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Classificazione delle malattie infettive per modalità di trasmissione

Le malattie infettive possono essere classificate in base alla modalità di trasmissione.
Malattie trasmesse per via aerea.
Le malattie respiratorie acute sono una delle maggiori cause di morbosità e mortalità a livello mondiale. Sono caratterizzate da elevata contagiosità e si trasmettono direttamente dal soggetto infetto al soggetto sano suscettibile.
- L’influenza: è causata da un virus ad RNA e se ne conoscono 3 tipi che colpiscono l’uomo. Il tipo A è responsabile della maggior parte delle epidemie e può infettare anche gli animali. Il tipo B colpisce solo l’uomo e riguarda casi meno frequenti e colpisce maggiormente i bambini. Il tipo C è meno rilevante e prevale nell’infanzia. Il virus entra nel tratto respiratorio dove aderisce alle cellule dell’epitelio respiratorio che infetta provocando congestione e infiammazione. Il virus abbandona il tratto respiratorio per entrare poi nel circolo ematico causando diversi sintomi tra cui tosse, starnuti, febbre, dolori muscolari, congestione nasale e stanchezza. Il periodo di incubazione è di 1-2 giorni. Il controllo dell’influenza avviene con interventi di prevenzione come la vaccinazione, e in misura minore con la profilassi.

- La difterite: è una malattia tossinfettiva acuta e contagiosa. È causata da un batterio che infetta solo l’uomo a livello delle mucose del naso, della faringe e della laringe dove, moltiplicandosi produce una tossina molto pericolosa. Le tossine possono provocare un’infiammazione locale o provocare lesioni ad altri organi e apparati. La trasmissione avviene per contatto diretto. Il vaccino e la denuncia sono obbligatori.
- Il morbillo: è una malattia virale acuta esantematica causata da Morbillivirus e colpisce prevalentemente i bambini. Il virus penetra in via aerea e si moltiplica nelle mucose delle vie aeree superiori. I sintomi iniziali sono rappresentati da malessere, tosse, congiuntivite, febbre. Il vaccino è consigliato nell’infanzia, subito dopo il primo anno di vita.
- La rosolia: è una malattia virale acuta esantematica mediamente contagiosa causata da un Togavirus. L’età maggiormente colpita è quella tra i 5 i 14 anni. La trasmissione avviene per via aerea o per contatto e dopo circa 2 settimane può comparire la sintomatologia. È caratterizzata da febbre lieve, mal di gola, rinite e esantemi che si manifestano dopo 5 giorni. Se l’infezione colpisce una donna in gravidanza, il virus nel 90% dei casi può oltrepassare la barriera placentare e causare danni al feto, quali cecità e malformazioni al cuore oppure ritardo nella crescita e ritardo mentale. La misura preventiva è il vaccino.
- La parotite: è una malattia virale acuta contagiosa causata da Rubeolavirus. Il virus si trasmette per via aerea ed ha tropismo per le ghiandole salivari ed il sistema nervoso. L’infezione si manifesta con febbre e infiammazione acuta delle ghiandole parotidi e salivari. La prevenzione prevede la notifica, l’isolamento e la vaccinazione.
La varicella: è una malattia esantematica virale altamente contagiosa causata dall’Herpes Zoster Virus (HZV). Il virus può determinare la varicella e lo zoster. La varicella prevale nei bambini e si manifesta con un esantema vescicoloso. La mortalità è bassa e aumenta con l’età. La probabilità di trasmissione fetale è molto bassa (7%). L’altra varietà clinica è l’herpes zoster, una malattia causata dalla riattivazione del virus rimasto latente nell’organismo; si manifesta in maniera sporadica con un’eruzione vescicolosa. La prevenzione avviene attraverso la denuncia e l’isolamento domiciliare. Dal 2007 è disponibile un vaccino costituito da virus vivo attenuato.
- La scarlattina: è una malattia batterica causata da ceppi di streptococchi beta-emolitici di gruppo A che sono in grado di produrre la tossina eritrogenica che è la responsabile dell’esantema. Il periodo di incubazione è di alcuni giorni, dopo di che si manifesta una forma di faringite dolorosa con difficoltà di deglutizione, febbre, malessere, cefalea. Dopo 2-3 giorni compare l’esantema su collo, torace e schiena. La scarlattina prevale nei bambini tra i 5 e i 15 anni. La prevenzione consiste nella denuncia, nell’isolamento e la disinfezione frequente di oggetti contaminati.
- La meningite: è un’infiammazione acuta delle meningi, membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. La malattia può essere causata batteri, virus, funghi, protozoi. La forma virale è la più comune e meno grave ed è chiamata anche “meningite asettica” e di solito si risolve spontaneamente il 10-15 giorni. La forma batterica è più rara ma anche più seria e può avere conseguenze fatali. Le meningiti possono essere classificate in: acute (in cui l’evoluzione si sviluppa in un numero di giorni variabile), subacute (a decorso lento) e fulminanti (che in poche ore possono causare coma e shock).
- La meningite meningococcica: è la più temuta sia per la gravità del decorso clinico sia per le complicanze ed è causata da Neisseria Meningitidis. Nella forma più tipica i sintomi sono febbre elevata con brividi, forte mal di testa, tremore, rigidità della nuca e sono frequenti paralisi dei nervi cranici. La letalità è del 5-10%. La profilassi prevede la denuncia obbligatoria, l’isolamento, la disinfezione e la sorveglianza.
- La pediculosi: rientra nella categoria delle Ectoparassitosi. Il pidocchio del capo è un artropode ematofago, parassita obbligato. Questo significa che la sua capacità di resistenza nell’ambiente è limitata. Il parassita depone le uova attaccandole ai capelli e per tale ragione la prevenzione mirata all’ambiente si esplica in particolare attraverso una accurata sterilizzazione delle spazzole e dei pettini, oltre degli indumenti, biancheria da letto, asciugamani.
- La tubercolosi: Sebbene l’Italia sia un paese a bassa endemia per la tubercolosi, periodicamente vengono notificati casi di questa malattia anche in soggetti in età scolastica. Nel caso di diagnosi di tubercolosi respiratoria in un individuo, i sanitari provvederanno a determinare il grado di contagiosità e ad individuare i contatti nella popolazione. I contatti, ossia persone che abbiano condiviso lo stesso spazio aereo ristretto con il malato, verranno classificati per livello di esposizione.
Malattie a trasmissione enterica.
Si tratta di malattie a diffusione oro-fecale e sono così definite perché il microrganismo entra nell’organismo per via orale. Diversi fattori possono influenzare la diffusione di malattie enteriche, come le condizioni ambientali e le abitudini alimentari. Tra le malattie a trasmissione enterica ci sono:
- La febbre tifoide: è una malattia infettiva acuta contagiosa causata da Salmonella typhi. Una specie molto virulenta che si trasmette all’uomo attraverso il contatto diretto (mani), i veicoli (acqua, frutti di mare, frutta e verdura) e i vettori (mosche). La S. typhi entra nell’organismo per via orale e, attraversando la barriera gastrica arriva nell’intestino dove si moltiplica, provocando una reazione allergica che può portare ad ulcerazioni della mucosa e a lesioni vascolari, fino a perforazione intestinale e peritonite. La malattia causa febbre e malessere, successivamente bradicardia e delirio, possono verificarsi emorragie e perforazioni intestinali. La prevenzione prevede la denuncia obbligatoria, l’isolamento e la disinfezione.
- Il colera: è una malattia acuta contagiosa causata da Vibrio Colerae, caratterizzata da diarrea. Il batterio penetra per via orale, raggiunge l’intestino dove si moltiplica, producendo una tossina che penetra nella mucosa determinando un’alterazione dell’equilibrio idro-salino. Il quadro clinico è caratterizzato da dolori addominali, vomito e diarrea. La letalità nei casi non trattati può arrivare anche al 50%, ma con terapie adeguate non supera il 5%. La trasmissione avviene attraverso l’ingestione di acqua e cibo contaminati.
- La poliomelite: è una malattia infettiva causata da un poliovirus. L’infezione si può contrarre per via oro-fecale o oro-faringea. L’infezione può portare ad esiti patologici diversi: infezione asintomatica (90% dei casi), poliomelite abortiva con malessere, febbre, nausea e vomito (5%), poliomelite non paralitica con rigidità nucale, poliomelite paralitica con lesioni alle cellule nervose. L’ultimo caso in Italia è stato notificato nel 1982.
- Gastroenteriti acute: si tratta di diarree di origine infettiva causate da agenti virali e batterici. I microrganismi rimangono confinati nel lume intestinale e i sintomi sono: diarrea, vomito, dolori addominali, febbre, disidratazione. Si tratta di una patologia molto diffusa nei Paesi in via di sviluppo.
- Gastroenteriti virali: si tratta di infezioni diarroiche casate da virus enterici. La sintomatologia è quella tipica con vomito, febbre lieve, diarrea.
- Gastroenteriti batteriche: sono causate da alcune specie batteriche. Le specie di Salmonella causano infezioni enteriche note come salmonellosi. Una volta penetrate per via orale aderiscono alle cellule della mucosa intestinale, dove si moltiplicano causando la risposta infiammatoria. I sintomi sono: febbre, vomito, diarrea e malessere generale.
- La criptosporidiosi: l’infezione è causata da un protozoo altamente contagioso che rappresenta una delle principali cause di diarrea infettiva.
- La Giardiasi: è causata da un protozoo molto diffuso. La Giardia può colonizzare l’intestino e il duodeno, dove compromette la digestione e l’assorbimento delle sostanze nutritive.
Malattie a trasmissione ematica/sessuale.
Sono infezioni che si trasmettono da uomo a uomo per contatto diretto attraverso sangue e liquidi biologici.
- L’epatite virale B: il virus dell’epatite B è un virus a DNA. L’epatite consiste in un’infiammazione di tipo infettivo delle cellule epatiche. La trasmissione dell’infezione avviene per via parenterale (scambio siringhe infette, trasfusioni di sangue, strumenti contaminati), per via sessuale e per via verticale. Il periodo di incubazione varia tra i 45 e i 180 giorni. L’epatite B si presenta inizialmente con lievi disturbi quali astenia, febbre, prurito, disturbi addominali, nausea e vomito. In molti casi di infezione acuta si manifesta l’ittero, una colorazione giallastra della pelle, della sclera e delle membrane causata da un eccessivo innalzamento di bilirubina nel sangue. Il tasso di letalità è di circa l’1%, ma superiore in soggetti con più di 40 anni. In Italia, dal 1991, la vaccinazione contro l’epatite B è obbligatoria alla nascita.
- L’epatite virale C: l’agente infettivo dell’epatite C è il virus HCV ad RNA a singolo filamento e sono stati identificati 6 diversi genotipi. Queste specie hanno la capacità di mutare molto velocemente e questo spiega perché sia così difficile sviluppare un vaccino efficace. Il virus è distribuito in tutto il mondo e colpisce il 3% della popolazione. La trasmissione può avvenire per via parenterale. I sintomi, quando sono presenti, sono caratterizzati da dolori muscolari, nausea, vomito, febbre, dolori addominali ed ittero. Le uniche misure di prevenzione sono rappresentate dall’osservanza delle norme igieniche e dalla sterilizzazione di strumenti chirurgici e estetici.
- AIDS: Sindrome da Immuno-Deficienza Acquisita: l’agente eziologico dell’AIDS, scoperto nel 1981, fu universalmente chiamato HIV dal 1986. L’infezione è stata trasferita all’uomo dalle scimmie. Si tratta di un retrovirus del tipo lentivirus. Con il termine retrovirus, si intende un virus che retro scrive il suo genoma da RNA a cDNA, grazie ad un enzima virale noto come trascrittasi inversa. L’HIV infetta cellule dell’organismo che hanno il recettore CD4 e instaura un’infezione persistente, che non viene eliminata dalla risposta immunitaria perché l’HIV ha un’abilità a mutare. Nella maggior parte degli infetti la progressione ad AIDS avviene in circa 15 anni; in altri soggetti la latenza può essere anche molto breve (3-4 anni). Dal punto di vista clinico il decorso della malattia può essere suddiviso in 4 stadi:
- Il primo stadio è caratterizzato dall’infezione che spesso è latente.
- Il secondo stadio è quello del soggetto sieropositivo asintomatico, la cui durata può essere anche di molti anni.
- Nel terzo stadio (non sempre presente) si verifica una linfadenopatia (ascellare-cervicale).
- Il quarto stadio prevede un forte dimagrimento, febbre e diarrea persistente, astenia e sudorazione notturna.
La trasmissione dell’HIV può avvenire in diversi modi: attraverso il contatto sangue-sangue per l’uso di droghe per via endovenosa, attraverso le trasfusioni, rapporti sessuali non protetti, attraverso la placenta, il latte materno, le punture e i tagli con materiali infetti. Il primo caso di AIDS in Italia fu diagnosticato nel 1982. Negli anni successivi il numero dei malati salì in maniera esponenziale.
La notifica è obbligatoria, è necessario l’isolamento in ospedale e la disinfezione si può effettuare con ipoclorito di sodio o alcol. Il periodo in cui il soggetto è ancora sieronegativo ma infetto viene chiamato periodo finestra durante il quale è già portatore per cui è possibile la trasmissione del virus.
Malattie infettive da ferita.
Nella vita domestica e quotidiana possono verificarsi condizioni di rischio per ferite accidentali. Una forma d’infezione grave è dovuta al tetano.
Il tetano è una malattia batterica, tossinfettiva, acuta, non contagiosa causata da Clostridium tetani, un microrganismo anaerobico e sporigeno. Questo microrganismo si trova nell’intestino di erbivori e altri animali. Nella forma di spora può sopravvivere per anni, anche in ambienti sfavorevoli. La malattia è dovuta alla tossina tetanica con tropismo per il sistema nervoso. In particolare, la tossina tetanica penetra nell’organismo e raggiunge il sistema nervoso centrale, dove va a bloccare le sinapsi inibitorie dei neuroni delle corna anteriori del midollo spinale e dei nuclei motori del tronco encefalico.
Il quadro clinico va da forme lievi caratterizzate da ipertonia muscolare fino a forme di paralisi dei muscoli respiratori, che possono essere mortali. La spora non produce un pericolo, fino al momento in cui viene a trovarsi in profondità nei tessuti (ferite, tagli, punture) e le condizioni di anaerobiosi consentono alla spora di produrre la tossina. I primi sintomi sono cefalea, malessere, rigidità muscolare, spasmi dei muscoli del collo e dorso. La denuncia della malattia è obbligatoria, mentre l’isolamento viene effettuato solo a scopo terapeutico. Il vaccino è la migliore forma preventiva.

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