Concetti Chiave

  • Negli anni '20, gli Stati Uniti si affermarono come potenza economica grazie alla richiesta di beni durante e dopo la Prima Guerra Mondiale, mentre l'Europa era in crisi.
  • La crescita economica portò a un'eccessiva indebitamento delle aziende statunitensi che investivano in produzione, illudendosi di un mercato in continua espansione.
  • Con il recupero delle industrie europee, la domanda di merci americane diminuì, causando una crisi di sovrapproduzione e il fallimento di molte aziende indebitate.
  • Il crollo di Wall Street del 24 ottobre 1929, noto come giovedì nero, scatenò una crisi economica devastante che portò all'aumento della disoccupazione e alla povertà estrema.
  • Herbert Hoover, presidente degli Stati Uniti, adottò una politica liberista di non intervento, contribuendo all'aggravarsi della crisi e alla nascita delle baraccopoli chiamate Hooverville.

Gli anni ruggenti

Gli anni 20 negli Stati Uniti erano assolutamente fiorenti, tanti da essere definiti "anni ruggenti", questo perché gli Stati Uniti avevano collaborato con le potenze europee nella prima guerra mondiale e erano creditori di vari stati.

Le industrie europee, infatti, si erano completamente asservite alla produzione bellica e quindi avevano smesso di produrre per i servizi civili, mentre altre industrie erano state completamente distrutte, perciò i prodotti che circolavano in Europa, provenivano esclusivamente dagli Stati Uniti (che aiutarono anche la Germania nel '23).

Crescita e debiti

I produttori statunitensi immaginarono una crescita senza fine, senza limite e iniziarono ad investire per aumentare la produzione sia nel settore industriale che quello agricolo.

Molti, per meccanizzare le industrie agricole e migliorare la produzione industriale, si indebitarono, per comprare macchine che venivano pagate a rate perchè si era sicuri di un aumento costante del volume di merci esportate.

Crisi di sovrapproduzione

In realtà nel giro di 10 anni le industrie europee si ripresero, furono riconvertite all’uso civile, le fabbriche distrutte vennero ricostruite e l’Europa non ebbe più bisogno di un grande quantitativo di merci americane.

Inoltre le merci prodotte in America erano beni di consumo durevoli ovvero beni non deperibili come elettrodomestici o auto, che una volta acquistate dalle famiglie, duravano per tutta la vita.

Quindi il mercato interno si saturò ma si interruppe il commercio all’interno dell’Europa e questo portò ad una crisi di sovrapproduzione, l’offerta eccedeva rispetto alla domanda (come aveva già previsto Marx), le merci rimasero invendute, le aziende che si erano indebitate per potenziare la loro produttività, dovevano comunque pagare le rate.

Perciò non solo andarono in fallimento le aziende ma anche i creditori che non ricevevano più i pagamenti delle aziende.

(questi avvenimenti sono alla base della cosiddetta "grande depressione").

Investimenti in borsa

A ciò dobbiamo aggiungere il fatto che ci fu una grossa fetta di popolazione che decise di investire in borsa. Infatti chi aveva soldi da investire cercò di farli fruttare, acquistando le azioni delle aziende e rivenderle una volta aumentato il loro valore.

Ovviamente l’azione di un'impresa ha un valore proporzionale alla ricchezza dell’impresa stessa.

Perciò siccome per tutti gli anni '20 vi era stato un aumento, il valore delle azioni delle grandi aziende era cresciuto, di conseguenza aumentarono anche coloro che volevano arricchirsi, vendendo a prezzi più alti, le azioni.

Il giovedì nero

Ma alla fine degli anni 20 il valore scese in modo vertiginoso, le aziende e gli istituti bancari fallirono. Il 24 ottobre 1929, giorno ricordato con il nome di giovedì nero, ci fu il crack della borsa di Wall Street: i valori scesero a livelli bassissimi e immediatamente ci fu il panico tra gli azionisti perché fu l’inizio di una crisi durissima.

Le conseguenze della crisi

Naturalmente gli azionisti iniziarono a vendere le proprie azioni e questo causò un ulteriore abbassamento del valore delle azioni, ciò causò il fallimento delle industrie e il conseguente aumento della disoccupazione nelle industrie. Ci fu un vero e proprio circolo vizioso che portò, in poco tempo, la maggior parte della popolazione statunitense, in condizione di povertà estrema, molti si suicidarono.

L'era di Herbert Hoover

Nel frattempo negli Stati Uniti al potere c’era Herbert Hoover, che era convinto della bontà del sistema liberista (secondo le teorie del liberismo,lo stato non deve intervenire nel settore economico), fiducioso nelle capacità del mercato di auto regolarsi e perciò lui non fece assolutamente nulla, non intervenne.

La situazione precipitò al punto che nelle periferie di tutte le metropoli americane, nacquero delle vere e proprie baraccopoli improvvisate, create da disoccupati, miserabili e persone che avevano perso la casa, la propria terra.

Proprio perché nella percezione della popolazione, una delle cause di questa situazione, risiedeva nelle scelte del presidente, queste baraccopoli vennero chiamate Hooverville.

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Domande da interrogazione

  1. Perché gli anni '20 negli Stati Uniti sono stati definiti "anni ruggenti"?
  2. Gli anni '20 negli Stati Uniti sono stati definiti "anni ruggenti" a causa della fiorente economia, alimentata dalla collaborazione con le potenze europee durante la prima guerra mondiale, che portò gli Stati Uniti a diventare creditori di vari stati (testo).

  3. Qual è stata la causa principale della crisi di sovrapproduzione negli Stati Uniti?
  4. La crisi di sovrapproduzione è stata causata dalla ripresa delle industrie europee, che ridusse la domanda di merci americane, mentre il mercato interno si saturò a causa della vendita di beni durevoli, portando a un eccesso di offerta rispetto alla domanda (testo).

  5. Come ha influito il giovedì nero sulla borsa e sull'economia statunitense?
  6. Il giovedì nero, il 24 ottobre 1929, segnò il crack della borsa di Wall Street, causando un crollo vertiginoso dei valori azionari, il fallimento di aziende e istituti bancari, e un aumento della disoccupazione, che portò a una crisi economica devastante (testo).

  7. Qual è stata la reazione di Herbert Hoover alla crisi economica?
  8. Herbert Hoover, convinto del sistema liberista, non intervenne per affrontare la crisi economica, fiducioso che il mercato si sarebbe auto-regolato, il che contribuì al deterioramento della situazione economica e sociale (testo).

  9. Cosa rappresentano le "Hooverville" nella storia degli Stati Uniti?
  10. Le "Hooverville" rappresentano le baraccopoli improvvisate che sorsero nelle periferie delle metropoli americane durante la Grande Depressione, simbolo della miseria e della disoccupazione, e furono così chiamate in riferimento al presidente Hoover, percepito come responsabile della crisi (testo).

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