Concetti Chiave
- Francesco Crispi, leader di sinistra, attuò importanti riforme interne tra cui l'estensione del diritto di voto e la riforma del sistema elettorale nel 1888.
- Nel 1889, Crispi introdusse il nuovo codice penale Zanardelli, abolendo la pena di morte e garantendo la libertà di sciopero.
- Crispi scelse di dare priorità alla politica estera, rinnovando la triplice alleanza nel 1887 per rafforzare la posizione internazionale dell'Italia.
- La chiusura parlamentare durante il governo di Crispi generò tensioni politiche e sociali, favorendo l'emergere del socialismo e la formazione di sindacati.
- Nel 1891, nacque la prima camera del lavoro a Milano e nel 1892 fu fondato il "partito socialista italiano", segnando un passo importante per il movimento operaio in Italia.
Crispi e le riforme interne
Luglio 1837 muore Depretis, direzione del governo un altro uomo di sinistra Francesco Crispi (siciliano), che nel 1864 si era staccato da Mazzini per la monarchia da allora più vicino alla Germania di Bismark alla Francia, voleva che l'Italia divenne una grande potenza.
In questi anni attuò importanti riforme interne, cambiamento dell'assetto statale.
Quali sono le riforme amministrative e sociali?
1888 riforma del sistema delle lezioni amministrativo, estensione del diritto di voto, da 2 milioni si passa a 3.350.000
-Resi elettivi i sindaci dei comuni con almeno 10.000 abitanti
-Maggior potere di controllo del prefetto sulle amministrazioni comunali attraverso un nuovo organo: la giunta provinciale amministrativa.
-1890 molte delle attività assistenziali prima del clero ora erano affidate allo Stato.
-1889 codice penale Zanardelli nuovo: abolita la pena di morte. cancellate le norme che vietavano lo sciopero, sancitane la libertà. Venne approvata la legge di pubblica sicurezza: polizia misure di prevenzione limitavano la libertà.
- Con questo insieme di norme Crispi si propone di rendere più forte l'esercito, cioè il potere del governo, accrescendone l'indipendenza rispetto al parlamento.
- Crispi aveva un dilemma: dare priorità alla politica interna (riforme sociali sempre più necessarie), oppure dare priorità alla politica estera (forti spese militari)
Politica estera e alleanze
La megalomania Crispina:
Il bilancio dello stato italiano era magro, non era possibile attuare tutte e due le priorità.
La scelta cadde sulla politica estera, politi a di prestigio, definita così da Iacini.
1887 rinnovata la triplice alleanza con una serie di trattati aggiuntivi che rafforzavano la posizione internazionale dell'Italia, ma maggior impegno militare.
Espansione coloniale italiana
1888 per riscattare l'onta di Dogali, Crispi invia sulle sponde del mar Rosso un forte contingente militare italiano con generale Baldisserra che inizio anche la costituzione dei primi battaglioni di truppe indigene (ascari).
In Etiopia il nuovo negus era Menelik.
1889 l'Italia conclude con lui l'accordo: trattato di Uccialli, per cui all'Etiopia avrebbe dovuto imporre un protettorato italiano, e in più da parte dell'Italia c'era una maggiore penetrazione nella Somalia.
1890 il territorio occupato sul mar Rosso prendeva il nome di Colonia Eritrea.
Tensioni politiche e sociali
La particolare situazione parlamentare portava ad una libertà d'azione di Crispi:
Con la tariffa doganale del 1887 Depretis aveva consolidato il trasformismo.
Blocco di potere perché in politica economica aveva posto le basi di un'alleanza tra gli interessi della grande proprietà terriera meridionale e quelli della nascente industria del Nord.
Quest'alleanza aveva ribadito la chiusura delle forze parlamentari ad ogni provvedimento di riforme che minacciasse i privilegi di cui quei ceti godevano.
La chiusura parlamentare era motivo di tensioni politiche e sociali.
Guadagna terreno il socialismo attorno al quale nuova opposizione.
Sul piano sindacale erano già presenti leghe di resistenza, e si vennero formando confederazioni di mestiere e sindacati di categoria.
Nascita del socialismo italiano
1891 Osvaldo Gnocchi Viani per sua iniziativa fondata a Milano la prima camera del lavoro:
- aveva il compito di coordinare le differenti organizzazioni operaie nell'ambito provinciale ben presto in molte città italiane
- sul piano politico un intellettuale Labriola faceva conoscere il pensiero di Marx.
- Turati e la moglie Kulisciott ponevano le basi del movimento organizzato.
1889 fondata la "lega socialista milanese"
1891 nasce la rivista la "critica sociale"
1892 congresso a Genova sancita la separazione degli anarchici fondato il "partito socialista italiano"
1891 Crispi costretto a lasciare il governo per difficoltà fiananziaroe.
1892 direzione del governo a Giolitti (1842-1928)
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali riforme amministrative attuate da Crispi?
- Qual è stata la scelta di Crispi tra politica interna ed estera?
- Come si è sviluppata l'espansione coloniale italiana sotto Crispi?
- Quali tensioni politiche e sociali emersero durante il governo di Crispi?
- Quali furono i passi fondamentali nella nascita del socialismo italiano?
Crispi attuò importanti riforme, tra cui l'estensione del diritto di voto, la riforma del sistema elettorale nel 1888 e la creazione di giunte provinciali per un maggiore controllo delle amministrazioni comunali.
Crispi si trovò di fronte a un dilemma tra dare priorità alle riforme sociali necessarie e alla politica estera; alla fine, scelse di concentrarsi sulla politica estera, rinnovando la triplice alleanza nel 1887.
Crispi inviò un contingente militare in Etiopia nel 1888 per riscattare l'onta di Dogali e firmò il trattato di Uccialli nel 1889, imponendo un protettorato italiano sull'Etiopia e consolidando la presenza italiana in Somalia.
La chiusura parlamentare e l'alleanza tra la grande proprietà terriera meridionale e l'industria del Nord generarono tensioni politiche e sociali, favorendo la crescita del socialismo e la formazione di sindacati.
Nel 1891, Osvaldo Gnocchi Viani fondò la prima camera del lavoro a Milano, mentre il congresso di Genova nel 1892 sancì la nascita del "partito socialista italiano", segnando un'importante evoluzione del movimento operaio.