Concetti Chiave
- Il marxismo ha suscitato dibattiti tra studiosi riguardo alla sua realizzazione storica, con posizioni che variano tra consonanza ideale e fallimenti dovuti a fattori esterni.
- Le cause della rivoluzione russa includono l'incapacità dello Zar Nicola II e la prevalenza del semi-feudalesimo, unite al crescente malcontento della popolazione durante la Prima Guerra Mondiale.
- Lenin, esiliato dopo la rivolta del 1905, ritorna nel 1917 promuovendo un governo provvisorio, ma i suoi ideali di cambiamento radicale si scontrano con le delusioni della popolazione.
- Le tesi di Lenin propongono una rivoluzione comunista immediata, contrariamente alla previsione marxista di una fase capitalistica, e introducono l'ideologia Marxista-Leninista.
- La NEP, una politica economica introdotta da Lenin, combina elementi di economia di mercato con il socialismo, contribuendo a superare la carestia e a stabilizzare l'economia russa.
Indice
Il rapporto tra marxismo e storia
Gli studiosi si sono soffermati nel rapporto tra dottrina marxista e realizzazione storica, affermando due posizioni differenti:
tra dottrina marxista e realizzazione storica c’è una perfetta consonanza => applicando il comunismo, accade naturalmente ciò che è accaduto
la realizzazione storica del marxismo (di per se positivo) non è riuscita per le colpe dei personaggi della rivoluzioni
Quali sono le cause della rivoluzione russa?
In Russia la rivoluzione può essere vista come conseguenza naturale dell’incapacità dello Zar Nicola II e della prevalenza dei poli industriali solo nelle grandi città, mentre il resto del paese vive in condizioni di semi-feudalesimo. La popolazione, insofferente al I conflitto mondiale, richiedeva la fine della guerra ai governanti. I partiti politici principali, vietati per legge, erano il partito socialista contadino, il partito socialista rivoluzionario (diviso in bolscevichi e menscevichi), il partito dei cadetti (liberali democratici).
L'ascesa di Lenin e il governo provvisorio
Nel 1905 scoppia la rivolta dopo la sconfitta nella guerra Russo-Giapponese: approfittando della sconfitta, scoppia un tentativo di rivoluzione, represso dallo zar, che costringe Lenin all’esilio. Nel 1917 scatta l’ora della rivoluzione vera e propria, un’estesa insurrezione spinta dal carovita e dai costi del conflitto. Il 2 marzo 1917 viene costituito un governo provvisorio di impronta liberale di Livoff per traghettare il paese verso la fine dell’assolutismo. Lo zar abdica a favore del fratello Michele, che rifiuta il trono, portando alla fine del refime zarista. Il partita socialista operaio aveva, nel frattempo, organizzato un sistema di potere parallelo controllato dai soviet (gruppi di contadini e operai). Il governo provvisorio, nel frattempo, delude i cittadini (la Russia continua la partecipazione al conflitto). Il 3 Aprile 1917 Lenin parte dalla Svizzera in treno per raggiungere la Russia, attraversando, tra l’altro, il territorio tedesco, dove passa indisturbato con il beneplacito delle autorità, convinte che l’arrivo di Lenin avrebbe portato alla fine della guerra per i Russi.
Le tesi di Lenin e la rivoluzione comunista
Le tesi di Lenin, pubblicate il 7 aprile, sostengono la necessità di una rivoluzione comunista saltando la fase intermedia: lo stesso Marx aveva previsto che la fase capitalistica (assente in Russia ma individuata da Lenin nella I guerra mondiale) fosse necessaria per una successiva rivoluzione comunista. Per definire la concenzione del pensiero comunista che non include la fase capitalista si parla di ideologia Marxista-Leninista.
Lenin parla anche di Avanguardie rivoluzionarie, con un ruolo di preparazione del terreno affidato al Partito Comunista.
Il governo Livoff cade, portando al potere Alexander Kerenskij. Dopo un tentativo fallito da parte dell’esercito, i bolscevichi prendono il potere, uscendo dalla guerra e abolendo il diritto di proprietà.
La NEP e le politiche economiche di Lenin
Una delle nuove politiche introdotte da Lenin consiste nella NEP, l’inserimento (paradossale) dell’economia di mercato (che fa leva sul profitto) nel sistema socialista (che sembrava aver dimenticato il profitto e l’impegno economico): la nuova politica sconfigge la carestia in corso.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali cause della rivoluzione russa?
- Qual è il ruolo di Lenin nella rivoluzione del 1917?
- Come si differenziano le posizioni degli studiosi riguardo al marxismo e alla sua realizzazione storica?
- Cosa prevede la NEP introdotta da Lenin?
- Qual è la concezione di Lenin riguardo alla fase capitalistica nel contesto della rivoluzione comunista?
La rivoluzione russa è stata causata dall'incapacità dello Zar Nicola II e dalla prevalenza del semi-feudalesimo nel paese, unita all'insoddisfazione della popolazione per il I conflitto mondiale e la richiesta di pace.
Lenin, rientrato in Russia nel 1917, ha giocato un ruolo cruciale nel guidare l'insurrezione contro il governo provvisorio, sostenendo la necessità di una rivoluzione comunista immediata, come evidenziato nelle sue tesi pubblicate il 7 aprile.
Gli studiosi si dividono tra chi sostiene una consonanza perfetta tra dottrina marxista e realizzazione storica e chi ritiene che le colpe dei protagonisti delle rivoluzioni abbiano impedito il successo del marxismo.
La NEP prevede l'inserimento dell'economia di mercato nel sistema socialista, un approccio paradossale che ha contribuito a sconfiggere la carestia e a rilanciare l'economia.
Lenin sostiene che la fase capitalistica, normalmente necessaria secondo Marx, può essere saltata, proponendo una rivoluzione comunista immediata, un'idea che ha portato alla definizione dell'ideologia Marxista-Leninista.