Concetti Chiave

  • Il fascismo in Italia si consolida con Mussolini come leader, utilizzando prefetti e forze di polizia per controllare il territorio e plasmare la società tramite associazioni giovanili e programmi educativi.
  • I Patti Lateranensi del 1929 rappresentano una svolta fondamentale, risolvendo le tensioni tra il regime fascista e la Chiesa, stabilendo la sovranità del Vaticano e l'insegnamento della religione nelle scuole.
  • Il regime fascista adotta politiche economiche come il corporativismo e la rivalutazione della lira, cercando l'autosufficienza attraverso la battaglia del grano, ma causando crisi in vari settori economici.
  • L'alleanza con la Germania, formalizzata nel "patto d'acciaio", segna un cambio nella politica estera italiana, portando a misure repressive come le leggi razziali contro gli ebrei e a un crescente militarismo.
  • La resistenza antifascista emerge tra repressione e lotta clandestina, con movimenti che si organizzano tra il 1926 e il 1943 per opporsi al regime e al nazifascismo.

Indice

  1. Il consolidamento del fascismo
  2. Ostacoli e trattative del fascismo
  3. Fascistizzazione e riorganizzazione sociale
  4. Politica economica fascista
  5. Interventi economici e crisi
  6. Espansione militare e alleanze
  7. Cambiamenti interni e leggi razziali
  8. Resistenza antifascista

Il consolidamento del fascismo

Quando in Germania il nazismo era ancora un partito marginale, in Italia il fascismo era una realtà consolidata. Il regime era fondato su due gerarchie: lo stato (ancora monarchico) e il partito. Il potere era esercitato da Mussolini in quanto capo del governo e Duce del fascismo. Per controllare le periferie, Mussolini preferì usare i prefetti, l'ordine pubblico era gestito dalla polizia di stato. C'erano inoltre organi collaterali col fascismo quali: i fasci giovanili, l'opera nazionale balilla, i gruppi universitari fascisti. Tali associazioni servivano a plasmare la massa partendo addirittura dai 6 anni d'età.

Ostacoli e trattative del fascismo

Il fascismo aveva due ostacoli: la chiesa e il re. Mussolini allora cercò di trovare una soluzione. Con la chiesa avviò delle trattative che si conclusero con i patti lateranensi del 11/02/1929. I punti principali erano un trattato che poneva fine alla questione romana, con cui si vedeva riconosciuta la validità dello stato italiano, della sua capitale e la sovranità dello stato della città del Vaticano; si ribadisce una convenzione finanziaria pagata al papa; si stabilisce che i sacerdoti erano esclusi dalla leva, il matrimonio aveva valenza religiosa oltre che civile, l'ora di religione diventava ufficiale nella scuola. Confronto con Gentiloni.

Nel 1929 le elezioni registrarono il 99% dei voti favorevoli al fascismo. Un altro ostacolo comunque rimaneva il re: il re poteva ritirare la carica di capo del governo a Mussolini se il regime fosse entrato in crisi. Il sovrano era il capo delle forze armate, nominava i senatori e sceglieva il capo del governo.

Fascistizzazione e riorganizzazione sociale

Il popolo viene fascistizzato, ad esempio la partecipazione alle adunanze fasciste era obbligatoria. Inoltre il fascismo riorganizza anche l'assetto sociale, sostenendo ad esempio l'immagine della famiglia con molti figli, che era sostenuta da assegni familiari. La donna era considerata l'angelo del focolare.

Politica economica fascista

Nell'ambito politico-economico nel 1927 il neo governo fascista introduce la carta del lavoro, documento che parlava genericamente dell'uguaglianza degli imprenditori e lavoratori, ma che non riusciva a sanare il vuoto dei sindacati eliminati dal Duce.

Anche la scuola fu assoggettata dal regime con la riforma gentile. I docenti dovevano giurare fedeltà al regime altrimenti perdevano il lavoro. Troviamo tra i fascisti, nella prima fase i seguenti nomi: Luigi Pirandello, Marconi (difendere il proprio lavoro). Anche la stampa era direttamente e scrupolosamente controllata da Mussolini.

Il regime abbracciò l'idea del corporativismo, che voleva significare soprattutto gestione diretta principalmente del settore economico. Le istituzioni corporative erano una via di mezzo tra capitalismo e socialismo.

Inizialmente adottò una dottrina liberista, privata, successivamente a causa di una crisi economica le cose cambiarono. Aumentarono i dazi sui cereali, iniziò la battaglia del grano. Il regime voleva raggiungere una piena autonomia nella produzione dei cereali da conseguire tramite nuove tecniche quali più superfici da coltivare, utilizzo di concimi, nuovi mezzo agricoli. Tutto questo danneggiò molti settori come l'allevamento e le esportazioni.

Interventi economici e crisi

Il secondo intervento fu quello di rivalutare la lira con quota 90, si stabilì che 90 lire=1 sterlina. Ciò serviva a mostrare una stabilità monetaria. Anche se i prezzi diminuirono, la crisi mise in difficoltà le medie aziende che videro diminuire anche i prezzi dei loro prodotti. Calarono i salari e furono danneggiate le imprese che lavoravano con l'estero. La riduzione del commercio con l'estero quindi provocò crisi e disoccupazione.

Il regime cercò di rimediare intervenendo direttamente sull'economia con la promozione dei lavori pubblici (bonifica dell'agro pontino, costruzioni di città nuove come Sabaudia e littoria, cioè l'odierna Latina).

Per evitare il crollo delle banche, legate alle imprese, il regime creò due istituti: IMI (sostituisce le banche in difficoltà per sostenere le imprese -istituto mobiliare italiano), IRI (istituto per la ricostruzione industriale - con tale ente lo stato controllava direttamente le imprese).

Lo stato quindi diventa: stato-imprenditore, stato-banca.

Espansione militare e alleanze

La situazione economica precipita anche a causa della dispendiosa impresa militare in Etiopia. Il Duce continuava il suo progetto di autarchia, cioè autosufficienza economica soprattutto nella produzione delle materie prime. Il Duce per distrarre il paese da tali problemi e per cercare nuove risorse invase l'Etiopia; tale impresa fu condannata dalla società delle nazioni e l'Italia fu sanzionata. L'impresa continuò e nel 1936, dopo non poche difficoltà, l'Italia conquistò l'Etiopia e il re Vittorio Emanuele III divenne imperatore di tale paese.

In questo periodo il Duce si avvicinò alla Germania attraverso un patto d'amicizia chiamato Asse Roma Berlino che inizialmente non era un'alleanza militare. Ma il carattere aggressivo della Germania spinse il Duce a servirsi di questa. Nel 1939 si firmò un formale patto di alleanza con i tedeschi: "patto d'acciaio".

Il successo etiope durò poco e l'alleanza con i tedeschi preoccupò le altre potenze. La politica estera fu affidata al genere del duce Galeazzo Ciano. Per Mussolini l'Italia doveva trasformarsi in una terra di guerrieri e conquistatori. Questo portò il regime contro la borghesia, poco incline ai sacrifici e amante di una vita comoda.

Cambiamenti interni e leggi razziali

Furono messi in atto molti cambiamenti: la camera dei deputati fu sostituita da una camera dei fasci e delle corporazioni nella quale si entrava in base alle cariche assunte nel regime. Furono sostenute altre iniziative quali: l'uso del voi e non del lei, il divieto di usare termini stranieri.

Nel 1938 inoltre furono introdotti le leggi discriminatorie contro gli ebrei. Tale legislazione non fu vista di buon occhio perché in Italia gli ebrei erano pochi e ben integrati. L'opinione pubblica reagì con indifferenza contro questa campagna raziale e queste leggi minarono anche il rapporto con la chiesa. Solamente i più giovani consideravano il regime come un punto di riferimento.

Resistenza antifascista

Gli antifascisti furono imprigionati, uccisi o costretti a fuggire. I comunisti continuarono la loro lotta clandestina anche se molti operavano dall'estero. Nacquero comunque movimenti antifascisti: giustizia di libertà, concentrazione antifascista, eccetera. I movimenti antifascisti operarono tra il 1926 e il 1943, fino ad organizzare proprio nel '43 la resistenza armata al nazifascismo.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le gerarchie fondamentali del regime fascista in Italia?
  2. Il regime fascista era fondato su due gerarchie principali: lo stato monarchico e il partito fascista, con Mussolini che esercitava il potere come capo del governo e Duce del fascismo.

  3. Come si risolse il conflitto tra il fascismo e la Chiesa?
  4. Mussolini avviò trattative con la Chiesa che culminarono nei patti lateranensi del 1929, riconoscendo la sovranità del Vaticano e stabilendo convenzioni finanziarie e religiose.

  5. Quali misure furono adottate per fascistizzare la società italiana?
  6. La fascistizzazione includeva la partecipazione obbligatoria ad adunanze fasciste e la promozione dell'immagine della famiglia con molti figli, sostenuta da assegni familiari.

  7. Quali furono le conseguenze economiche della politica fascista?
  8. La politica economica fascista portò a una crisi con la rivalutazione della lira e la diminuzione dei salari, danneggiando le medie aziende e provocando disoccupazione.

  9. Come si manifestò la resistenza antifascista in Italia?
  10. La resistenza antifascista si sviluppò tra il 1926 e il 1943, con movimenti clandestini e organizzazioni che lottarono contro il regime, culminando nella resistenza armata al nazifascismo nel 1943.

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