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Concetti Chiave

  • La secessione dell'Aventino si ricollega alla ribellione della plebe romana nel V secolo a.C., simbolo di protesta contro i poteri aristocratici.
  • Gli Aventiniani si ritirarono dal parlamento chiedendo l'abolizione della milizia fascista e il ripristino dell'autorità delle leggi e della costituzione.
  • Mussolini, consolidando il suo potere, etichettò i partiti aventiniani come eversivi e proibì il loro ritorno in parlamento, giustificando l'utilizzo delle milizie fasciste.
  • Con la nascita dello stato totalitario, il governo fascista concentrò il potere nella figura di Mussolini, riducendo drasticamente i poteri del parlamento e del monarca.
  • Le elezioni amministrative furono abolite, con i sindaci nominati direttamente dal capo del governo, consolidando il controllo fascista su tutti i livelli governativi.

Quali sono le origini della secessione dell'Aventino?

Secessione dell’Aventino” questo termine si ricollega all’episodio di Roma quando l’antica plebe nel V secolo a.c. si rifugiò nel colle Aventino per ribellarsi contro i patrizi. Gli storici hanno voluto ricordare quell’evento con la uccisione di Matteotti. Secessione quindi è l’abbandono dell’aula del parlamento.

Richieste degli Aventiniani

Si riunirono in disparte questi deputati e decisero di non far più parte dei lavori parlamentari finché non fosse abolita la milizia fascista introdotta da Mussolini nel 1921, chiedono anche che fosse ripristinata l’autorità delle leggi, rispettata la costituzione e che il governo dichiarasse le proprie dimissioni e queste furono le richieste degli Aventiniani.

Reazione di Mussolini

Mussolini ormai ha i pieni poteri e non intende tornare indietro ma accentrare il suo potere; nel 1925, reagisce quindi accusando i partiti aventiniani di essere messi come partiti contro lo stato, come partiti eversivi ovvero come un pericolo per lo stato fascista. Quindi proibì a questi partiti di tornare in parlamento e giustificò l’utilizzo delle milizie fasciste dicendo che l’Italia aveva bisogno di essere protetta contro questi partiti eversivi.

Formazione dello stato totalitario

Nel 1925 nasce quindi lo stato autoritario, totalitario presieduto dalla dittatura fascista. Uno stato totalitario è uno stato che si trasforma dalla situazione di stato liberale (Giolittiano) per la formazione di uno stato forte nel Paese e accentrato dove Mussolini affida la forza e i poteri alla polizia e ai prefetti. La forze dello stato si vede attraverso le milizie e la polizia.

Misure autoritarie e censura

Sul campo lavorativo verranno licenziati dalle amministrazioni pubbliche tutti quei funzionari appartenenti a partiti antifascisti: sindaci, assessori, consiglieri ovvero i funzionari che amministrano comuni. Inoltre, abbiamo l’abolizione della libertà di stampa, l’introduzione della censura, sequestro e sospensione di riviste, tutto ciò che potesse eliminare l’informazione e l’ideologia anti-fascista. Contro le persone eversive si reagiva attraverso l’esilio.

Accentramento politico e potere assoluto

Con l’accentramento politico fu introdotta la figura del capo di governo il quale aveva pieni poteri e li esercitava in nome del Re. Chi assumeva i pieni poterei era quindi Mussolini. Nessuno poteva fermarlo, tanto meno il parlamento il quale perde i suoi poteri. Nessuno può più opporsi ne il monarca, ne il parlamento ed è per questo che parliamo di potere assolutistico come quello di Luigi XIV in Francia dove nessuno poteva esercitare un opposizione nei suoi confronti.

Abolizione delle elezioni amministrative

Un’altra norma che introdusse, riguardava l’abolizione delle elezioni amministrative, comunali, per cui i sindaci venivano nominati dallo stesso capo del governo. Abbiamo quindi una sovranità popolare in tutt’Italia

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine storica della secessione dell'Aventino?
  2. La secessione dell'Aventino si ricollega all'episodio della plebe romana del V secolo a.C. che si rifugiò sul colle Aventino per ribellarsi contro i patrizi, un evento che gli storici hanno associato all'omicidio di Matteotti.

  3. Quali erano le principali richieste degli Aventiniani?
  4. Gli Aventiniani chiedevano l'abolizione della milizia fascista, il ripristino dell'autorità delle leggi, il rispetto della costituzione e le dimissioni del governo, rifiutando di partecipare ai lavori parlamentari fino a quando queste richieste non fossero state soddisfatte.

  5. Come reagì Mussolini alla secessione dell'Aventino?
  6. Mussolini, avendo pieni poteri, accusò i partiti aventiniani di essere eversivi e pericolosi per lo stato fascista, proibendo il loro ritorno in parlamento e giustificando l'uso delle milizie fasciste per proteggere l'Italia da tali minacce.

  7. Quali misure autoritarie furono adottate durante la formazione dello stato totalitario?
  8. Durante la formazione dello stato totalitario, furono licenziati funzionari antifascisti, abolita la libertà di stampa e introdotta la censura, mentre le elezioni amministrative furono abolite, con i sindaci nominati direttamente dal capo del governo.

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