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Concetti Chiave

  • Clemente VII riprese le trattative curiali a Orvieto, cercando di mantenere una posizione neutrale tra le potenze europee dopo un lungo isolamento.
  • Il papa giustificò il suo riavvicinamento con Carlo V a Francesco I come una necessità, esprimendo gratitudine per l'invio di aiuti militari, sebbene tardivi.
  • Mostrò un atteggiamento conciliante verso Enrico VII, ringraziandolo per il supporto alla sua liberazione e accordandosi su questioni finanziarie.
  • Le conquiste di Odet de Foix, che avevano portato alla conquista di Genova e altre città, furono una premessa per le trattative, con la restituzione dei beni ecclesiastici come condizione.
  • Il comando imperiale, allertato dall'avanzata francese, intervenne per recuperare Napoli, mentre Roma veniva finalmente liberata dalle devastazioni.

Clemente VII e la corte pontificia

Nella munita Orvieto, dove nel fatiscente palazzo arcivescovile si era gradualmente ricostituita una ristretta e misera corte pontificia, Clemente VII uscì dall' isolamento e poté riprendere la trattazione degli affari curiali da lungo interrotta e ristabilire contatti con le potenze d'Europa impegnandosi per mantenere una posizione neutrale nei confronti di ciascuno. Escluse da ogni responsabilità relativamente al Sacco l'imperatore Carlo v, con il quale nel novembre precedente dopo lunghissime trattative aveva raggiunto un accordo a condizioni molto onerose.

Relazioni con Francia e Inghilterra

Con il re di Francia, Francesco I, giustificò il suo riavvicinamento con l'imperatore attribuendolo a costrizione dettata dalle circostanze e gli espresse la propria gratitudine per aver inviato in soccorso dello Stato ecclesiastico un esercito agli ordini del generale Odet de Foix, visconte di Lautrec, che purtroppo si era mosso troppo tardi.

Pur sapendo che Enrico VII era intervenuto soprattutto per risolvere la spinosa questione del suo matrimonio, ebbe un atteggiamento conciliante con il sovrano inglese e lo ringrazio per aver contribuito alla propria liberazione da Castel Sant' Angelo, accordandosi con Francesco I e mettendogli a disposizione mezzi finanziari.

Conquiste e trattative militari

Ascoltò benevolmente anche i messi della Lega santa, sollecitati dal generale Odet de Foix, visconte di Lautrec che, muovendo da Milano, aveva conquistato Genova con l'aiuto dell'ammiraglio Andrea Doria, allora al servizio della Francia, e Alessandria e Pavia spingendosi con la sua armata fino a Bologna. Come premessa di qualsiasi trattativa il papa però aveva posto la restituzione di tutti i possedimenti dello Stato ecclesiastico ancora occupati.

L'avanzata di Lautrec e la risposta imperiale

Avanzando lungo l'Adriatico nel febbraio del 1528 il Lautrec era penetrato nel Regno di Napoli e gli imperiali, che dapprima avevano sottovalutato l'azione dei francesi, si resero conto che Napoli sarebbe presto caduta e si decisero a intervenire.

Il loro nuovo comandante, Filiberto d' Orange, principe di Chalon, raccolse il denaro necessario per tacitare le richieste delle sue truppe ribelli ottenendo anche un contributo di 40.000 scudi dal papa e il 17 febbraio riuscì a indurre la sua armata, dimezzata rispetto l'originario organico di 20.000 uomini a causa della peste e delle diserzioni, a mettersi in marcia verso Napoli. Finalmente Roma era liberata dalla soldatesca che fino all'ultimo aveva continuato a saccheggiare e a devastare, ma i guai non erano finiti.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la strategia di Clemente VII per mantenere la neutralità durante le tensioni europee?
  2. Clemente VII ha cercato di mantenere una posizione neutrale nei confronti delle potenze europee, riprendendo i contatti e trattando gli affari curiali interrotti, nonostante le difficoltà legate al Sacco di Roma e le pressioni esterne (testo).

  3. Come ha gestito Clemente VII le relazioni con Francesco I e Enrico VII?
  4. Clemente VII ha giustificato il suo riavvicinamento con l'imperatore Carlo V come una necessità, esprimendo gratitudine a Francesco I per il supporto militare, mentre ha mantenuto un atteggiamento conciliante con Enrico VII, ringraziandolo per il suo aiuto nella liberazione da Castel Sant'Angelo (testo).

  5. Quali furono le conseguenze dell'avanzata del generale Odet de Foix e della risposta imperiale?
  6. L'avanzata di Odet de Foix portò alla conquista di Genova e alla minaccia di Napoli, costringendo gli imperiali a intervenire con un nuovo comandante, Filiberto d'Orange, che, nonostante le difficoltà, riuscì a mobilitare le sue truppe verso Napoli, liberando Roma dai saccheggi (testo).

Domande e risposte

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