte dell’organismo, ma può essere provocata da altre condizioni. Macrofagi, leucociti del sangue e cellule dei tessuti danneggiati liberano sostanze, dette pirogeni, che agiscono direttamente sul l’ipotalamo, facendone fissare il termostato a una temperatura più elevata ( piro, «fuoco»).

Dopoché il termostato è stato nuovamente regolato, vengono attivati i meccanismi di produzione del calore. La vasocostrizione fa diventare fredda la cute e i brividi cominciano a generare calore. Questi brividi di freddo sono un segno certo che la temperatura corporea sta aumentando. La temperatura aumenta fino a quando raggiunge il nuovo punto stabilito. Poi viene mantenuta al «livello di febbre fissato» fino a quando i processi di difesa naturali dell’organismo o gli antibiotici vincono il processo patologico. A questo punto il termostato viene di nuovo fissato a un valore più basso (o normale), attivando i meccanismi di dispersione del calore: il soggetto comincia a sudare e la cute diviene rossa e calda. La febbre, aumentando il metabolismo, contribuisce ad accelerare i vari processi di guarigione e sembra anche inibire la crescita dei batteri. Il pericolo della febbre sta nel fatto che, se il termostato dell’organismo è fissato a livelli troppo alti, si può avere denaturazione delle proteine con la possibilità di danni encefalici permanenti.