Concetti Chiave
- Alla fine del secolo XIX, Stati Uniti e Giappone emergono come nuove potenze industriali, al fianco dell'Europa, grazie a processi di industrializzazione distintivi.
- La politica estera di Roosevelt combina riforme interne con un'espansione imperialista, mirando agli stati latinoamericani e al Pacifico.
- Bismarck utilizza abilità diplomatica per mantenere l'equilibrio in Europa, orchestrando trattati che isolano la Francia e uniscono Germania, Austria e Russia.
- La politica imperialista di Guglielmo II porta alla formazione di due blocchi difensivi in Europa, creando un equilibrio fragile tra le potenze.
- In Europa, si osserva una tendenza verso Stati reazionari, con l'Inghilterra come unica eccezione, grazie a una politica riformatrice alternata tra conservatori e liberali.
Integrazione globale e protagonisti emergenti
Alla fine del secolo, il mondo si avviava a una completa integrazione in cui ormai oltre all'Europa emergevano -come nuovi protagonisti- gli Stati Uniti e il Giappone. L'intenso processo di industrializzazione che investì i due paesi che ebbero percorsi strade differenti: quello degli Stati Uniti fu molto simile a quello europeo favorito dall'abbondanza di materia prima e da un massiccio flusso migratorio che supplì alla carenza di forza lavoro. In America si creò il più grande mercato interno del mondo il capitale si concentrò in grandi corporations che portarono gli Stati Uniti al vertice dei paesi industrializzati.
Politiche estere e industrializzazione
Nel primo decennio del Novecento, Roosevelt inauguro una illuminata politica riformatrice combinandola ad una svolta imperialistica in politica estera, innanzitutto in direzione degli stati latinoamericani e del Pacifico. Negli stessi anni, il Giappone riuscì ad emergere come grande potenza, lasciandosi alle spalle un lungo isolamento: pure all'interno di una struttura economica feudale chiusa, era venuta maturando una lenta accumulazione di capitali che venne orientata verso l'industrializzazione forzata del paese. Al consolidamento del potere delle élite dominanti, si instaurò un sistema istituzionale che affidava al sovrano un potere assoluto. Anche i Giappone si orientò -sul finire del secolo - verso una politica estera espansionistica, a causa della pressione demografica e della ricerca di materie prime. Le sue mire si diressero verso la Cina che non aveva intrapreso alcuna trasformazione delle arcaiche strutture; il Giappone si scontrò dunque con l'imperialismo europeo.
Quali sono le tensioni e le alleanze in Europa?
In Europa, la programmazione del Reich tedesco aveva creato una profonda rottura degli equilibri: rischi di guerra provenivano soprattutto dalla Francia, dall'Austria, dalla Russia dei Balcani. Il cancelliere Bismarck mise tutta la sua abilità diplomatica per cercare di restaurare il “concerto delle potenze” del Vecchio Continente; partì due presupposti: l'isolamento della Francia e la ricomposizione degli interessi di Austria e Russia. La sua azione portò al Trattato del 1879, con cui la Germania si legò: in un patto militare con l'Austria (volto di impedire alla Russia di attaccare impero asburgico); alla triplice alleanza (1882)contro la Francia (in cui confluirono Austria Italia). Un trattato di Controassicurazione (1887) alleò poi Germania e Russia.
Politica imperialista e blocchi difensivi
L'insieme di questi trattati garantì una pace e relativa fino agli anni 90; quando nel 1890 Bismarck si dimise iniziò la politica imperialista del nuovo imperatore Guglielmo II che riteneva che per sostenere lo sviluppo industriale fosse necessario conquistare colonie e rafforzare l'industria bellica. Questa politica ebbe l'effetto di schierare le potenze in due blocchi difensivi: da un lato Germania, Austria, Italia; dall'altro Francia Inghilterra e Russia; l’equilibrio ormai era fragilissimo. In tutti gli stati europei un'unica tendenza comune era la realizzazione di uno Stato rigido e reazionario; solo l'Inghilterra si differenziò da questo quadro, in quando l'alternarsi al governo di conservatori e liberali non impedì di varare una vasta politica riformatrice.
Domande da interrogazione
- Quali furono i nuovi protagonisti emergenti alla fine del secolo?
- Come si distinse la politica estera di Roosevelt nel primo decennio del Novecento?
- Quali furono le conseguenze della politica imperialista di Guglielmo II?
- Quale ruolo ebbe Bismarck nella diplomazia europea?
Alla fine del secolo, oltre all'Europa, emersero come nuovi protagonisti gli Stati Uniti e il Giappone, entrambi coinvolti in intensi processi di industrializzazione (testo).
Roosevelt inaugurò una politica riformatrice combinata con una svolta imperialistica, rivolgendo le sue attenzioni verso gli stati latinoamericani e il Pacifico (testo).
La politica imperialista di Guglielmo II portò alla formazione di due blocchi difensivi in Europa, con Germania, Austria e Italia da un lato, e Francia, Inghilterra e Russia dall'altro, creando un equilibrio fragile (testo).
Bismarck utilizzò la sua abilità diplomatica per isolare la Francia e ricomporre gli interessi di Austria e Russia, portando alla creazione di importanti trattati come quello del 1879 e la Triplice Alleanza del 1882 (testo).