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Concetti Chiave

  • Il conflitto tra capitanei e valvassores a Milano si sviluppò per la volontà dei valvassores di trasmettere ereditariamente i benefici concessi, contrastata dai capitanei.
  • L'arcivescovo Ariberto d’Intimiano sostenne i capitanei, mentre l'imperatore Corrado II intervenne con una legge a favore dei vassalli, senza però riuscire a controllare Milano.
  • La cittadinanza milanese, composta da capitanei, valvassores e cittadini non legati, si unì nella difesa contro l'assedio dell'imperatore Corrado II.
  • Il tentativo di Corrado II di rafforzare l'autorità imperiale si scontrò con la determinazione della cittadinanza milanese a resistere a un potere esterno.
  • Le divisioni interne tra nobiltà e popolazione non impedirono ai milanesi di far fronte comune contro l'assalto dell'imperatore, mostrando una forte unità cittadina.

Qual è il conflitto tra capitanei e valvassores?

Le vicende che meglio si prestano a esemplificare quanto andiamo dicendo sono quelle di Milano. Nella prima metà del secolo XI l’arcivescovo Ariberto d’Intimiano era espressione del gruppo sociale dei cosiddetti capitanei, i grandi signori stretti da legami vassallatico-beneficiari con la chiesa vescovile. A loro volta, tali grandi signori avevano legato a sé, con vincoli analoghi, altri soggetti, i valvassores. Scoppiò un acceso conflitto fra i capitanei e i valvassores, poiché questi ultimi pretendevano di trasmettere ereditariamente i benefici loro concessi.

Intervento dell'imperatore Corrado II

L’arcivescovo si schierò con i capitanei e gli esponenti della nobiltà minore; la situazione tuttavia si complicò per il diritto d’intervento dell’imperatore Corrado II, il quale, nell’intento di rafforzare l’autorità imperiale in Italia, emanò una disposizione legislativa che garantiva ai vassalli dei capitanei la trasmissione ereditaria dei benefici. Tali disposizioni, favorevoli all’aristocrazia minore, non garantirono però all’imperatore il controllo effettivo di Milano.

Unità della cittadinanza milanese

Infatti quando Corrado II decise di processare l’arcivescovo milanese e pose l’assedio alla città, si trovò a dover fronteggiare la difesa compatta dell’intera cittadinanza, capitanei, valvassores e il populus, ossia tutti quei cittadini che non erano soggetti a legami vassallatico-beneficiari. I milanesi ebbero la meglio e dimostrarono come, indipendentemente dalle divisioni interne, la cittadinanza era decisa a far fronte comune rispetto a un potere esterno.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la causa principale del conflitto tra capitanei e valvassores a Milano?
  2. Il conflitto scaturì dalla volontà dei valvassores di trasmettere ereditariamente i benefici concessi, in contrasto con i capitanei, che rappresentavano i grandi signori legati alla chiesa vescovile (testo).

  3. Quale ruolo ha avuto l'imperatore Corrado II nella vicenda milanese?
  4. Corrado II intervenne per rafforzare l'autorità imperiale, emanando una legge che garantiva ai vassalli dei capitanei la trasmissione ereditaria dei benefici, ma non riuscì a ottenere il controllo effettivo di Milano (testo).

  5. Come si manifestò l'unità della cittadinanza milanese di fronte all'assedio dell'imperatore?
  6. La cittadinanza milanese, composta da capitanei, valvassores e il populus, si unì per difendere la città contro l'assedio di Corrado II, dimostrando una determinazione comune nonostante le divisioni interne (testo).

Domande e risposte

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