Concetti Chiave

  • Mussolini avviò l'impresa etiopica nell'aprile 1935 per rivendicare la sconfitta del 1896 e distogliere l'attenzione dai problemi interni dell'Italia.
  • L'invasione dell'Etiopia scatenò la condanna internazionale, con Francia e Gran Bretagna che imposero sanzioni all'Italia attraverso la Società delle Nazioni.
  • Le sanzioni si rivelarono inefficaci poiché non coinvolgevano gli Stati Uniti e la Germania, permettendo a Mussolini di presentarsi come vittima internazionale.
  • Nonostante la resistenza degli etiopici, l'Italia conquistò Addis Abeba nel maggio 1936, ma la mancanza di risorse naturali rese la conquista un peso nel lungo periodo.
  • Dopo la conquista, Mussolini si avvicinò a Hitler, firmando l'Asse Roma-Berlino e successivamente il Patto d'acciaio, portando a una crescente subordinazione dell'Italia alla Germania.

L'impresa etiopica di Mussolini

Nell’aprile 1935 Mussolini iniziò a preparare la cosiddetta “impresa etiopica”, cioè l’aggressione all’Impero etiopico, che allora era uno Stato indipendente appartenente al continente africano.

Motivazioni e reazioni internazionali

Quali furono i moventi dell’impresa etiopica?

Mussolini voleva rivendicare la sconfitta che gli italiani avevano subito ad Adua nel 1896 e far passare in secondo piano, almeno momentaneamente, i problemi di natura economica e sociale dell’Italia.

L’invasione dell’Etiopia ebbe inizio all’inizio dell’ottobre del 1935 e, proprio sul principio dell’aggressione, Francia e Gran Bretagna condannarono l’azione di Mussolini e fecero in modo che il Consiglio della Società delle nazioni imponesse delle sanzioni all’Italia. Queste sanzioni consistevano principalmente nel divieto di esportare in Italia qualunque tipo di merce che potesse servire nell’industria di guerra.

Conseguenze delle sanzioni

Le sanzioni, ovviamente, impegnavano soltanto gli Stati che facevano parte della Società delle Nazioni (quindi non Usa e Germania) e questo limitò la loro efficacia. Anzi, Mussolini riuscì a trarre dalle sanzioni il vantaggio di poter presentare il Paese come vittima di una “scongiura internazionale”, e questo non fece altro che allontanare l’Italia dalle altre potenze democratiche, Francia e Gran Bretagna.

Mobilitazione e resistenza etiopica

In molti parteciparono all’impresa etiopica, tanto che si ebbe una vera e propria mobilitazione popolare, certamente più ampia di quella che aveva caratterizzato la spedizione in Libia nel primo decennio del ‘900.

Sul piano militare l’impresa etiopica fu contrastata dalla grande resistenza degli etiopici che, guidati da Hailé Selassié si batterono per più di sette mesi, nonostante il loro esercito fosse peggio equipaggiato di quello italiano (che, invece, poteva disporre di una aviazione quasi d’avanguardia).

Conquista e conseguenze

Il 5 maggio 1936 gli italiani guidati da Pietro Badoglio entrarono in Addis Abeba: quattro giorni dopo, il 9 maggio l’Etiopia poteva dirsi conquistata,

La conquista dell’Etiopia fu un successo per Mussolini, ma alla lunga diventò un peso per gli italiani, perché di fatto era un paese povero di risorse naturali.

Avvicinamento a Hitler

Dopo la conquista dell’Etiopia Mussolini intervenne, inebriato dal successo etiopico, anche nella guerra di Spagna e, soprattutto, iniziò ad avvicinarsi a Hitler.

L’avvicinamento Italia-Germania portò, nell’ottobre del 1936, alla firma dell’Asse Roma-Berlino. Si trattava non di un’alleanza militare (per quella bisognò aspettare il Patto d’acciaio del 1939), quanto piuttosto di un patto di amicizia.

Nell’Asse Roma-Berlino Mussolini vedeva un mezzo di pressione sulle potenze democratiche occidentali, in realtà l’unico effetto della vicinanza di Mussolini a Hitler fu negativo: Mussolini ne fu sempre più condizionato, al punto da dover accettare passivamente tutte le sue iniziative.

Patto d'acciaio e subordinazione

Nell’autunno 1937 l’Italia aderì a un accordo, passato alla Storia come Patto Anticomitern, stipulato nel 1936 da Germania e Giappone.

La subordinazione di Mussolini a Hitler fu confermata dalla firma, nel maggio 1939, del Patto d’acciaio, patto di formale alleanza tra Germania e Italia.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le motivazioni principali dell'impresa etiopica di Mussolini?
  2. Mussolini intraprese l'impresa etiopica per rivendicare la sconfitta subita ad Adua nel 1896 e per distogliere l'attenzione dai problemi economici e sociali dell'Italia.

  3. Quali furono le reazioni internazionali all'invasione dell'Etiopia?
  4. Francia e Gran Bretagna condannarono l'aggressione di Mussolini e imposero sanzioni all'Italia, limitate però agli Stati membri della Società delle Nazioni, escludendo Usa e Germania, il che ne ridusse l'efficacia.

  5. Come si manifestò la resistenza etiopica durante l'impresa?
  6. La resistenza etiopica, guidata da Hailé Selassié, si rivelò significativa, con gli etiopici che combatterono per oltre sette mesi nonostante l'evidente inferiorità militare rispetto all'esercito italiano.

  7. Quali furono le conseguenze dell'avvicinamento di Mussolini a Hitler?
  8. L'avvicinamento a Hitler portò alla firma dell'Asse Roma-Berlino nel 1936, ma si tradusse in una crescente subordinazione di Mussolini, culminando nel Patto d'acciaio del 1939, che segnò una formale alleanza tra Germania e Italia.

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