Concetti Chiave

  • La disfatta di Adua del 2 marzo 1896 provoca una forte crisi nella politica di Francesco Crispi, scatenando proteste in diverse città italiane.
  • Re Umberto, preoccupato per le crescenti agitazioni, costringe Crispi a dimettersi per evitare una crisi di regime che minacci la monarchia.
  • Crispi annuncia le sue dimissioni il 5 marzo, mentre all'esterno del Parlamento una folla esulta per la notizia, evidenziando l'opposizione popolare al governo.
  • Antonio di Rudinì forma un nuovo governo, composto da esponenti dell'opposizione anticrispina, con un programma mirato alla moralizzazione politica e alla riduzione delle spese militari.
  • Il governo di Rudinì ottiene la fiducia in Parlamento per pochi voti, grazie al supporto dei radicali e all'astensione dei repubblicani e socialisti, temendo il ritorno di Crispi.

Indice

  1. La crisi politica di Crispi
  2. Re Umberto e le dimissioni di Crispi
  3. Il nuovo governo di Rudinì

La crisi politica di Crispi

La notizia della disfatta di Adua, giunta a Roma la sera del 2 marzo 1896, e diffusa in tutta Italia dai giornali il mattino del giorno successivo, fa precipitare la crisi della politica di Francesco Crispi.

A Milano, centro dell’opposizione liberale e democratica al governo, una folla

esasperata si ammassa subito in piazza del Duomo e in piazza della Scala, sventolando rabbiosamente i giornali che riportano la notizia di Adua e gridando «Abbasso Crispi» e «Via dall’Africa!».

Re Umberto e le dimissioni di Crispi

Nello stesso giorno e in quello successivo, si hanno episodi di insubordinazione anche in altre città, e in alcune caserme i soldati stessi mobilitati per l’Africa si rifiutano di partire per la guerra. A questo punto, diventa chiaro a tutti che la crisi della politica crispina sta per trasformarsi in una crisi di regime, e che se re Umberto insiste nel suo sostegno a Francesco Crispi, lasciando che questi continui a dilapidare le risorse finanziarie dello Stato cercando un’improbabile rivincita in Africa, e continui ad inviare nuovi contingenti di giovani a morire in una guerra impopolare, le agitazioni sono destinate a generalizzarsi e a travolgere la stessa monarchia. Re Umberto è perciò obbligato, se vuole bloccare la crisi politica prima che travolga le istituzioni del regime monarchico (esercito, polizia, burocrazia, Corte), compresa la sua stessa corona, a sacrificare Crispi e la sua politica.

Quindi, la sera stessa del 4 marzo, il re convoca Crispi al Quirinale e gli impone le dimissioni, che lo statista siciliano comunica alla Camera nella drammatica seduta del pomeriggio del 5 marzo, mentre tutto attorno a Montecitorio un’enorme folla che inveisce contro di lui è a stento contenuta da poliziotti e bersaglieri. Che le dimissioni di Crispi evitino una crisi di regime è provato dall’imponenza delle manifestazioni di giubilo verificatesi spontaneamente all’annuncio di tali dimissioni. D’altra parte, la seduta della Camera viene sciolta dal suo presidente, in ottemperanza alle direttive del re, non appena Crispi ha terminato il suo discorso di dimissioni, per impedire qualsiasi discussione su Adua e qualsiasi designazione parlamentare del successore. È evidente, infatti, che l’incarico di formare il nuovo governo dovrà andare ad un uomo dell’opposizione anticrispina, di cui però il re vuole riservarsi la scelta per evitare che si tratti di qualcuno dell’opposizione di sinistra.

Il nuovo governo di Rudinì

La scelta cade su Antonio di Rudinì, che forma un governo i cui ministri provengono dai gruppi dell’opposizione anticrispina di destra e di centro-sinistra, e il cui programma si basa sulla moralizzazione della vita politica, sull’avvio di un graduale ritorno al liberismo economico, su un decentramento amministrativo accompagnato dall’introduzione di più elevati requisiti censitari per far parte dell’elettorato amministrativo, sul ristabilimento di normali relazioni con la Francia, sulla fine dell’espansione coloniale e sulla riduzione delle spese militari. Si tratta di un programma che rappresenta gli obbiettivi di tutte le opposizioni anticrispine e che è formulato con l’intento di ottenere il voto favorevole di quella trentina di deputati radicali senza il cui appoggio il governo rischia di essere bocciato alla Camera. Infatti, in occasione del voto di fiducia al nuovo governo Rudinì si salva di strettissima misura (ottenendo la fiducia con 218 voti favorevoli e 215 contrari), soltanto perché i radicali votano a suo favore e perché i deputati repubblicani e quelli socialisti decidono, all’ultimo momento, temendo che la bocciatura del nuovo governo che si sta delineando possa favorire il ritorno al potere di Crispi, di astenersi anziché di dare voto contrario.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la causa principale della crisi politica di Crispi?
  2. La crisi politica di Francesco Crispi è stata innescata dalla disfatta di Adua, che ha provocato forti proteste e insubordinazione in diverse città italiane, minacciando la stabilità del regime monarchico.

  3. Qual è stata la causa principale della crisi politica di Crispi?
  4. La crisi politica di Francesco Crispi è stata innescata dalla disfatta di Adua, che ha provocato forti proteste e insubordinazione in diverse città italiane, evidenziando il malcontento verso la sua politica militare in Africa.

  5. Come ha reagito il popolo italiano alla notizia della sconfitta ad Adua?
  6. La notizia ha scatenato una reazione di massa, con folle che si sono radunate in piazza del Duomo e piazza della Scala a Milano, esprimendo il loro dissenso con slogan contro Crispi e chiedendo la fine della guerra in Africa.

  7. Come ha reagito il re Umberto alla crisi di governo?
  8. Re Umberto ha dovuto intervenire per fermare la crisi politica, imponendo le dimissioni di Crispi per evitare che la situazione si trasformasse in una crisi di regime che avrebbe potuto minacciare la monarchia stessa.

  9. Qual è stata la decisione di re Umberto riguardo a Crispi?
  10. Re Umberto ha imposto le dimissioni di Crispi per evitare che la crisi politica si trasformasse in una crisi di regime, riconoscendo che il sostegno a Crispi stava danneggiando le istituzioni monarchiche.

  11. Quali sono state le conseguenze delle dimissioni di Crispi?
  12. Le dimissioni di Crispi hanno portato a manifestazioni di giubilo tra la popolazione, dimostrando che la sua uscita di scena ha evitato una crisi di regime, mentre la Camera è stata sciolta per impedire discussioni su Adua.

  13. Chi ha preso il posto di Crispi e quali erano le principali linee del suo governo?
  14. Antonio di Rudinì è stato scelto come successore di Crispi, formando un governo con un programma che mirava alla moralizzazione della vita politica, al ritorno al liberismo economico e alla fine dell'espansione coloniale.

  15. Chi ha formato il nuovo governo dopo le dimissioni di Crispi?
  16. Dopo le dimissioni di Crispi, il nuovo governo è stato formato da Antonio di Rudinì, il quale ha scelto ministri provenienti dall'opposizione anticrispina di destra e centro-sinistra, con un programma mirato alla moralizzazione della vita politica e alla fine dell'espansione coloniale.

  17. Come è stata la votazione di fiducia per il governo di Rudinì?
  18. Il governo di Rudinì ha ottenuto la fiducia con un margine molto stretto, 218 voti favorevoli contro 215 contrari, grazie al supporto dei deputati radicali e all'astensione di repubblicani e socialisti, preoccupati per un possibile ritorno di Crispi.

  19. Qual è stato il risultato del voto di fiducia per il governo di Rudinì?
  20. Il governo di Rudinì ha ottenuto la fiducia con un margine molto stretto, 218 voti favorevoli contro 215 contrari, grazie al supporto dei deputati radicali e all'astensione di repubblicani e socialisti, che temevano il ritorno di Crispi al potere.

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