Concetti Chiave

  • La Restaurazione in Italia, avviata nel 1815, portò a un nuovo assetto territoriale che non ripristinò semplicemente il passato, ma modificò profondamente le strutture politiche esistenti.
  • Le antiche repubbliche marinare, Genova e Venezia, non riemersero e furono incorporate in nuovi regni, come il Regno Sabaudo e il Regno Lombardo-Veneto.
  • Modifiche territoriali significative coinvolsero anche l'Italia Centrale, con ducati e principati riassegnati a diverse dinastie, come il Ducato di Parma a Maria Luisa d'Austria.
  • Il Regno delle Due Sicilie fu creato unendo l'Italia meridionale e la Sicilia sotto il governo di Ferdinando di Borbone, riflettendo la frammentazione della penisola.
  • L'Austria mantenne un controllo significativo sull'Italia, favorendo lo "status quo" e ostacolando l'unità nazionale, con guarnigioni militari presenti in diverse città.

La restaurazione in Italia

Per l’Italia, come per il resto dell’Europa, la Restaurazione, voluta nel 1815 dal Congresso di Vienna, non significò un puro e semplice ritorno al passato. Il nuovo assetto territoriale ci dimostra questa affermazione. Innanzitutto, le due antichissime repubbliche marinare, come Genova e Venezia, non risorsero perché Genova fu incorporata al Regno Sabaudo mentre Venezia fu unita alla Lombardia per formare con essa il Regno Lombardo-Veneto.

Modifiche territoriali e dinastiche

Anche l’Italia Centrale, che per tradizione era divisa in una quantità di ducati e principati minori, subì notevoli modifiche territoriali e dinastiche. Infatti, il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla fu assegnato a Maria Luisa d’Austria, moglie di Napoleone, con l’intesa che alla sua morte, esso sarebbe ritornato ai Borboni. Il Principato di Massa e Carrara andò a Maria Beatrice d’Este, con la clausola che, al decesso di quest’ultima, sarebbe entrato a far parte del Ducato di Modena e Reggio. Il Ducato di Modena e Reggio fu assegnato a Francesco IV d’ Asburgo-Este, ultimo discendente della dinastia estense e figlio di Ferdinando, arciduca d’Austria. Il Ducato di Lucca fu concesso provvisoriamente ai Borboni di Parma, nella persona di Maria Luisa di Borbone. Quando i Borboni avrebbero riacquistato il Ducato di Parma, il Ducato di Lucca sarebbe stato incorporato nel Granducato di Toscana. A questo punto, il Granducato di Toscana sarebbe ritornato agli Asburgo-Lorena con Ferdinando III, il quale avrebbe annesso anche il Principato di Piombino, un tempo governato da Elisa Baciocchi, oltre allo Stato dei Presìdi. Il resto dell’Italia centrale tornava a costituire lo Stato Pontificio, con a capo Pio VII.

Il regno delle Due Sicilie

L’Italia meridionale e la Sicilia furono riunite in un unico regno, con il nome di Regno delle Due Sicilie, governato da Ferdinando di Borbone.

L'influenza austriaca in Italia

Come si può vedere, il Congresso di Vienna mantenne il tradizionale spezzettamento della penisola se non aggravato, come se la penisola italiana fosse una scacchiera e i vari stati delle pedine da muovere a piacimento delle dinastie, tutte più o meno legate con gli Asburgo. Inoltre, il complicato gioco politico-dinastico dell’Italia centrale contribuiva sempre di più ad allontanare le dinastie dalla popolazione e viceversa. Ovviamente, un assetto così anacronistico allontanava la possibilità di sperare in tempi brevi in un’Italia unita, assorta al rango di Nazione e contrastava anche con le più elementari condizioni di vita economica di uno Stato che si sarebbe voluto moderno. Occorreva una potenza che tenesse soggiogati a sé tutti questi staterelli e tale potenza era l’Austria, proprietaria delle terre più ricche e legata da vincoli dinastici o da alleanze militari con tutti i principi italiani, i quali vedevano nel rapporto di amicizia con gli Asburgo un mezzo per conservare il trono. In pratica la politica dell’Austria era quella dello “status quo”, a tal punto che essa manteneva proprie guarnigioni militari a Piacenza, a Ferrara e a Comacchio, secondo gli accordi previsti dalla Santa Alleanza.

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali modifiche territoriali in Italia dopo il Congresso di Vienna?
  2. Dopo il Congresso di Vienna del 1815, l'Italia subì significative modifiche territoriali, come l'incorporazione di Genova nel Regno Sabaudo e l'unione di Venezia alla Lombardia per formare il Regno Lombardo-Veneto.

  3. Come vennero riassegnati i ducati e i principati dell'Italia Centrale?
  4. L'Italia Centrale vide riassegnazioni come il Ducato di Parma a Maria Luisa d'Austria e il Ducato di Modena a Francesco IV d'Asburgo-Este, con clausole che prevedevano il ritorno ai Borboni e l'integrazione con altri ducati al decesso dei governanti.

  5. Qual era la situazione del Regno delle Due Sicilie?
  6. L'Italia meridionale e la Sicilia furono unite nel Regno delle Due Sicilie, governato da Ferdinando di Borbone, rappresentando un'importante unificazione territoriale nel contesto della Restaurazione.

  7. Quale ruolo ebbe l'Austria nella politica italiana post-Restaurazione?
  8. L'Austria mantenne un ruolo predominante in Italia, sostenendo il "status quo" e mantenendo guarnigioni militari in diverse città, contribuendo così a un assetto politico che allontanava le dinastie dalla popolazione e ostacolava l'unità nazionale.

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