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Concetti Chiave

  • Le grandi potenze occidentali mostrarono una notevole capacità di ripresa dopo la crisi del dopoguerra, ma il crollo della borsa di New York nel 1929 avviò la grande depressione in Europa.
  • La grande depressione provocò 15 milioni di disoccupati in Europa, con una significativa riduzione degli investimenti e del commercio internazionale, contribuendo a un aumento della povertà.
  • La febbre borsistica portò un milione e mezzo di investitori a cercare guadagni immediati, spingendo molti a indebitarsi con le banche per investire nel mercato azionario.
  • John Kenneth Galbraith evidenziò cinque criticità nell'economia statunitense, tra cui la cattiva distribuzione del reddito e l'assenza di una banca centrale, che favorirono il crollo economico.
  • Franklin Delano Roosevelt attuò il New Deal, un insieme di politiche economiche volte a contenere la disoccupazione e a intervenire attivamente nell'economia per sostenere la ripresa.

Ripresa e crisi economica

Nonostante la grave crisi del dopoguerra, le grandi potenze occidentali avevano dimostrato una buona capacità di ripresa giungendo ad una "stabilizzazione capitalistica".

Lo spostamento del centro degli affari in America, però, fu una delle cause per cui, il crollo della borsa di New York nel 1929, diede inizio alla grande depressione, oltre che in Italia, anche in gran parte dei Paesi Europei.

Quali sono gli effetti della grande depressione?

L'Europa raggiunse i 15 milioni di disoccupati, di cui ben 6 milioni solo in Germania.

Dal '29 ci fu una caduta del 55% degli investimenti del mondo e un calo del commercio internazionale con la diminuzione del 60%. Ciò causò la disoccupazione e la povertà. In Germania in 3 anni la produzione calò del 40%.

Febbre borsistica e consumismo

Vi fu una vera e propria febbre borsistica; un milione e mezzo investiranno in borsa, compresa la piccola e media borghesia, affascinata dal fare guadagni subito ed in modo facile (la parola d'ordine del capitalismo era "consuma!").

Si credeva che il progresso non avesse fine ed il modello capitalistico fosse quello vincente. Molti per investire in borsa arrivarono al punto di richiedere un prestito alle banche.

Sovrapproduzione e squilibri economici

L’aumento della produttività deve essere necessariamente accompagnato dall'aumento del consumo. A ciò,però, non corrispose un aumento dei salari, che vennero contenuti, come vennero contenuti anche i prezzi. Si creò quindi un sistema che aumentò la produzione ma non il salario, arrivando al punto in cui solo il 5% della popolazione poteva accedere ai beni di consumo.

Avvenne quindi una sovrapproduzione e i prezzi scesero.

Analisi di Galbraith

Nel libro “The Great Crash” (il grande crollo) lo studioso John Kenneth Galbraith mette in rilievo i 5 punti deboli dell’economia statunitense:

1. Cattiva distribuzione del reddito e aumento della ricchezza . Il solo 5% della popolazione ha il monopolio dei 2/3 di quello che si produce.

2. Cattiva struttura delle aziende industriali e finanziarie. Le banche americane investono i soldi in borsa, ma il valore reale di quelle aziende è inferiore rispetto al valore nominale.

3. Non esiste una banca centrale e vi è quindi un cattivo sistema bancario. In America non esiste una banca centrale, ma solo gruppi privati. Quindi il fallimento di uno di essi comporta il fallimento a catena degli altri.

4. Un dubbio stato della bilancia estera dovuto ai prestiti e alla speculazione.

5. Uno stato infelice della scienza economica; non era adeguata e non era in grado di interpretare le trasformazioni del capitalismo.

Politiche di Roosevelt

La crisi ebbe risvolti sociali e politici ed il capitalismo e la scienza economica vennero rifondati. Nel mondo si affronteranno due concetti: quello liberale capitalistico e quello marxista.

Franklin Delano Roosevelt,capì che per uscire dalla crisi si doveva da un lato, contenere e ridurre la miseria e la disoccupazione, dall'altro imporre un intervento dello Stato nell'economia fino ad allora lasciata all'iniziativa privata.

Questa politica anti-crisi di Roosevelt fu chiamata New Deal. Quest'uomo capì che l'”effetto comunicazione” è il fondamento della cosiddetta “società di massa”. Senza l'appoggio delle masse popolari, non si può far nulla. Egli comprese che lo Stato deve intervenire nei processi economici, perché senza il suo intervento attivo, esso non è in grado di auto-regolarsi.

Interventi economici di Roosevelt

Roosevelt fu appoggiato dalle forze progressiste e fu l'unico Presidente degli Stati Uniti ad essere eletto per ben 3 volte.

Egli svalutò il dollaro per sostenere le esportazioni. Fece un piano di ricostruzione industriale (Nira) per promuovere accordi tra grandi gruppi industriali e mantenere l'equilibrio dei paesi.

Realizzerò anche un'opera pubblica finanziata dallo Stato: una diga per produrre energia idroelettrica a basso costo.

Teorie di Keynes

Un'altra figura importante, che emerse in questo periodo fu Keynes, uno dei più brillanti economisti del secolo. Egli riconobbe i limiti dell'economia politica classica. Disse che in un momento di crisi lo Stato deve investire e sostenere la domanda e far in modo che aumenti il lavoro, che ci sia un sussidio di disoccupazione e che il salario non sia basso. In questo modo ci sarà si un indebitamento dello stato, ma ciò non deve spaventare, perché è l'unica soluzione per uscire dalla crisi.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le cause principali della grande depressione del 1929?
  2. La grande depressione fu in parte causata dal crollo della borsa di New York nel 1929, che colpì non solo gli Stati Uniti ma anche gran parte dell'Europa, contribuendo a una grave crisi economica e sociale.

  3. Quali furono gli effetti della grande depressione in Europa?
  4. In Europa, la grande depressione portò a 15 milioni di disoccupati, con 6 milioni solo in Germania, e a una caduta del 55% degli investimenti globali e del 60% del commercio internazionale, causando povertà e un calo della produzione.

  5. Quali erano i punti deboli dell'economia statunitense secondo Galbraith?
  6. Galbraith identificò cinque punti deboli, tra cui la cattiva distribuzione del reddito, la struttura inadeguata delle aziende, l'assenza di una banca centrale, uno stato precario della bilancia estera e una scienza economica inadeguata.

  7. Quali furono le principali politiche economiche adottate da Roosevelt?
  8. Roosevelt implementò il New Deal, un intervento statale nell'economia per ridurre la miseria e la disoccupazione, che includeva la svalutazione del dollaro, un piano di ricostruzione industriale e opere pubbliche per stimolare l'occupazione.

  9. Qual è il contributo di Keynes all'economia durante la crisi?
  10. Keynes sostenne che in tempi di crisi lo Stato dovesse investire per sostenere la domanda e aumentare l'occupazione, affermando che l'indebitamento statale fosse una soluzione necessaria per superare la crisi economica.

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