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Concetti Chiave

  • Giacomo I, successore di Elisabetta I, persegui un accentramento monarchico, ma trovò opposizione sia da cattolici che puritani, portando a tensioni politiche e sociali.
  • I conflitti con il Parlamento si intensificarono, con Giacomo I che sciolse l'assemblea e impose nuove tasse senza consenso, scatenando malcontento tra la borghesia e la nobiltà.
  • La guerra civile esplose nel 1642, dividendo il paese tra cavalieri e teste rotonde, con Oliver Cromwell che emerse come leader delle forze parlamentari.
  • Cromwell riorganizzò l'esercito nel New Model Army, ottenendo vittorie decisive, ma si scontrò con il Parlamento riguardo a questioni di libertà religiosa e potere monarchico.
  • Dopo la morte di Cromwell e l'instabilità politica, Carlo II Stuart ripristinò la monarchia, equilibrando il potere con un Parlamento più centrale nel governo inglese.

L'ascesa di Giacomo I

Morta senza eredi Elisabetta I, salì al trono Giacomo I, figlio di Maria Stuart che propose un programma di forte accentramento monarchico, basato sulla riaffermazione dell’autorità della Chiesa anglicana, sul prelievo di risorse attraverso la tassazione, e sull’esautorazione degli organismi rappresentativi tradizionali. In questo suo piano di accentramento però non riuscì a creare una sicura base di consenso. I cattolici, che avevano sperato di trovare in lui, figlio della cattolicissima Maria Stuart, il rappresentante della propria riscossa, rimasero delusi, fino al punto di attentare alla sua vita, ma la congiura delle polveri fu sventata prima che riuscissero a far saltare re e Parlamento, anche se alcuni storici hanno avanzato l’ipotesi che si trattasse di una messa in scena del re per poter attuare la repressione contro i cattolici e le frange religiose. Inoltre anche i puritani si erano ribellati al rilancio della Chiesa anglicana voluto dal re. La ripresa delle persecuzioni comportò un flusso migratorio di dissenzienti, in particolare nel 1620 i Padri Pellegrini a bordo della Mayflower approdarono nel Massachussets fondando una comunità sul principio di uguaglianza.

Conflitti con il Parlamento

In questo periodo anche il mondo dell’imprenditoria composto da un forte ceto borghese e dalla frangia della piccola e media nobiltà, la gentry, si vide danneggiato nei propri interessi economici dal fiscalismo imposto dal re e dal suo assenteismo in politica estera che impediva uno sviluppo commerciale, e poiché sede di queste forze vive era il Parlamento Giacomo I si trovò ripetutamente in contrasto con questa Assemblea e diverse volte si rifiutò di convocarla. Il suo successore proseguì in questa politica e sciolse il Parlamento nel 1625 e 1626, ma quando nel 1628 fu costretto a convocarlo per farsi approvare il finanziamento di una spedizione in soccorso agli ugonotti francesi, dovette accettare la Petition of Rights, la richiesta di non introdurre tributi senza il consenso del Parlamento, di non arrestare i cittadini senza l’autorizzazione di un tribunale e di non perseguitare le minoranze religiose. Ma una volta ottenuti i tributi, nel 1629 sciolse il Parlamento e senza convocarlo, ma aggirandolo, egli impose l’estensione a Londra e a tutte le città del regno della Ship Money, un tributo inizialmente versato solo dai centri portuali per il mantenimento della flotta regia. Inoltre, per garantirsi risorse continue su cui fare affidamento, dette impulso alla vendita di cariche pubbliche e in questo modo aggravò la pressione fiscale sul popolo, poiché chi comprava le cariche si rifaceva a spese della comunità. Nel 1639 l’arcivescovo anglicano William Laud avviò una politica religiosa di ripristino della gerarchia anglicana in Scozia, dove si era diffuso il presbiterianesimo di stampo calvinista ortodosso. Il clero e l’assemblea nazionale scozzese, però, risposero con il Covenant, un patto giurato di difesa del presbiterianesimo, e si arrivò alla guerra. Gli scozzesi sconfissero l’esercito regio ed invasero il territorio inglese e Carlo I fu costretto a convocare il Parlamento perché approvasse nuove imposizioni fiscali per affrontare la guerra, ma poiché l’assemblea si oppose la sciolse dopo meno di un mese, questo passò come Corto Parlamento. Sempre nel 1640 però il re convocò quello che invece divenne il Lungo Parlamento, in quanto restò in carica fino al 1653. Capeggiato da Pym e Hampden, rifiutò di collaborare con il sovrano e richiese la condanna a morte dei suoi collaboratori. Carlo dovette così sottostare a leggi imposte dall’assemblea e il conte di Strafford fu messo a morte.

La guerra civile inglese

Nel 1641, però, scoppiò in Irlanda un’insurrezione di contadini e proprietari cattolici contro i coloni inglesi e scozzesi ed il re fu sospettato di aver fomentato la rivolta per ottenere il reclutamento di un esercito di cui si sarebbe servito per vincere il Parlamento, così fu presentata dal Parlamento stesso la Grande Rimostranza, che chiedeva il controllo dell’operato del re in ambito militare e nelle nomine ministeriali. Rispetto a ciò il re tentò un colpo di stato nel gennaio 1642 che fallì e lo costrinse a fuggire. Iniziò così una guerra civile che vedeva dalla parte del re i cavalieri, ossia gli esponenti dell’aristocrazia, della gentry, dell’alta borghesia, i cattolici in funzione antri protestante, contrari alla crescita del Parlamento che avrebbe minacciato la stabilità politica e religiosa dell’Inghilterra, mentre tra i sostenitori del Parlamento vi erano le teste rotonde, ossia i puritani che portavano i capelli corti, diversamente dagli aristocratici, e raccoglievano il consenso della borghesia medio-alta, dei commercianti, degli artigiani, interessati ad una maggiore libertà dal giogo fiscale e ad una maggiore partecipazione politica.

L'ascesa di Oliver Cromwell

La svolta della guerra si ebbe quando nel 1644 venne affidato il comando dell’esercito ad un esponente della gentry, Oliver Cromwell che si era distinto come ideatore degli Ironsides, un distaccamento di cavalleria corazzata che risolse numerosi scontri. Cromwell riorganizzò le truppe parlamentari nel New model Army, in cui i soldati eleggevano liberamente i propri ufficiali ed erano soggetti ad un indottrinamento politico e religioso di stampo puritano, che li motivava alla lotta. Nonostante le vittorie a Marston Moor nel 1644 e a Naseby nel 1645, lo schieramento puritano si spezzò: vi era infatti la maggioranza parlamentare di orientamento presbiteriano che sosteneva la costituzione di una chiesa calvinista nazionale, mentre l’esercito appoggiato da Cromwell, gli indipendenti, sostenevano la libertà religiosa, inoltre la democraticità che caratterizzava il New model Army diffuse tra i soldati l’idea che i poteri del sovrano dovessero essere ridotti, così l’ala estremista dei levellers sosteneva addirittura l’abbattimento della monarchia e l’istituzione di una repubblica, governata da un Parlamento eletto a suffragio universale.

La situazione era complicata anche da Carlo I che tramava con entrambi gli schieramenti, chiedendo contemporaneamente l’appoggio degli scozzesi. Cromwell intanto cercava di mediare con il Parlamento, ma fu accusato di tradimento, mentre ai levellers si aggiunse il movimento radicale dei diggers, favorevoli all’abolizione della proprietà privata, e la setta dei quaccheri, contrari ad ogni forma di organizzazione religiosa. Allora nell’estate 1648 Cromwell vinse gli scozzesia Preston , occupò Londra ed espulse dal Parlamento i presbiteriani e i moderati, così l’assemblea fu detta Rump Parliament.

Il Commonwealth e la politica estera

Nel gennaio 1649 il re fu processato e condannato a morte, dimostrando che la sovranità del popolo superava il potere del re, nel maggio venne abolita la Camera dei Lords e proclamato il Commonwealth, la Repubblica inglese. Cromwell mise a tacere le frange estremiste, riordinò l’Irlanda e pacificò la Scozia. In politica estera egli puntò all’espansione della potenza commerciale inglese, nel 1651 in funzione antiolandese promulgò l’Atto di navigazione secondo cui i collegamenti commerciali con l’Inghilterra erano riservati alle navi inglesi e il commercio con le colonie era monopolio della madrepatria, riconosciuto al termine di una breve guerra, dal 52 al 54. Cromwell potenziò la flotta marittima, appoggiata da quella militare, e strinse accordi con Svezia e Danimarca per l’ingresso nel Baltico e con il Portogallo per poter usare le basi navali portoghesi, arrivando a commerciare con India ed Asia.

Inoltre si alleò anche con la Francia, in guerra contro la Spagna, ottenendo la base navale di Dunkerque. Questa politica spregiudicata fu segnata dal prevalere della ragione di stato sulla religione, poiché vide l’alleanza tra un protestante e un cattolico, contro un cattolico. La politica mercantilistica non fu attuata solo in ambito commerciale, ma anche agricolo e industriale. Per potenziare la produzione interna favorì una politica liberalista, abolendo le dogane interne per favorire gli scambi interni e favorendo la privatizzazione della terra così che i produttori investissero in modo capitalistico su questa e sostenendo lo sviluppo di un’agricoltura moderna orientata al mercato e al profitto.

Politica interna e ritorno della monarchia

In politica interna invece non riuscì a consolidare il potere a causa degli scontri con il Parlamento che contrastava il suo potere accentrato e nel 1651 fu ulteriormente epurato diventando un Barebone Parliament e finendo per essere sciolto nel 1653. Quando morì nel 1658 prese il potere il figlio Richard, avanzando l’ipotesi di instaurare una nuova monarchia ereditaria, ma questo fu sopraffatto dai conflitti fra Parlamento ed esercito, fra esercito del sud e del nord, così nel 1660 il generale George Monk mise sul trono l’erede di Carlo I, Carlo II Stuart, che restituì la Camera dei Lords, i privilegi nobiliari, la Chiesa anglicana, le persecuzioni religiose, ma prese forza la centralità del Parlamento come punto di confronto per l’esercizio del potere monarchico.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali misure adottate da Giacomo I per accrescere il potere monarchico?
  2. Giacomo I propose un programma di accentramento monarchico che includeva la riaffermazione dell’autorità della Chiesa anglicana, l’aumento della tassazione e l’esautorazione degli organismi rappresentativi tradizionali, ma non riuscì a creare un consenso solido tra i vari gruppi, inclusi cattolici e puritani.

  3. Come reagì il Parlamento alle politiche fiscali di Giacomo I e Carlo I?
  4. Il Parlamento si oppose alle politiche fiscali di Giacomo I e Carlo I, rifiutando di collaborare e imponendo leggi come la Petition of Rights, che limitava il potere del re in ambito fiscale e giuridico, portando a conflitti e alla convocazione di diversi Parlamenti.

  5. Quale ruolo ebbe Oliver Cromwell nella guerra civile inglese?
  6. Oliver Cromwell, nominato comandante dell'esercito parlamentare, riorganizzò le forze in un nuovo esercito, il New Model Army, e ottenne vittorie decisive, contribuendo a cambiare l'andamento della guerra civile e portando alla condanna a morte di Carlo I.

  7. Quali furono le conseguenze della proclamazione del Commonwealth nel 1649?
  8. Con la proclamazione del Commonwealth, Cromwell abolì la Camera dei Lords e stabilì una repubblica, cercando di mantenere il controllo su frange estremiste e riorganizzando l'Irlanda e la Scozia, mentre espanse la potenza commerciale inglese attraverso politiche mercantilistiche.

  9. Come si concluse il periodo di governo di Cromwell e quale fu il suo impatto sulla monarchia?
  10. Dopo la morte di Cromwell nel 1658, il suo governo non riuscì a consolidarsi e, nel 1660, si ripristinò la monarchia con Carlo II, che ripristinò la Camera dei Lords e la Chiesa anglicana, ma il Parlamento divenne un punto centrale per l'esercizio del potere monarchico.

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