Concetti Chiave
- La Polonia e l'Ungheria furono i primi Paesi a ottenere l'indipendenza dall'Unione Sovietica, con la Polonia che era il più grande dei satelliti sovietici.
- Il sindacato Solidarnosc, guidato da Lech Walesa, si formò nel 1977 per chiedere libertà e diritti in Polonia, sostenuto dalla Chiesa cattolica.
- Dopo l'imposizione della legge marziale nel 1981 da parte del generale Jaruzelski, Solidarnosc fu represso, ma riemerse tra il 1987 e il 1988, portando a riforme significative.
- Nel 1989, Solidarnosc ottenne un grande successo nelle elezioni e Walesa divenne il primo Presidente della nuova Repubblica polacca nel 1990.
- In Ungheria, nel 1989, il partito comunista decise di introdurre libertà e sciogliersi, aprendo i confini con l'Occidente, mentre la Romania affrontò una violenta transizione con la caduta di Ceausescu.
Indipendenza della Polonia
I primi due Paesi a rendersi indipendenti dall’Unione Sovietica furono Polonia e Ungheria. La Polonia era il più grande dei Paesi satelliti sovietici. In Polonia nel 1977 si era formato un sindacato clandestino, chiamato Solidarnosc (che in polacco significa “solidarietà”), guidato da Lech Walesa che si proponeva di chiedere la libertà dei polacchi. Nel frattempo nel 1978 venne clamorosamente eletto un pontefice polacco, Karol Wojtyla, famoso per la sua dura opposizione al comunismo. L’ascesa di Wojtyla diede forza in Polonia al movimento anticomunista e a Solidarnosc. Per il regime sovietico tutto questo era intollerabile. Tra il 1978 e il 1980 vi furono molte manifestazioni di protesta contro il regime, organizzate soprattutto da Solidarnosc e appoggiate dalla Chiesa cattolica. Di fronte a questa crescita di manifestazioni, l’Unione Sovietica nel 1981 fece sapere alla Polonia che era pronta a procedere all'invasione, qualora il movimento non fosse stato represso.
Solidarnosc e la legge marziale
In quell’anno aveva preso il potere della Polonia il generale Jaruzelski, il quale emanò la legge marziale. Venne proclamato lo stato d’emergenza, vennero chiuse le frontiere, vennero arrestati tutti gli esponenti di Solidarnosc e ci fu una repressione durissima.
Riforme e successo di Solidarnosc
Questo atto bloccò la situazione per molti anni fino a quando, tra il 1987 e il 1988, Solidarnosc era riemersa e aveva ripreso la sua attività. Nel 1988 vi fu un incontro tra gli esponenti del partito comunista polacco e quelli di Solidarnosc per concordare una serie di riforme condivise volte a introdurre la libertà in Polonia. Con quest’accordo si tennero le elezioni che confermarono il grande successo di Solidarnosc che ottenne tutti i seggi del Senato. Tra il 1989 e il 1990 Walesa chiese alle autorità comuniste di sciogliere il partito e di fare una nuova Costituzione per trasformare la Polonia in una Repubblica. Nel 1990 Walesa divenne il primo Presidente della nuova Repubblica polacca.
Transizione dell'Ungheria
A partire dagli anni Settanta l’Ungheria era stato il Paese satellite dell’Unione Sovietica con il tenore di vita più alto. In Ungheria nel 1989 il partito comunista ungherese decise autonomamente di introdurre delle libertà e poi di sciogliersi, vista la situazione negativa che stava colpendo l'area dei Paesi comunisti. L’Ungheria fu il primo Paese ad aprire i valichi con l’Occidente: nel maggio 1989 vennero aperti, infatti, i valichi di frontiera con l’Austria.
Cambiamenti in Cecoslovacchia e Romania
In Cecoslovacchia ci furono manifestazioni sempre più frequenti che però vennero represse nel sangue. Nel 1989 anche il partito comunista cecoslovacco dovette cedere, concedere le libertà e sciogliersi.
In Romania vi era il regime di Nicolae Ceausescu che aveva assunto posizioni sempre più lontane da quelle dell’Unione Sovietica, cercando di ritagliarsi una propria sfera d’autonomia. Ceausescu si oppose duramente alla perestrojka e nel dicembre 1989 scoppiarono nella Transilvania delle manifestazioni. La conseguenza fu rappresentata dallo scoppio della guerra tra la Securitate, la polizia di Stato del regime che era un analogo del KGB, e la popolazione, che si rivoltò nei confronti del regime. Alcuni ritengono che i tumulti della popolazione fossero stati alimentati dai sovietici. Ceausescu venne catturato con la moglie, mentre tentava di fuggire e, dopo un processo, venne ucciso. La Romania fu il Paese che impiegò più tempo a introdurre libertà, perché la liberazione del regime era avvenuta in maniera molto violenta.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo di Solidarnosc nella lotta per l'indipendenza della Polonia?
- Come ha influito l'elezione di Karol Wojtyla sulla Polonia?
- Quali misure ha adottato il generale Jaruzelski per reprimere Solidarnosc?
- Quali furono i risultati delle elezioni del 1989 in Polonia?
- Come si è sviluppata la situazione in Romania rispetto agli altri Paesi dell'Europa dell'Est?
Solidarnosc, un sindacato clandestino fondato nel 1977 e guidato da Lech Walesa, ha svolto un ruolo cruciale nel chiedere la libertà per i polacchi, organizzando manifestazioni di protesta contro il regime comunista, supportato dalla Chiesa cattolica.
L'elezione di Karol Wojtyla come Papa nel 1978 ha dato nuova forza al movimento anticomunista in Polonia e a Solidarnosc, contribuendo a intensificare le manifestazioni contro il regime sovietico.
Nel 1981, il generale Jaruzelski ha proclamato la legge marziale, chiudendo le frontiere e arrestando gli esponenti di Solidarnosc, attuando una repressione severa per mantenere il controllo.
Le elezioni del 1989 hanno visto il grande successo di Solidarnosc, che ha ottenuto tutti i seggi del Senato, portando Lech Walesa a chiedere la dissoluzione del partito comunista e la creazione di una nuova Costituzione.
La Romania, sotto il regime di Nicolae Ceausescu, ha impiegato più tempo a introdurre libertà, con una transizione violenta che ha portato a manifestazioni sanguinose e alla cattura e esecuzione di Ceausescu nel 1989.