Concetti Chiave
- Lenin introdusse la NEP per alleggerire il controllo statale e promuovere una transizione tra capitalismo e socialismo, favorendo il libero commercio e la proprietà privata.
- La NEP sostituì i sequestri dei prodotti alimentari con una tassa fissa, incentivando la produzione agricola e migliorando la vita dei kulaki e dell'intera economia.
- Le industrie sotto la NEP ottennero una limitata libertà d'azione, con retribuzioni adeguate alle esigenze di mercato, favorendo lo sviluppo industriale necessario per lo Stato sovietico.
- La politica estera della NEP mirò a migliorare i rapporti con le potenze occidentali, cercando riconoscimento internazionale e riducendo l'isolamento politico del nuovo Stato sovietico.
- Nel 1922, fu creata l'URSS come una federazione di repubbliche, con un predominio della Repubblica russa, stabilendo un sistema legislativo ed esecutivo centralizzato.
La transizione economica post-guerra
Una volta terminata la guerra civile con la vittoria dell'Armata Rossa e preso atto dei problemi economici e sociali causati dal comunismo di guerra, Lenín decise di affievolire il controllo statale e applicare una parziale restaurazione del libero commercio, dell'attività industriale minore e della proprietà privata. Il nuovo indirizzo fu chiamato "NEP", ovvero, Nuova politica economica e fu considerato una tappa di transizione fra capitalismo e socialismo.
Quali sono gli effetti della NEP sull'economia?
Uno dei cambiamenti più importanti fu la fine dei sequestri dei prodotti alimentari, che vennero sostituite da una tassa fissa. La prospettiva del libero guadagno ricominciò a sostenere la produzione agricola e i commerci locali e così fu possibile far giungere ai mercati cittadini quantità maggiori di prodotti dalle campagne. La Nep favori particolarmente i kulaki, la cui qualità di vita aumentò significativamente, ma finì per avere effetti positivi sull'intera economia del paese, tanto che la produzione tornò ai livelli precedenti alla rivoluzione.
Impatto della NEP sull'industria
I provvedimenti della NEP influenzarono anche la grande industria, il cui sviluppo, era fondamentale per rafforzare lo Stato e affermare il comunismo. Perciò le industrie, pur se controllate dallo Stato, poterono godere di una limitata libertà d'azione, mentre le retribuzioni furono tolte al dirigismo statale per adeguarle alle reali esigenze del mercato e alle concrete possibilità aziendali.
Politica estera e riconoscimento internazionale
La NEP ebbe anche importanti conseguenze in politica estera poiché contribuì ad attutire i contrasti tra il nuovo Stato sovietico e le potenze occidentali. Convinto della necessità di far uscire il paese dall'isolamento politico in cui lo aveva portato la rivoluzione, specialmente dopo che la sconfitta dei vari tentativi di insurrezioni in Ungheria, Austria e Germania nel 1918-1919, aveva reso altamente improbabile l'eventualità che la rivoluzione d'ottobre dilagasse e nel resto d'Europa. Lenin si sforzò di intessere buoni rapporti con comunità internazionale al fine di ottenere dal le altre nazioni europee il pieno riconoscimento del suo governo.
Restrizioni religiose e lotta all'analfabetismo
Non ci fu, invece, nessuna apertura in campo religioso. Già al tempo del comunismo di guerra i beni religiosi erano stati confiscati dallo Stato, al pari di quelli appartenuti alla famiglia imperiale e alla nobiltà. In seguito, al clero fu proibito di operare in ambito educativo e venne prevista addirittura la condanna ai lavori forzati per quanti non si fossero attenuti a simili disposizioni. Il regime, però, si impegnò nella lotta all'analfabetismo.
Formazione dell'Unione Sovietica
Altra preoccupazione di Lenin fu quella di dare al paese una organizzazione definitiva. Infatti, nel corso del primo congresso dell'Unione dei soviet, tenutosi a Mosca il 30 dicembre 1922, si decise la creazione di una federazione di repubbliche che prese il nome di Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS). Si cercava così di tornare in parte alle istanze autonomistiche della Rivoluzione del 1917. Nella federazione le repubbliche entravano a farne parte attraverso un principio di uguaglianza, ma in realtà gli sviluppi dello Stato portarono predominio della Repubblica russa. La capitale della federazione fu stabilita a Mosca, dove i bolscevichi avevano trasferito il potere centrale sin dal 1918, lasciando Pietrogrado. Il nuovo Stato, che si diede la sua prima Costituzione il 31 gennaio 1924, era basato su un Consiglio supremo dell'Unione, detentore del potere legislativo, e su un Consiglio che aveva il potere esecutivo. Il potere giudiziario venne, invece, affidato a una Corte suprema dei soviet e ai tribunali da essa dipendenti. Infine, la Costituzione prevedeva unicamente il Partito comunista (Peus).
Domande da interrogazione
- Qual è stata la principale innovazione economica introdotta dalla NEP?
- Come ha influito la NEP sull'industria sovietica?
- Quali sono state le conseguenze della NEP in politica estera?
- Qual è stata la posizione del regime sovietico riguardo alla religione durante la NEP?
- Come è stata organizzata l'Unione Sovietica sotto Lenin?
La NEP ha segnato la fine dei sequestri dei prodotti alimentari, sostituiti da una tassa fissa, favorendo così la produzione agricola e il commercio locale, con effetti positivi sull'intera economia del paese.
La NEP ha permesso alla grande industria di avere una limitata libertà d'azione, con retribuzioni adeguate alle esigenze del mercato, contribuendo così a rafforzare lo Stato e il comunismo.
La NEP ha contribuito a migliorare i rapporti tra il nuovo Stato sovietico e le potenze occidentali, cercando di ottenere il riconoscimento internazionale del governo di Lenin.
Non ci fu apertura in campo religioso; il clero fu escluso dall'educazione e i beni religiosi furono confiscati, mentre il regime si concentrò sulla lotta all'analfabetismo.
Nel 1922, si decise la creazione dell'URSS come federazione di repubbliche, con un sistema che, pur promettendo uguaglianza, portò al predominio della Repubblica russa e stabilì Mosca come capitale.