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Concetti Chiave

  • L'Unione Sovietica fu fondata nel dicembre 1922 come repubblica federale, con potere centrale detenuto dal Partito comunista e sfide significative come la guerra civile e il comunismo di guerra.
  • Dopo la morte di Lenin nel 1924, Stalin emerse come leader, espellendo Trokij e adottando politiche di socialismo russo contro la rivoluzione internazionale.
  • Le riforme staliniste, tra cui il piano quinquennale e la collettivizzazione agricola, portarono a disastri economici e carestie, causando la morte di milioni di persone.
  • Il "Grande terrore" stalinista (1936-1938) rappresentò una fase di repressione violenta, con purghe dell'élite del Partito e l'istituzione di gulag per i dissidenti.
  • Dopo la Seconda guerra mondiale, l'Urss si affermò come potenza mondiale, controllando l'Europa orientale e formando il blocco orientale attraverso il Cominform e il patto di Varsavia.

La nascita dell'Urss

Lenin: L’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche nacque nel dicembre del 1922, diventando una repubblica federale che racchiudeva la Russia e le altre tre repubbliche sovietiche Ucraine, Bielorussia e Transcaucasica. Nell’Urss il potere centrale era detenuto dal Partito comunista, il quale comunicava direttive alle periferie, e deteneva un proprio corpo di polizia, la Ceka. Il nuovo Stato nacque tuttavia in gravi difficoltà, sia a causa della guerra civile che lo aveva preceduto, ma anche a causa del comunismo di guerra a cui i contadini avevano reagito diminuendo la produzione, e ai numerosi scioperi cittadini. Per questo motivo si era creato un distacco tra Partito e popolazione, che portò all’avviamento della Nuova politica economica (Nep), in cui vennero nuovamente permessi alcuni tipi di guadagno personale e di libertà economica. La Nep ricevette sia sostegno sia opposizione all’interno del Partito, ma permise di riprendere le relazioni diplomatiche e internazionali.

La lotta per il potere

Stalin: Dopo la morte di Lenin nel 1924 si presentò il problema della presa del potere, il quale era conteso tra Stalin, segretario generale del partito, e Trokij. Il primo portò avanti una politica focalizzata sul socialismo russo, il secondo rimase fedele alla rivoluzione internazionale. Stalin venne visto come più realista e dopo un attacco violento da parte di Trokij, che lo accusava di autoritarismo e tradimento, Stalin riuscì a espellerlo dal partito e dello stato, diventando così capo dell’Urss.

Le riforme staliniste

Lo stalinismo vide inizialmente una “grande svolta”. In Unione sovietica si volle abbandonare la Nep attraverso un nuovo piano economico quinquennale, il Gosplan, la collettivizzazione agricola, e un’industrializzazione accelerata. Quest’ultima venne messa in atto attraverso la creazione di kolchoz, ovvero cooperative agricole in cui lo stato decideva i tipi e le quantità di produzione, e i sovchoz, terreni di proprietà statali. Tutto ciò venne attuato a discapito della popolazione, e soprattutto portò a una modesta produttività, tant’è che nel 1935 fu permesso ad alcuni contadini di coltivare propri appezzamenti di terreno. Queste nuove riforme portarono ovviamente a numerose rivolte, che vennero violentemente represse anche attraverso un’estenuante lotta contro i contadini più agiati, ovvero i kulaki. La collettivizzazione agricola ebbe quindi effetti disastrosi che portarono alla morte per fame di circa 5 milioni di persone. Altro punto della nuova riforma economica fu appunto l’industrializzazione messa in atto attraverso investimenti statali, alla mitizzazione del lavoro (stachanovismo) e a un peggioramento delle condizioni lavorative. Tuttavia essa permise all’Urss di diventare una delle maggiori potenze industriali del mondo, insieme agli Stati Uniti e alla Germania. Lo Stato e il Partito divennero inoltre delle “grandi macchine burocratiche”, caratterizzate da organizzazioni in vari livelli, in cui gli ordini venivano emanati dal sistema centrale alle periferie.

Il grande terrore

La dittatura stalinista fu dunque un periodo di grande conformismo e sottomissione dell’individuo allo Stato e al socialismo sovietico. Periodo esemplare fu quello del cosiddetto “Grande terrore”, tra il 1936 e il 1938, in cui Stalin portò avanti una vera e propria “pulizia” di quella che era stata l’élite dirigente del Partito. Quest’eliminazione si estese poi anche alla popolazione civile, attraverso l’istituzione dei gulag, campi di lavoro, in cui venivano inviati tutti coloro che infrangevano l’articolo 58 della costituzione, e quindi l’articolo contro ogni azione controrivoluzionaria. Dal punto di vista sociale invece, durante il governo di Stalin venne data grande importanza alla famiglia e all’alfabetizzazione, ma venne portata avanti anche una secolarizzazione forzata e un vero e proprio culto del capo e della nazione.

L'Urss post Seconda guerra mondiale

Negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, l’Urss si ritrovò come nuova potenza mondiale, controllando l’Europa orientale. Questo controllo venne attuato inizialmente attraverso organizzazioni come il Cominform, per l’informazione e la collaborazione fra i partiti comunisti europei, e sfociò poi nella costituzione di un vero e proprio blocco orientale, sovietizzando i sistemi economici e politici dell’Europa orientale e sviluppando nuovi consigli e accordi, tra cui il Comecon, con lo scopo di coordinare le economie dei paesi del blocco sovietico e il patto di Varsavia del 1955, un’alleanza militare equivalente alla Nato.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali difficoltà affrontate dall'Urss alla sua nascita?
  2. Alla nascita nel 1922, l'Urss affrontava gravi difficoltà a causa della guerra civile, del comunismo di guerra che aveva ridotto la produzione agricola e dei numerosi scioperi cittadini, creando un distacco tra il Partito comunista e la popolazione.

  3. Come si sviluppò la lotta per il potere dopo la morte di Lenin?
  4. Dopo la morte di Lenin nel 1924, la lotta per il potere si intensificò tra Stalin e Trokij, con Stalin che adottò una politica di socialismo russo e riuscì a espellere Trokij dal partito, diventando così il capo dell'Urss.

  5. Quali furono le conseguenze delle riforme staliniste sulla popolazione?
  6. Le riforme staliniste, tra cui la collettivizzazione agricola e l'industrializzazione, portarono a una modesta produttività e a gravi carestie, causando la morte di circa 5 milioni di persone e numerose rivolte represse violentemente.

  7. Che cos'è il "Grande terrore" e quali furono i suoi effetti?
  8. Il "Grande terrore" (1936-1938) fu un periodo di purghe staliniste che mirò a eliminare l'élite dirigente del Partito e a reprimere la popolazione civile, portando all'istituzione dei gulag e a una forte sottomissione dell'individuo allo Stato.

  9. Quale ruolo assunse l'Urss nel mondo dopo la Seconda guerra mondiale?
  10. Dopo la Seconda guerra mondiale, l'Urss emerse come nuova potenza mondiale, controllando l'Europa orientale attraverso organizzazioni come il Cominform e il Comecon, e formando un blocco orientale con il patto di Varsavia nel 1955.

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