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Concetti Chiave

  • La Carboneria si diffuse principalmente nel regno delle Due Sicilie, coinvolgendo la borghesia che cercava di esprimere rivendicazioni politiche e diritti a causa dell'aumento del carico fiscale.
  • L'insurrezione del 1820, guidata da ufficiali della Carboneria come Michele Morelli e Giuseppe Silvati, portò alla richiesta di una costituzione e a elezioni che avrebbero garantito la rappresentanza della borghesia.
  • Dopo il successo della rivoluzione, la Carboneria tentò di trasformarsi in un partito politico, cercando di partecipare attivamente al parlamento e promuovendo ideali di libertà e diritti civili.
  • Le resistenze al movimento liberale furono significative, con Ferdinando I e le autorità ecclesiastiche che si opposero fortemente, mentre l'Austria intervenne militarmente per soffocare il liberalismo.
  • Il tentativo di ottenere libertà di stampa e di culto nella nuova costituzione incontrò forti opposizioni, evidenziando le tensioni tra le aspirazioni liberali e le forze conservatrici interne ed esterne.

Qual è la diffusione della Carboneria?

In Italia la Carboneria si diffuse maggiormente nel regno delle Due Sicilie e nelle file della borghesia. Durante il decennio francese, la borghesia meridionale si era rafforzata economicamente, ma nello stesso tempo attraverso l’ imposta fondiaria, che colpiva i beni immobili era venuto a gravare, su quest’ ultima un peso fiscale maggiore che in passato. La richiesta dei diritti e dei poteri politici, era dovuta gran parte dal desiderio della borghesia agraria di potere intervenire nelle decisioni riguardanti la materia fiscale. Non avendo nessuna possibilità di dare pubblica espressione a queste rivendicazioni, molti borghesi erano entrati nella Carboneria. La Carboneria aveva una struttura gerarchica: solo i dirigenti conoscevano gli obiettivi finali. Il linguaggio utilizzato agli adepti alla setta (che si chiamavano “buoni cugini”), riprendeva quello dei commercianti di carbone. La composizione sociale della Carboneria meridionale ne faceva una sorta di partito clandestino della borghesia. Molti carbonari appartenevano alla borghesia professionale, alla burocrazia, all’ esercito , una notevole partecipazione di sacerdoti e in minoranza, negozianti e i “giornalieri” (così chiamati perché lavoravano solo a giornata).

Insurrezione nel regno delle Due Sicilie

Le vicende spagnole del 1820 furono la miccia che diede fuoco al malcontento alimentato della Carboneria nel regno delle Due Sicilie. Un gruppo di ufficiali affiliati alla Carboneria, comandato da Michele Morelli e Giuseppe Silvati, fece insorgere le truppe che si trovavano a Nola. L’ insurrezione fu resa più facile dall’ appoggio dello stesso comandante dell’ esercito napoletano, Guglielmo Pepe. La rivolta si concluse con successo poiché Ferdinando I accolse la richiesta della costituzione e indisse le elezioni. Così la borghesia poteva avere una diretta rappresentanza politica, che ne curasse gli interessi. A fondamento di questa aspirazione c’ erano due esigenze: 1.Carattere politico: ovvero, poter godere dei fondamentali diritti liberali, di stampa, di opinione e di associazione. 2.Carattere economico: ovvero, essere in grado di impedire, attraverso i propri deputati,che le imposizioni fiscali ricadessero soprattutto sui proprietari di terre. Anche in Sicilia i liberali insorsero, ma con obbiettivi divesi, perché chiesero l’autonomia.

Trasformazione politica e resistenze

Dopo il successo della rivoluzione, la setta dei Carbonari cercò di trasformarsi in un partito politico: cominciò ad agire alla luce del sole e cercò di fare eleggere i suoi uomini in parlamento. Le elezioni al parlamento vedero una notevole partecipazioni popolare. La rivoluzione napoletana deil 1820 costituì un avvenimento importante. I rivoluzionari cercarono di propagare nel popolo l’ idea di libertà, servendosi anche di pubblicazioni dialettali, ma l’ esperimento fu troppo breve. I deputati sostennero con forza il principio di libertà di stampa e una parte del parlamento sostenne anche quello della libertà di culto , ottenendo che nella costituzione fosse affermata almeno la libertà di poter esercitare un culto diverso da quello cattolico. Numerosi sacerdoti si schierarono dalla parte dei liberali, ma le gerarchie ecclesistiche si opposero vigorosamente. Le resistenze suscitate furono infatti fortissime. All’ interno. Ferdinando I continuò a mostrare una profonda diffidenza per le idee ilberali e le autorità ecclesistiche giudicarono pericolosa la richiesta delle libertà di stampa e culto. All’ esterno l’ Austria temette che il movimento liberale potesse estendersi al Lombardo-Veneto, mentre i sovrani della Santa Alleanza ritenevano che la monarchia costituzionale del regno delle Due Sicilie costituisse un esempio pericoloso. Ferdinado I fu convocato a Laybach dai sovrani della Santa Alleanza, per dare spiegazioni. Il re partì ed uscito dal regno dichiarò che la costituzione gli era stata strappata con la forza e sollecitò l’ intervento austriaco. L’ Austria inviò verso Napoli un esercito che ebbe la meglio. L’ esperimento costituzionale e liberale fu stroncato con la forza.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto socio-economico che ha favorito la diffusione della Carboneria nel regno delle Due Sicilie?
  2. La Carboneria si diffuse principalmente tra la borghesia meridionale, che, nonostante il rafforzamento economico, subiva un peso fiscale maggiore a causa dell'imposta fondiaria. Questo portò molti borghesi a cercare rappresentanza politica attraverso la Carboneria, un'organizzazione con una struttura gerarchica e obiettivi finali noti solo ai dirigenti.

  3. Quali eventi hanno scatenato l'insurrezione nel regno delle Due Sicilie nel 1820?
  4. L'insurrezione fu innescata dalle vicende spagnole del 1820 e guidata da ufficiali della Carboneria come Michele Morelli e Giuseppe Silvati. Con il supporto del comandante dell'esercito napoletano, Guglielmo Pepe, la rivolta portò alla richiesta di una costituzione e all'indizione di elezioni, permettendo alla borghesia di avere una rappresentanza politica.

  5. Quali erano le principali aspirazioni della borghesia durante la rivoluzione del 1820?
  6. Le aspirazioni della borghesia si basavano su due esigenze fondamentali: il desiderio di godere di diritti liberali, come libertà di stampa e di associazione, e la necessità di proteggere i propri interessi economici, evitando che le imposizioni fiscali gravassero sui proprietari terrieri.

  7. Come tentò la Carboneria di trasformarsi in un partito politico dopo la rivoluzione?
  8. Dopo il successo della rivoluzione, la Carboneria cercò di operare alla luce del sole, tentando di far eleggere i propri membri in parlamento e propagando l'idea di libertà tra il popolo, anche attraverso pubblicazioni dialettali, sebbene l'esperimento fosse di breve durata.

  9. Quali furono le resistenze incontrate dalla Carboneria e dal movimento liberale?
  10. Le resistenze furono forti sia interne che esterne. Ferdinando I mostrò diffidenza verso le idee liberali, mentre le gerarchie ecclesiastiche si opposero alla libertà di stampa e culto. A livello internazionale, l'Austria temette l'estensione del movimento liberale e intervenne militarmente, stroncando l'esperimento costituzionale.

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