Concetti Chiave
- I laparoceli si distinguono in piccole e grandi dimensioni, con quelli piccoli che non causano complicanze gravi.
- I laparoceli di grandi dimensioni possono provocare alterazioni muscolari e respiratorie, che portano alla malattia da laparocele.
- Dal punto di vista anatomo-topografico, i laparoceli sono classificati in mediano, laterale e di confine, ognuno con diverse varianti locali.
- Le dimensioni della porta erniaria classificano i laparoceli in piccoli, intermedi, grandi e giganti, in base al diametro.
- La classificazione di Chevrel analizza la sede anatomica, le dimensioni e le recidive, suddividendo i laparoceli mediani e laterali in categorie specifiche.
Tipologie di laparoceli
I laparoceli possono essere di piccole o grandi dimensioni. I laparoceli di piccole dimensioni non determinano gravi complicanze croniche (analoghe a quelle già descritte nella patologia erniaria).
I laparoceli di grandi dimensioni possono determinare importanti alterazioni dei muscoli, dei visceri e respiratorie, che definiscono la cosiddetta malattia da laparocele. Non bisogna dunque confondere il laparocele-lesione con il laparocele-malattia.
Classificazione anatomo-topografica
Dal punto di vista anatomo-topografico si distingue tra:
- laparocele mediano, che a sua volta può essere peri-ombelicale, sotto-ombelicale, sopra-ombelicale o xifo-pubico;
- laparocele laterale, che può essere pararettale o transrettale;
- laparocele di confine, così definito poiché localizzato in prossimità di strutture ossee o cartilaginee, che a sua volta può essere sotto-costale, lombare o localizzato in fossa iliaca.
In base alla dimensione della porta erniaria (diametro espresso in centimetri quadrati), i laparoceli vengono classificati in: piccoli (10); giganti (>20).
Classificazione di Chevrel
Un’altra classificazione utilizzata per i laparoceli è la classificazione di Chevrel, che mette in rapporto la sede anatomica di insorgenza, le dimensioni e le recidive. In particolare, in base alla sede di insorgenza, il laparocele mediano (M) viene classificato in M1 (epigastrico), M2 (mesogastrio), M3 (ipogastrico) e M4 (xifo-pubico); il laparocele laterale viene classificato in: L1 (sotto-costale); L2 (trasverso), L3 (iliaco) ed L4 (lombare).
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali differenze tra i laparoceli di piccole e grandi dimensioni?
- Come si classificano i laparoceli dal punto di vista anatomo-topografico?
- Qual è la classificazione di Chevrel e quali sono le sue categorie?
I laparoceli di piccole dimensioni non causano gravi complicanze croniche, mentre quelli di grandi dimensioni possono portare a significative alterazioni muscolari, viscerali e respiratorie, definendo la malattia da laparocele.
I laparoceli si classificano in mediano (peri-ombelicale, sotto-ombelicale, sopra-ombelicale, xifo-pubico), laterale (pararettale, transrettale) e di confine (sotto-costale, lombare, fossa iliaca).
La classificazione di Chevrel si basa sulla sede anatomica, dimensioni e recidive, distinguendo il laparocele mediano (M1, M2, M3, M4) e laterale (L1, L2, L3, L4) in base alla loro localizzazione.