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Concetti Chiave

  • I patti medievali sono accordi tra sovrani e specifici gruppi sociali, non rivolti a tutti gli individui in modo egualitario, riconoscendo libertà e privilegi a determinati ceti.
  • Il riconoscimento dei privilegi da parte del sovrano crea vincoli legali e stabilisce una base per la regolamentazione delle imposte e la protezione della proprietà privata.
  • La Magna Charta segna un punto di svolta, imponendo al sovrano il rispetto delle leggi e delle consuetudini, e stabilendo l'interdipendenza tra il sovrano e i nobili.
  • Il Parlamento del 1265, convocato da Simone da Monfort, introduce per la prima volta rappresentanti di cavalieri e città, ampliando la rappresentanza oltre nobiltà e clero.
  • La formazione del Parlamento moderno deriva dalla necessità di coinvolgere i ceti privilegiati e la borghesia nella governance, evolvendo verso un sistema bicamerale con House of Lords e House of Commons.

Libertà e privilegi nel medioevo

Si concedono specifiche libertà a tutti gli “uomini liberi” del regno. Una caratteristica dei patti medievali è che non si rivolgono non specificamente e a tutti come una costituzione moderna, agli individui in generale come se fossero tutti uguali. Sono invece patti tra un sovrano e un determinato gruppo di individui, di ceti. Gli “uomini liberi” sono quindi quelli che sono in grado di far sentire la loro libertà. Quindi con il concetto di libertà, non si intende tanto la libertà personale in senso stretto, ma piuttosto quei diritti che determinati uomini ritengono si propria appartenenza, cioè sono solo proprio. Per questo motivo sono invece privilegi, che rendono liberi questi individui. Libertà come diritti rivendicati da determinate persone, con quindi fondamento storico. Privilegi che sono il fondamento della disuguaglianza tra liberi e non liberi.

Riconoscimento dei privilegi

Il sovrano viene costretto a riconoscere i privilegi in questo patto, creando per sé dei vincoli. E ogni tanto, tra i vari punti, torna il termine “legge”, o “diritto comune”.

Regolamentazione delle imposte

Si vanno a regolare le imposte che gravano sulla terra (tallaggio), cioè scutagium e auxilium, che non possono più essere imposti senza comune assenso, ma anzi con proceduralità nella riscossione, e ragionevolezza. Ciò vale anche per i funzionari del sovrano. Anche la proprietà privata è riconosciuta.

Alle città viene permesso di vivere secondo proprie regole e consuetudini, per lo meno in alcuni ambiti della vita comunitaria e economica.

Garanzie processuali e organismi di garanzia

Ci sono garanzie processuali, con la pena che non deve essere sproporzionata rispetto al reato commesso. Principio che è uguale per tutti, ma i giudici no: i nobili possono essere giudicati solo da altri nobili.

Inoltre il re si costringe a creare un organismo di garanzia formato dai nobili più alti (25), che si occuperò di tutte le controversi in cui non si riescono a applicare i principi dei 63 punti. Un primo organismo di garanzia, un primo nucleo di organismo che svolge le funzioni che poi spetteranno ai Parlamenti. Ci sarà poi anche un Consiglio ristretto di 4 che esamina i casi in cui il re è coinvolto direttamente.

Magna Charta e common law

La Magna Charta rappresenta il momento in cui un sovrano si vede costretto a riconoscere la legge del Paese, cioè il principio del common law: si impegna a rispettare e riconoscere le consuetudini e le libertà che lui stesso concede. E così dovranno fare tutti gli uomini del regno. Per la prima volta si forniscono delle garanzie agli uomini che “contano” e si riconosce interdipendenza tra loro e il sovrano.

Origine dei parlamenti moderni

Una volta firmata, la Charta stessa si inserisce nel common law, portando con sé il principio che non devono esistere delle eccezioni nelle leggi e nella loro osservanza, sia per chi le fa che per chi le riceve. Non bisogna pensare che le leggi arrivano da un’autorità superiore degna di reverenza e subordinazione, come accade nel diritto amministrativo occidentale, che riconosce posizione speciale agli amministratori, che hanno esigenze speciali da preservare a scapito dei diritti dei singoli. Ma piuttosto la legge obbliga tutti senza eccezioni: in alto non c’è uno Stato, una classe dirigente, ma la Legge impersonale. Non un concetto di Stato, ma quelli separati di Parlamento, sovrano… Questa concezione fa sì che già nel medioevo si formino delle istituzioni parlamentari, anche se è evidente che i richiedenti della Magna Charta non costituiscono ancora un Parlamento. Però, pian piano, i ceti privilegiati iniziano a fornire membri alla corte del re, curia regis, e nasce l’abitudine al contrattare col Sovrano. Col tempo le corti si allargano, e il re vi si rivolge nei momenti di necessità, dettati dal bisogno di portare avanti la propria politica e disporre delle risorse del Paese. È ciò che segna l’origine dei parlamenti moderni.

Parlamento del 1265 e rappresentanza

Nel 1265, grazie al nobile Simone da Monfort, la cui rivolta costringe il re Enrico III a venire a patti con la nobiltà, si convoca un Parlamento che per la prima volta non vede solo nobiltà e clero, ma anche i cavalieri, cioè i rappresentanti dei territori. Poi si chiede che si aggiungano anche i rappresentanti delle città. Quindi c’è l’ingresso di una sorta di “borghesia”, che per la prima volta può rappresentare i propri interessi, e godere di nuovi diritti che di fatto sono privilegi (che poi permettono di richiedere ulteriori privilegi in altri ambiti, oltre che quello rappresentativo). Si tratta di quelli che poi saranno i Commons, che, insieme ai ceti privilegiati e ai cavalieri (gentry), vanno pian piano a specificare un parlamento bicamerale: House of Lords (temporali e spirituali) e House of Commons (a rappresentanza di territori e città). Parlamento che è comunque espressione di ceti privilegiati.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza tra libertà e privilegi nel contesto medievale?
  2. Nel medioevo, la libertà non è intesa come libertà personale, ma come diritti rivendicati da determinati gruppi, che si traducono in privilegi. Questi privilegi creano una disuguaglianza tra uomini liberi e non liberi, come evidenziato nel testo.

  3. Come venivano regolamentate le imposte nel medioevo?
  4. Le imposte, come scutagium e auxilium, non potevano essere imposte senza il consenso comune e dovevano seguire procedure ragionevoli. Questo principio si applicava anche ai funzionari del sovrano, garantendo il riconoscimento della proprietà privata.

  5. Quali garanzie processuali erano previste per i nobili?
  6. I nobili potevano essere giudicati solo da altri nobili, e la pena doveva essere proporzionata al reato. Questo principio di giustizia era uguale per tutti, ma la sua applicazione variava a seconda della classe sociale.

  7. Qual è il significato della Magna Charta nel contesto del diritto medievale?
  8. La Magna Charta segna il riconoscimento della legge del Paese da parte del sovrano, stabilendo il principio del common law e garantendo le libertà concesse. Essa rappresenta un passo verso l'interdipendenza tra il sovrano e i nobili.

  9. Come si è evoluto il Parlamento nel 1265 e quale importanza ha avuto?
  10. Nel 1265, grazie a Simone da Monfort, si convoca un Parlamento che include non solo nobiltà e clero, ma anche cavalieri e rappresentanti delle città, segnando l'ingresso della borghesia. Questo evento ha contribuito alla formazione di un parlamento bicamerale, rappresentando un passo significativo verso la rappresentanza dei ceti privilegiati.

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