Concetti Chiave
- Nel 1690, l'accordo tra Guglielmo III d’Orange e l’Irlanda garantì la libertà di culto ai cattolici, mentre le leggi anticattoliche si inasprirono e le terre furono confiscate ai cattolici a favore dei protestanti.
- Nel XVIII secolo, si formarono società segrete come i White Boys e gli Hearts of Oak, che si opposero alle ingiustizie sociali e cercarono di difendere i diritti degli affittuari irlandesi.
- La Rivoluzione francese suscitò simpatia in Irlanda, ma i protestanti, che controllavano la maggior parte delle terre, ostacolarono ogni tentativo di riforma, portando all'unione dei Parlamenti inglese e irlandese.
- Daniel O'Connell emerse come leader cattolico, fondando la Società cattolica per unire il clero irlandese e ottenere l'emancipazione politica, ma la questione religiosa rimase irrisolta per lungo tempo.
- La grande carestia del XIX secolo causò milioni di morti e una massiccia emigrazione, cambiando drasticamente la demografia e la lingua dell’Irlanda, ma le rivendicazioni per l'indipendenza continuarono a crescere.
Accordo del 1690 e conseguenze
Nel 1690, fu concluso un accordo fra Guglielmo III d’Orange e l’Irlanda che concedeva la libertà di culto ai cattolici irlandesi. Guglielmo III saliva al trono dopo aver sconfitto Giacomo II Stuart che aveva trovato nell’Irlanda un appoggio nel suo tentativo di riconquistare la corona inglese. Contemporaneamente, il Parlamento, sotto la spinta inglese, fece confiscare un milione di acri di terreno da dividere fra i protestanti, mentre le leggi anticattoliche diventarono più aspre. Infatti, ai cattolici fu vietato di ricoprire incarichi pubblici, di acquistare terreni o di sposarsi con una donna di religione protestante. Di conseguenza, l’aristocrazia protestante, in grande maggioranza inglese finì col possedere tutte le terre, concludendo così un processo che era iniziato due secoli prima. Nelle campagne cominciò allora a farsi strada il brigantaggio e la stragrande maggioranza della popolazione diventò sempre più ignorante a cui si aggiunge un’oppressione fiscale oltre misura.
Formazione di società segrete
Nel XVIII secolo cominciarono a formarsi le società segrete come i White Boys cattolici e gli Hearts of Oak di ispirazione protestante. I White Boys erano un’organizzazione agraria che usava tattiche violente per dipendere i diritti degli affittuari sulla necessaria per l’agricoltura di sussistenza. Si opponevano agli affitti smisurati, alla riscossione di decimi, agli eccessivi tributi ai sacerdoti, agli sfratti e ad altre forme oppressive. Per reagire, gli Irlandesi si armarono e organizzarono un esercito di volontari, ottenendo allo stesso tempo delle importanti concessioni dal Parlamento. Anche quando il regno inglese e irlandese furono uniti dal punto di vista legislativo, le violenze e le ingiustizie dell’Inghilterra e le ribellioni dell’Irlanda continuarono poiché quest’ultima voleva ottenere a tutti i costi l’indipendenza. Dal 1778, la situazione conobbe qualche miglioramento perché le misure anticattoliche furono mitigate. Nel 1782, gli Irlandesi ottennero l’autonomia legislativa anche se i cattolici continuarono ad essere esclusi dalla funzione di parlamentare.
Rivoluzione francese e tensioni
La Rivoluzione francese ebbe notevoli simpatie in Irlanda e a questo bisogna aggiungere che la Francia tentava di aprire un fronte di guerra sull’isola; umiliata, oppressa da secoli, la maggioranza cattolica dell’isola era quindi pronta a ribellarsi e a sostenere l’eventuale invasore in applicazione del famoso detto: «England's difficulty is Ireland's opportunity» (= Le difficoltà dell’Inghilterra costituiscono per l’Irlanda delle occasioni da cogliere). Tuttavia, i protestanti che possedevano il 90% delle terre e erano pronti a difendere con violenza i loro privilegi, ostacolarono ogni tentativo di riforma. Il primo ministro inglese, William Pit il giovane, vide a ragione, nel Parlamento corrotto di Dublino e nell’autonomia legislativa dell’isola degli strumenti a servizio dell’oligarchia dei coloni protestanti. Ottenne così la dissoluzione del Parlamento con l’Union Act con cui il governo di Londra fu spinto ad unire i due Parlamenti. Da allora in poi gli affari dell’isola avrebbero dovuto essere gestiti dal Parlamento di Westminster. Tale provvedimento mirava a stringere i legami fra i due Paesi, ma la tendenza autonomistica era così forte che le motivazioni della rivolta continuarono ad esistere, rendendo il problema sempre più scottante. Infatti, i deputati irlandesi di fatto erano impotenti a far sentire la loro voce e gli omologhi britannici ricorrevano ad ogni mezzo possibile per limitare le libertà pubbliche nella stessa Irlanda. D’altra parte, l’unione doganale non faceva altro che uccidere fin dalla nascita l’industria irlandese, incapace di entrare in concorrenza con quella britannica.
Questione religiosa e Daniel O'Connell
A questo problema, si aggiunse un aggravarsi della questione religiosa. Dopo la rottura con Roma del XVI secolo, nel regno esisteva soltanto una Chiesa ufficiale, quella anglicana. Per questo motivo, i cattolici irlandesi erano da tempo costretti a pagare la decima, cioè una tassa sulla religione, da versare ad una Chiesa che era ostile nei loro confronti. All’inizio del XIX secolo, il governo cercò di trovare una soluzione, proponendo al clero cattolico di beneficiare anch’esso dello statuto della Chiesa anglicana, a condizione che il re avesse un controllo sulla nomina dei vescovi. Daniel O'Connell, un giovane e ricco avvocato irlandese, convinse i vescovi cattolici a non vendersi al governo di Londra e fondò la Società cattolica che, per la prima volta, vedeva riunito il clero irlandese intorno ad un ideale patriottico. Con molta costanza, riuscì a far eleggere nel Parlamento di Westminster dei deputati protestanti favorevoli all’emancipazione politica dei cattolici. Arrivò anche a concludere un compromesso accettabile a proposito della decima, impegnandosi, senza tuttavia riuscirsi, nella lotta per l’autonomia di Dublino. Nel 1842, la Società dei Giovani Irlandesi si dette una bandiera, che diventerà quella dell’Irlanda repubblicana: verde per rappresentare i cattolici, arancione per rappresentare i protestanti e bianca per significare la speranza in una tanto auspicata tregua fra le due comunità
Grande carestia e emigrazione
Verso la metà del XIX secolo, l’Irlanda fu colpita da una grande carestia causata da un fungo minuscolo che attaccava i tuberi delle patate, un alimento di cui si nutriva la maggioranza dei contadini poiché i cereali e la carne erano piuttosto destinati all’esportazione. Nonostante alcuni interventi del governo inglese, alla fine, un milione e mezzo di povera gente morì di fame o di malattie (colera, dissenteria o tifo). Circa un milione emigrò negli Stati Uniti, ma durante il viaggio sull’Oceano, in condizioni disumane, altri ancora persero la vita. Era l’inizio di un’emigrazione dai numeri impressionanti che durerà fino alla metà del XX secolo e che fece di Boston la principale città irlandese del mondo: infatti i migranti, per mancanza di denaro e quindi impossibilitati a proseguire il viaggio fino a New York si fermavano nel Massachusetts. La grande carestia ebbe come effetto collaterale di far scendere i parlanti della lingua gaelica da tre milioni a 600.00 unità e l’inglese diventò la lingua dominante nell’isola. Nonostante tutte queste traversie, le rivendicazioni irlandesi non cessarono e questa volta non si trattò più di ottenere l’autonomia seguendo la via parlamentare, bensì l’indipendenza tramite l’insurrezione armata. Il ministro britannico William Gladstone dopo aver dichiarato che la sua missione era quella di pacificare l’Irlanda, cominciò a chiudere la questione religiosa dispensando interamente i cattolici dal versamento della decima. Inoltre, nel 1870 fece votare una prima legge agraria che migliorava la situazione dei contadini irlandesi. Infatti, egli aveva capito che l’autonomia, o Home Rule, poteva essere concessa soltanto dopo aver risolto la questione sociale, altrimenti il potere sarebbe caduto di nuovo nelle mani dell’oligarchia protestante. Il Ballon Act del 1872, impose il voto segreto alle elezioni. Da quel momento in poi, i contadini non votarono più sotto le minacce dei loro proprietari per cui alle elezioni legislative di tre anni dopo, furono eletti anche alcuni deputati favorevoli all’autonomia. Fu solo nel 1921 che l’Irlanda ottenne l’autonomia.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze dell'accordo del 1690 per i cattolici irlandesi?
- Come si svilupparono le società segrete in Irlanda nel XVIII secolo?
- Quale impatto ebbe la Rivoluzione francese sull'Irlanda?
- Chi fu Daniel O'Connell e quale ruolo ebbe nella questione religiosa irlandese?
- Quali furono le conseguenze della grande carestia del XIX secolo in Irlanda?
L'accordo del 1690 concesse libertà di culto ai cattolici, ma portò anche a leggi più severe contro di loro, escludendoli da incarichi pubblici e proprietà terriera, favorendo così l'aristocrazia protestante (testo).
Nel XVIII secolo, si formarono società segrete come i White Boys e gli Hearts of Oak, che utilizzarono la violenza per difendere i diritti degli affittuari e opporsi a pratiche oppressive, ottenendo concessioni dal Parlamento (testo).
La Rivoluzione francese suscitò simpatie in Irlanda, spingendo la maggioranza cattolica a considerare la ribellione contro l'oppressione inglese, mentre i protestanti difendevano i loro privilegi, ostacolando ogni riforma (testo).
Daniel O'Connell, avvocato irlandese, unì il clero cattolico intorno a ideali patriottici e lottò per l'emancipazione politica dei cattolici, cercando di risolvere la questione della decima e promuovendo l'autonomia di Dublino (testo).
La grande carestia portò alla morte di un milione e mezzo di persone e a un'emigrazione massiccia verso gli Stati Uniti, riducendo drasticamente i parlanti della lingua gaelica e intensificando le rivendicazioni per l'indipendenza (testo).