Concetti Chiave
- Maria Estela Martínez, conosciuta come Isabelita, diventò presidente dopo la morte di Perón, in un contesto di grave crisi economica e conflittualità sociale.
- Il colpo di Stato del 1976 portò al potere una giunta militare guidata da Jorge Rafaél Videla, che avviò un regime repressivo per fermare la guerriglia e il dissenso.
- La "guerra sporca" condotta dalle forze armate comportò il sequestro, la tortura e l'eliminazione sistematica di oppositori politici attraverso campi di concentramento segreti.
- Un muro di silenzio circondò il tema dei desaparecidos, con la Chiesa cattolica che contribuì a nascondere gli abusi e il governo che si avvaleva di mezzi repressivi per mantenere il controllo.
- La sconfitta nella guerra delle Falkland segnò la fine del regime di Galtieri, mentre la verità sui desaparecidos emerse solo con il ritorno alla democrazia nel 1984.
La presidenza di Isabelita
In Argentina, dopo la morte del generale Perón, la presidenza fu assunta dalla terza moglie Maria Estela Martínez, detta Isabelita.
La situazione economica era grave, con un contesto di forte conflittualità sociale. Si ebbero attività terroristiche di diversa ispirazione ideologica come l’ ERP (Ejército Revolucionario del Pueblo) e i montoneros da un lato e l’organizzazione paramilitare della Triplice A (= Alianza Anticomunista Argentina) dall’altro. Il 24 marzo 1976, l’ennesimo colpo di Stato, depose Isabelita.
Il colpo di Stato del 1976
Una giunta militare, presieduta dal generale Jorge Rafaél Videla, assunse il potere e ben presto il nuovo regime avrebbe rivelato il suo carattere sanguinario. Egli avviò il cosiddetto processo di riorganizzazione nazionale rilanciando un modello industriale con un’apertura agli investimenti esteri e impose il potere militare come bisogno di porre fine all’ingovernabilità del paese. Lo scopo era di reprimere non solo la guerriglia, ma anche ogni forma di protesta, di dissenso ed ogni attività che potesse essere considerata come una critica alle autorità militari.
La guerra sporca
Dopo avere sciolto il Parlamento e la corte suprema di giustizia, le forze armate e la polizia dettero vita alla cosiddetta “guerra sporca”. La repressione fu condotta in modo molto capillare e sistematico. Gli oppositori, o presunti tali, furono radunati in appositi campi di concentramento nascosti, in cui essi venivano sequestrati, torturati e poi eliminati. I corpi venivano bruciati, sepolti in fosse comuni o gettati nell’oceano, i cosiddetti voli della morte, con blocchi di cemento ai piedi affinché nessuna traccia restasse. In pratica, un’intera generazione fu decimata. La giunta militare sosteneva che i sequestri erano dovuti all’azione di gruppi incontrollati dell’estrema destra, ma in realtà essi erano coordinati da una struttura centrale.
Il silenzio sui desaparecidos
Nel 1976, il segretario di Stato americano Kissinger raccomandò al Governo argentino che concludere in fretta la questione dei desaparecidos (così vennero chiamate le persone sequestrate e fatte scomparire). La stessa Chiesa cattolica non esitò a coprire gli assassini. Per questi motivi, intorno ai desaparecidos si alzò presto un muro di silenzio, rafforzato dal timore di rappresaglie. Nel 1977 furono sequestrati i fondatori dell’associazione delle madri di Plaza de Mayo che raccoglieva fondi per pubblicare l’elenco delle persone scomparse. Inoltre, nell’estate dello stesso anno, nell’indifferenza della comunità internazionale, si tenne il campionato di calcio mondiale in Argentina organizzato in stadi che spesso si trovavano vicini ai garage della tortura. Ci fu anche una commissione interamericana dei diritti umani che si occupò di ricercare la verità a cui il Governo di Videla rispose che esso aveva il diritto all’autodifesa, ricorrendo ai mezzi più idonei.
La dittatura e le Falkland
In campo economico la dittatura di Vileda si mostrò del tutto incapace: alla diminuzione dell’inflazione corrispose un costo sociale enorme.
Nel 1981, a Videla successe prima Viola e quindi Galtieri. Di fronte ad un periodo di stallo (fra l’altro la giunta era divisa fra lotte intestine) Galtieri pensò utile giocare la carta del nazionalismo, inviando un esercito ad occupare le isole Falkland, colonia inglese da 150 anni. In questo modo egli cercava di accattivarsi la simpatia dell’opinione pubblica, molto sensibile al problema. La risposa della Gran Bretagna non si fece aspettare. Dopo brevi, ma cruenti scontri in mare, le truppe argentine si dovettero arrendere dopo circa due mesi di guerra. La sconfitta determinò la fine del regime di Galtieri, ma il caso dei dasaparecidos non ebbe mai la chiarezza che il popolo chiedeva. Soltanto con il ritorno della democrazia, nel 1984 fu rivelata la struttura della repressione e la giovane età della maggior parte degli scomparsi a tal punto che alcuni studiosi hanno definito la repressione come un genocidio di un’intera generazione.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali cause della crisi durante la presidenza di Isabelita?
- Che cosa avvenne il 24 marzo 1976 in Argentina?
- In cosa consisteva la "guerra sporca" attuata dalla giunta militare?
- Qual è stato il ruolo della comunità internazionale riguardo ai desaparecidos?
- Quali furono le conseguenze della guerra delle Falkland per il regime di Galtieri?
La presidenza di Isabelita fu caratterizzata da una grave situazione economica e da una forte conflittualità sociale, con attività terroristiche da parte di gruppi come l'ERP e i montoneros, oltre all'organizzazione paramilitare della Triplice A.
Il 24 marzo 1976, un colpo di Stato depose Isabelita, portando al potere una giunta militare guidata dal generale Jorge Rafaél Videla, che avviò un processo di repressione e riorganizzazione nazionale.
La "guerra sporca" comportò la repressione sistematica degli oppositori, con sequestri, torture e omicidi, in cui le forze armate e la polizia eliminarono un'intera generazione di presunti dissidenti.
La comunità internazionale, compreso il segretario di Stato americano Kissinger, mantenne un silenzio preoccupante sui desaparecidos, mentre la Chiesa cattolica e il governo argentino contribuirono a coprire gli assassini.
La sconfitta nella guerra delle Falkland portò alla fine del regime di Galtieri, ma il caso dei desaparecidos rimase irrisolto, con la verità sulla repressione rivelata solo con il ritorno della democrazia nel 1984.