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Concetti Chiave

  • All'inizio degli Stati generali, il Terzo Stato si oppone al prelievo fiscale del Re per proteggere i propri diritti e poteri.
  • I deputati giurano nella sala della pallacorda di non disperdersi fino alla scrittura di una nuova costituzione per il regno.
  • Il Re tenta di sciogliere l'assemblea, ma i deputati rifiutano e votano per l'inviolabilità personale.
  • Con il sostegno dei nobili, l'Assemblea nazionale viene riconosciuta, segnando un cambiamento significativo nella rappresentanza.
  • I deputati si uniscono per rappresentare il bene del popolo, superando le divisioni tra i vari ordini sociali.

Inizio degli Stati generali

Ad inizio dei lavori degli Stati generali, subito ci si dichiara pronti a negare l’autorizzazione al Re di prelievo fiscale, unica arma possibile per evitare che compia un atto di forza sciogliendo l’assemblea. Un terzo stato molto consapevole dei suoi diritti e, soprattutto, poteri. Il clero allora decide di confluire nella stessa sala di riunione del terzo stato.

Giuramento nella sala della pallacorda

Quindi ci si sposta nella sala della pallacorda, dove i deputati giurano a se stessi di non disperdersi fino a quando non abbiano scritto una costituzione, finché il regno non avesse base costituzionale solida. Luigi XVI capisce la minaccia, quindi chiede lo scioglimento. Ma c’è il rifiuto e si vota una risoluzione sull’inviolabilità personale dei deputati.

Riconoscimento dell'Assemblea nazionale

Anche i nobili iniziano a confluire e alcuni di loro, come La Fayette, si appongono con le armi agli intenti del Re. Gli ordini si fondono totalmente (non esistono più sul versante rappresentativo) e il Re non può più fare a meno di riconoscere l’Assemblea nazionale costituente. Ci si rende conto che la situazione è talmente cambiata che sarebbe ridicolo attenersi agli impegni presi nel momento dell’elezione, c’è piuttosto un obiettivo comune e la volontà di essere rappresentanti del popolo, non un collegio particolare. I deputati sono ora liberi di rappresentare ciò che pensano sia il bene del popolo nella sua interezza.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la reazione del Terzo Stato all'intenzione del Re di prelevare tasse?
  2. Il Terzo Stato si è dichiarato pronto a negare l'autorizzazione al Re per il prelievo fiscale, consapevole dei propri diritti e poteri, per evitare che il Re sciogliesse l'assemblea.

  3. Cosa è avvenuto nella sala della pallacorda?
  4. Nella sala della pallacorda, i deputati hanno giurato di non disperdersi fino a quando non avessero redatto una costituzione, rifiutando lo scioglimento richiesto da Luigi XVI e votando una risoluzione sull'inviolabilità personale dei deputati.

  5. Come si è evoluta la situazione tra i nobili e il Terzo Stato?
  6. I nobili hanno iniziato a unirsi al Terzo Stato, con alcuni, come La Fayette, che hanno sostenuto gli intenti del Re. Questo ha portato alla fusione degli ordini e al riconoscimento dell'Assemblea nazionale costituente, con l'obiettivo comune di rappresentare il popolo.

Domande e risposte

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