Concetti Chiave

  • L'immigrazione dai paesi del sud verso quelli del nord è aumentata all'inizio del XXI secolo a causa di un crescente squilibrio economico e della ricerca di maggiori opportunità di lavoro e assistenza sanitaria.
  • Le politiche migratorie restrittive hanno portato a un incremento dell'immigrazione irregolare, creando un'industria del trasporto clandestino controllata dalla criminalità organizzata.
  • L'accordo di Schengen, firmato nel 1985, ha introdotto la libera circolazione delle persone e la cooperazione tra le polizie, ma ha anche portato all'espressione "fortezza Europa".
  • La legge Bossi-Fini del 2002 in Italia ha inasprito le restrizioni, richiedendo un lavoro già esistente per ottenere il permesso di soggiorno e prevedendo espulsioni in caso di perdita del lavoro.
  • Il regolamento di Dublino del 2008 ha trasferito la responsabilità del trattamento delle domande di asilo ai paesi di primo arrivo, creando eccessive pressioni su nazioni come Italia e Grecia.

Crescita dell'immigrazione nel XXI secolo

All’inizio del XXI secolo, l’immigrazione dei paesi del sud verso quelli del nord è stata in forte crescita. Le cause sono da rinvenire innanzitutto nello squilibrio economico. Se nel 1960, i 20 paesi più ricchi godevano di un reddito pro capite 18 volte maggiore rispetto a quello dei 20 paesi più poveri, alla fine del secolo il divario era salito a 40. Per questo motivo, un numero sempre crescente di persone è spinto ad abbandonare la propria casa per dirigersi verso i paesi più ricchi dove esistono maggiori tutele e possibilità di lavoro nonché assistenza sanitaria. I Paesi più ricchi hanno aumentato il loro potere di attrazione anche per la propria capacità di presentarsi tramite nuovi mezzi di comunicazione, come il regno del benessere e della libertà. Allo stesso tempo, però, essi hanno drasticamente limitato le possibilità di accesso a tali privilegi e alla crescente liberalizzazione della circolazione delle merci è corrisposta una crescente limitazione della circolazione delle persone. L’irrigidimento delle norme previste per gli ingressi dei migranti regolari ha causato un incremento di quelli irregolari o clandestini; per le migrazioni in regola le cifre parlano di 175 milioni di persone all’anno che si sono spostate, ma per gli irregolari non può essere fatta una stima precisa, anche se qualche studio parla di 2 milioni di individui per anno. Questo ha creato una vera e propria industria del trasporto clandestino, di un’autentica tratta di essere umani, controllata dalla malavita che produce un’enorme cifra di affari.

Politiche migratorie e accordo di Schengen

Nonostante le affermazioni di principio più volte ribadite dall’U.E., le politiche dei governi occidentali non hanno mai attenuato l’ineguaglianza fra cittadini europee extracomunitari. Nel 1985 fra Francia, Italia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo fu siglato l’accordo di Schengen che prevedeva la libera circolazione di persone e di capitali, accordo a cui, successivamente hanno aderito anche altri Paesi, fra cui l’Italia che ha dato la propria adesione nel 1996. Tale accordo ha anticipato l’Atto unico europeo del 1986 riguardante la liberalizzazione del mercato interno per persone, merci, servizi e capitali. I punti fondamentali dell’accordo sono tre: 1) libera circolazione di tutti i cittadini aderenti all’accordo e di tutti gli stranieri entrati legalmente in uno degli stati aderenti 2) armonizzazione della politica dei visti, di circolazione e di soggiorno per gli extracomunitari 3) cooperazione tra le polizie di frontiera e doganali per la lotta alla criminalità, alla frode fiscale, all’immigrazione clandestina, al traffico di immigrati, armi e droga. A questo si sono aggiunti, come conseguenza, la soppressione dei controlli alle frontiere comuni e il rafforzamento sei controlli alle frontiere esterne dell’Europa. Il rifiuto d’ingresso o l’accettazione in un paese, per un cittadino extracomunitario ha i medesimi effetti per tutti gli aderenti all’accordo ed è per questo motivo che si è adoperata l’espressione “fortezza Europa”.

Restrizioni e regolamenti sull'immigrazione

Una differenza rilevante fra le immigrazioni di un tempo e quelle attuali riguarda la possibilità di ottenere il permesso di soggiorno permanente, non, quindi, limitato solo ad un periodo stabilito dal Paese ospitante. In Italia, dopo le limitazioni stabilite dalla legge Turco-Napolitano del 1998, la legge Bossi-Fini del 2002 ha introdotto ulteriori restrizioni stabilendo, fra l’altro, che il permesso di soggiorno sia concesso all’immigrato che abbia già un lavoro e che la perdita del lavoro costituisca un motivo valido di espulsione. In attesa di espulsione, gli immigrati sono trattenuti fino a 60 giorni per accertamenti, in centri di permanenza temporanei istituiti dalla legge del 1998. In essi, di fatto, gli immigrati sono reclusi e sottoposti a trattamenti a volte molto discutibili sia dal punto di vista sanitario che psicologico. Queste misure sono state accompagnate dall’impegno delle forze di polizia per il contrasto dell’immigrazione clandestina. Nel 2008 è stato approvato dall’U.E. il regolamento di Dublino. Uno degli obiettivi principali del regolamento di Dublino è impedire ai richiedenti asilo di presentare domande in più Stati membri, oltre a quello di ridurre il numero di richiedenti asilo che sono trasportati da Stato membro ad un altro Stato membro. Tuttavia, poiché il primo paese di arrivo è incaricato di trattare la domanda, questo mette una pressione eccessiva sui settori di confine, dove gli Stati sono spesso meno in grado di offrire sostegno e protezione ai richiedenti asilo, come nel caso della Spagna, dell’Italia, della Grecia e di Malta. Attualmente, coloro che sono provvisoriamente ammessi in applicazione degli accordi di Dublino non sempre sono in grado di accedere a una procedura di asilo. Questo rischia di vanificare le garanzie dei richiedenti asilo di ricevere un trattamento giusto e che le proprie richieste d'asilo non siano prese in adeguata considerazione.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali cause della crescita dell'immigrazione nel XXI secolo?
  2. La crescita dell'immigrazione è principalmente dovuta allo squilibrio economico tra paesi ricchi e poveri, con un reddito pro capite nei paesi più ricchi che è aumentato da 18 a 40 volte rispetto a quello dei paesi più poveri, spingendo molte persone a cercare migliori opportunità nei paesi del nord.

  3. Come ha influito l'accordo di Schengen sulle politiche migratorie in Europa?
  4. L'accordo di Schengen ha introdotto la libera circolazione di persone e capitali tra i paesi aderenti, ma ha anche portato a un irrigidimento delle norme per l'ingresso dei migranti, contribuendo alla creazione di una "fortezza Europa" e limitando l'accesso ai diritti per i cittadini extracomunitari.

  5. Quali sono le restrizioni imposte dalla legge Bossi-Fini del 2002 sull'immigrazione in Italia?
  6. La legge Bossi-Fini ha introdotto restrizioni significative, richiedendo che il permesso di soggiorno sia concesso solo a chi ha già un lavoro e stabilendo che la perdita del lavoro possa portare all'espulsione, con gli immigrati trattenuti in centri di permanenza temporanei.

  7. Qual è l'obiettivo principale del regolamento di Dublino approvato dall'U.E. nel 2008?
  8. L'obiettivo principale del regolamento di Dublino è quello di impedire che i richiedenti asilo presentino domande in più Stati membri, ma questo crea una pressione eccessiva sui paesi di confine, che spesso non possono garantire adeguato supporto e protezione.

  9. Quali sono le conseguenze delle politiche migratorie attuali sui richiedenti asilo?
  10. Le politiche migratorie attuali, in particolare il regolamento di Dublino, possono vanificare le garanzie per i richiedenti asilo, poiché non sempre hanno accesso a procedure di asilo adeguate, compromettendo il trattamento giusto delle loro richieste.

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