Concetti Chiave
- La società francese era divisa in tre classi: clero, nobiltà e Terzo Stato, con significative disuguaglianze economiche all'interno di ciascuna classe.
- Una crisi economica tra il 1786 e il 1789, causata da carestie e rialzi dei prezzi, colpì maggiormente i contadini e portò a un aumento delle tensioni sociali.
- La monarchia, guidata da Luigi XVI, ignorava le difficoltà del popolo e accumulava debiti, aggravando la situazione economica del Paese.
- Il Terzo Stato si oppose alle disuguaglianze e si proclamò Assemblea Nazionale, chiedendo una Costituzione basata sulla sovranità popolare.
- La trasformazione dell'Assemblea Nazionale in Assemblea Costituente avvenne il 9 luglio 1789, dopo che il sovrano costrinse nobiltà e clero a unirsi per redigere la Costituzione.
RIVOLUZIONE FRANCESE - L'AFFERMAZIONE DELL'ASSEMBLEA COSTITUENTE.
Le classi sociali in Francia
In Francia, un Paese pieno di contraddizioni, il tessuto sociale si articolava in tre classi: il Primo Stato (clero), il Secondo Stato (nobiltà) e il Terzo Stato ( borghesia e popolo).
Tra i nobili esistevano notevoli differenze economiche e sociali e la stesse differenze emergevano all'interno del clero. Per esempio, i membri della piccola nobiltà (tutt'altro che ricchi), spesso aderirono alle lotte della borghesia contro i privilegi dell'alta nobiltà. Molte erano le differenze anche tra l'alto clero e il basso clero, che viveva in condizioni disagiate quasi alla pari della maggior parte della popolazione francese. La borghesia cittadina invece non accettava più di essere tenuta lontana dalla vita politica e dal governo perché produceva gran parte della ricchezza nazionale.
Crisi economica e sociale
Con il continuo rialzo dei prezzi (provocato dal liberismo), si determinò un vantaggio economico per i proprietari terrieri (alto clero e grande nobiltà) e uno svantaggio per i contadini, il cui reddito non cresceva in proporzione agli aumenti. Inoltre la crisi economica europea interessò anche la Francia tra il 1786 e il 1789.
Infatti, una serie di carestie causò la diminuzione dei prodotti agricoli nei mercati, facendo si che i prezzi aumentassero e che gli strati di popolazione più poveri venissero ancora una volta colpiti. Inoltre un altro problema serio fu anche l'aumento della popolazione in seguito allo spostamento dei contadini dalle campagne verso le città con l'obiettivo di migliorare la loro situazione economica. Anche il settore industriale si trovava in crisi a causa della concorrenza inglese. Infatti, furono chiuse le fabbriche e le proteste degli operai aumentarono. Il Terzo Stato finì così per unirsi, ponendosi contro la nobiltà e l'alto clero.
La monarchia e le sue sfide
La monarchia, alla cui guida c'era il re Luigi XV, era insensibile in merito alla miseria del popolo e continuava a vivere nel lusso presso la reggia di Versailles, aumentando così i debiti dello Stato, causati anche dalle guerre e dalle sconfitte militari che causarono, a loro volta, perdite di colonie e crisi delle finanze pubbliche.
Convocazione degli Stati generali
Due erano le soluzioni per risolvere la questione: la bancarotta o una seria riforma economica in seno al Paese. Perché quest'ultima fosse attuata, sarebbe stato necessario un re di grande intelligenza e abilità, ma Luigi XVI che regnò dal 1754 al 1793 non aveva queste qualità. Luigi XVI incaricò ben tre ministri delle Finanze per risanare i debiti dello Stato, ma nessuno di questi riuscì a cambiare la situazione che si era creata, perché vennero frenati nel loro tentativo di risanare l'economia del Paese dalle classi privilegiate che, infine, per evitare di essere tassate convocarono gli Stati generali. Nonostante l'iniziale opposizione di Luigi XVI, questi fu costretto a convocare gli Stati generali nel maggio del 1789, i cui rappresentanti erano stati nominati nelle elezioni di marzo dello stesso anno.
Nascita dell'Assemblea Costituente
I primi contrasti emersero sui procedimenti di voto: i nobili e il clero avrebbero preferito una votazione per Stato, mentre il Terzo Stato avrebbe gradito una votazione per testa. Votando per Stato avrebbero vinto la nobiltà e il clero, mentre votando per testa avrebbe vinto il Terzo Stato. In seguito a diverse discussioni durante le quali non si arrivò a nessun accordo, il Terzo Stato decise di riunirsi autonomamente nella Sala della pallacorda e si proclamò Assemblea Nazionale, impegnandosi a promulgare una Costituzione ispirata ai principi della sovranità popolare, su modello inglese. Di fronte alla fermezza del Terzo Stato, il sovrano dovette ordinare alla nobiltà e al clero di unirsi in Assemblea, che venne trasformata in "Assemblea Costituente" (9 luglio 1789), poiché aveva quale obiettivo quello di varare una Costituzione per il Paese.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali classi sociali in Francia prima della Rivoluzione Francese?
- Quali fattori contribuirono alla crisi economica e sociale in Francia tra il 1786 e il 1789?
- Come reagì la monarchia di Luigi XVI di fronte alla miseria del popolo?
- Quale fu il ruolo degli Stati generali nella nascita dell'Assemblea Costituente?
- Quali furono le principali differenze nel metodo di voto tra le classi durante gli Stati generali?
In Francia, la società era divisa in tre classi: il Primo Stato (clero), il Secondo Stato (nobiltà) e il Terzo Stato (borghesia e popolo), con significative differenze economiche e sociali all'interno di ciascuna classe.
La crisi fu causata da un aumento dei prezzi, carestie che ridussero i prodotti agricoli, e una crescente popolazione che si spostava verso le città, aggravando la situazione economica del Terzo Stato.
La monarchia, guidata da Luigi XVI, si mostrò insensibile alla miseria popolare, continuando a vivere nel lusso e accumulando debiti, senza riuscire a implementare riforme economiche efficaci.
Gli Stati generali furono convocati nel maggio del 1789 per affrontare la crisi economica, ma il Terzo Stato, insoddisfatto del metodo di voto, si proclamò Assemblea Nazionale, dando inizio al processo che portò alla creazione dell'Assemblea Costituente.
I nobili e il clero preferivano una votazione per Stato, mentre il Terzo Stato richiedeva una votazione per testa, poiché quest'ultima avrebbe garantito loro una maggiore rappresentanza e potere decisionale.