Concetti Chiave

  • La repressione di piazza Tian An Men nel 1989 ha provocato una condanna internazionale che ha temporaneamente ostacolato le relazioni diplomatiche della Cina, ma non ha fermato la sua crescita economica.
  • Negli anni '90, la Cina ha mostrato una crescente aggressività nelle sue politiche interne ed estere, specialmente riguardo Hong Kong e le questioni di Taiwan e Tibet.
  • Nel 2001, la Cina è entrata a far parte dell'Organizzazione mondiale del commercio, accettando di abolire diverse barriere tariffarie senza ottenere contropartite.
  • Il governo cinese ha cercato di rinnovare strutture economiche e burocratiche, con un piano quinquennale che prevedeva significativi tagli all'occupazione per attrarre investimenti esteri.
  • All'inizio del XXI secolo, la Cina ha cercato di formare alleanze con la Russia per contenere l'influenza statunitense in Asia centrale e opporsi all'intervento militare in Iraq.

La Cina e la repressione del 1989

Nel 1989 la repressione degli studenti di piazza Tian An Men, per la Cina segnò un momento di stallo; infatti, a livello internazionale la condanna fu unanime e sembrò compromettere le aperture già in corso con diversi paesi durante gli anni Ottanta, soprattutto il rafforzamento dei rapporti con il Giappone e con gli USA, nonché un timido disgelo con l’URSS a cui si aggiunge l’accordo con il Portogallo per il ritorno cinese di Macao che avverrà nel 1999, analogo a quello firmato con Hong Kong.

Crescita economica e relazioni internazionali

Il nuovo corso non conobbe però blocchi, portando così la Cina a una crescita produttiva e ad una eccezionale modernizzazione; ciò comportò un ostracismo da parte di diversi Paesi occidentali, anche se spesso si ridusse ad un fatto solo formale: infatti, nonostante tanti proclami diplomatici, i rapporti economici con la Cina ritornarono ben presto molto attivi.

Durante la prima guerra del Golfo (1990-1991), la Cina sostenne la coalizione multinazionale contro l’Iraq e questa decisione segnò anche la ripresa di attività diplomatica che portò a consolidare le alleanze con i maggiori paesi industrializzati. Il processo di disgregazione che coinvolse il sistema politico, economico e sociale dell’URSS (1990-1991) non scosse minimamente il Partito comunista che, nel congresso del 1992, anzi, ribadì il rigore della linea politica e il ruolo guida del partito; furono accentuate le riforme economiche da attuarsi con l’impiego di metodi capitalistici, ma sotto il controllo del partito in modo da garantire un’economia di mercato socialista.

Politica interna ed estera negli anni '90

Dal 1993 in poi, la politica interna ed estera furono caratterizzate da una maggiore aggressività, come nel caso di Hong Kong, dove, dopo una prima accettazione delle riforme avviate dal governo britannico, Pechino pretese lo scioglimento del consiglio legislativo nel momento del ritorno dell’ex-colonia e l’istituzione di un’assemblea legislativa provvisoria. Aperte rimanevano le questioni del Tibet e di Taiwan. Nello stesso anno diventò presidente della Repubblica cinese Jian Zermin, che negli anni successivi rafforzò continuamente la sua posizione.

Ingresso nella WTO e relazioni con la Russia

Nel 1998, il Governo cinese si impegnò in una difficile politica di rinnovamento delle strutture economiche e burocratiche del paese. Nel 2001, la Cina che ormai era diventata un colosso nella scena economica mondiale entrò a far parte dell’Organizzazione mondiale del commercio (= WTO). In base a tale accordo, la Cina si impegnava ad abolire, senza ottenere nulla in cambio, un certo numero di barriere tariffarie nei confronti dei prodotti agricoli e industriali statunitensi.

All’inizio del XXI secolo, la Cina cerca di coordinarsi con la Russia per contenere l’influenza degli USA in Asia centrale e pere prevenire un eventuale riarmo da parte del Giappone. In questo senso, il governo di Pechino si allineava con la Russia, condividendo con essa la contrarietà all’intervento militare degli Stati Uniti in Iraq nel marzo 2003. In politica economica interna, il piano quinquennale 2001-2005 furono previsti dei significativi tagli all’occupazione poiché si pensava ad un rinnovamento della struttura imprenditoriale, pensando in modo particolare all’apertura verso investimenti esteri.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato l'impatto della repressione di Tian An Men del 1989 sulle relazioni internazionali della Cina?
  2. La repressione degli studenti a Tian An Men segnò un momento di stallo per la Cina, compromettendo le aperture internazionali già in corso, in particolare con Giappone e USA, ma non bloccò la crescita economica del paese.

  3. Come ha influenzato la prima guerra del Golfo la diplomazia cinese?
  4. Durante la prima guerra del Golfo, la Cina sostenne la coalizione contro l'Iraq, segnando una ripresa dell'attività diplomatica e consolidando le alleanze con i paesi industrializzati.

  5. Quali furono le caratteristiche della politica interna ed estera cinese negli anni '90?
  6. Negli anni '90, la Cina adottò una politica interna ed estera più aggressiva, come dimostrato dalla gestione di Hong Kong e dalle questioni irrisolte di Tibet e Taiwan.

  7. Qual è stato il significato dell'ingresso della Cina nella WTO nel 2001?
  8. L'ingresso della Cina nella WTO nel 2001 rappresentò un passo importante verso la sua integrazione nell'economia globale, con l'impegno di abolire barriere tariffarie senza ottenere nulla in cambio.

  9. In che modo la Cina ha cercato di coordinarsi con la Russia all'inizio del XXI secolo?
  10. All'inizio del XXI secolo, la Cina si è coordinata con la Russia per contenere l'influenza degli USA in Asia centrale e opporsi all'intervento militare americano in Iraq, evidenziando una strategia di alleanza regionale.

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