Concetti Chiave
- L'antisemitismo in Francia si intensificò durante l'affare Dreyfus, dove il capitano ebreo fu ingiustamente accusato, dividendo l'opinione pubblica tra sostenitori della giustizia e difensori dell'onore militare.
- In Russia, lo zar sfruttò l'antisemitismo per incanalare la rabbia popolare verso gli ebrei, organizzando pogrom con l'aiuto della polizia, radicando l'odio religioso nel malcontento sociale.
- Friedrich Nietzsche si oppose al positivismo e promosse un individualismo radicale, rifiutando la superiorità dello stato sull'individuo senza essere antisemita.
- Eduard Bernstein criticò il marxismo, sostenendo che la realtà sociale era più complessa degli schemi scientifici e proponendo riforme parziali invece di una meta socialista finale.
- Sigmund Freud contribuì alla crisi del positivismo con la psicoanalisi, suggerendo che i desideri umani, specialmente quelli sessuali, dovessero essere incanalati piuttosto che repressi per evitare disturbi psicologici.
Antisemitismo in Russia e i pogrom
Antisemitismo in Russia: l'antisemitismo svolse un importante funzione anche in Russia dove gli ebrei erano discriminati e sottoposti a leggi eccezionali repressive. Lo zar rispose a una campagna di atti terroristici (che miravano a spingere i contadini all'azione contro nobili e il monarca) con una strategia astuta: accentuò si le misure poliziesche ma scelse anche di incanalare la rabbia popolare verso altri bersagli, gli ebrei. Sfruttando il tradizionale odio religioso dei russi, la polizia iniziò a organizzare dei Pogrom, cioè massacri di ebrei: dei sobillatori andavano sul luogo dei pogrom e incitavano il popolo a uccidere gli ebrei, colpevoli di tutti i mali del popolo russo, per ordine dello zar. Questa strategia del capro espiatorio fu caratterizzata da elementi tradizionali di antisemitismo come la partecipazione delle folle e l'odio religioso a cui si affiancarono elementi moderni cui la regia delle azioni da parte della polizia di stato. Furono quindi strumentalizzati dalle autorità per i propri fini i pregiudizi antisemiti delle masse.Crisi positivismo: nella rivolta al positivismo occupa primaria importanza il filosofo F. Nietzsche che espresse le sue idee, spesso semplificate e mal interpretate (es: profeta del nazismo), tramite un linguaggio poetico più che per argomentazioni logiche. Nietzsche rifiuta il principio di superiorità dello stato sul singolo individuo: egli non fu assolutamente antisemita. Egli afferma che è necessario vivere completamente la propria esistenza, irrazionale tramite un ateismo (ne "La gaia scienza") che pone il superuomo, in grado di ribellarsi a qualsiasi autorità, al di sopra di Dio, in lotta con la morale convenzionale, creando nuovi valori in condizione di libertà assoluta, al di la del bene e del male. Il suo pensiero è senza dubbio individualista e aristocratico. Eduard Bernestein riteneva le considerazione di Marx errate: la realtà sociale era più complessa di quella descritta negli schemi scientifici: propone di abbandonare la meta ultima del socialismo per conquistare riforme parziali concrete. Sigmund Freud creò la psicoanalisi contrastando così col positivismo: secondo lui l'identità è suddivisa in es (sede degli impulsi e desideri), io (sede della ragione che limita gli impulsi) e super-io (condizionamenti della società che negano le pulsioni dell'io). Secondo Freud la maggior parte dei desideri erano di natura sessuale e riguardavano anche l'infanzia. esse non andavano represse, poiché si sarebbero esplicitate in traumi e disturbi, ma casomai incanalate in altre attività
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dell'antisemitismo nella crisi del positivismo nell'800?
- Come si manifestò l'antisemitismo in Russia?
- Qual è la posizione di Nietzsche riguardo al positivismo e all'antisemitismo?
- In che modo il caso Dreyfus influenzò il dibattito pubblico in Francia?
- Quali sono le principali critiche di Eduard Bernstein al marxismo?
L'antisemitismo si intrecciò con la crisi del positivismo, specialmente in Francia, dove la sconfitta contro la Prussia e l'industrializzazione generarono scontento, con gli ebrei diventati capro espiatorio. E. Drumont, con opere come "La Francia Ebraica", alimentò questo sentimento, mentre il caso Dreyfus evidenziò la divisione dell'opinione pubblica tra chi difendeva i valori rivoluzionari e chi temeva per il prestigio dell'esercito e della religione.
In Russia, l'antisemitismo si manifestò attraverso leggi repressive e pogrom, organizzati dalla polizia per incanalare la rabbia popolare contro gli ebrei, considerati responsabili dei mali del popolo russo. Questa strategia del capro espiatorio sfruttò l'odio religioso e le tensioni sociali, strumentalizzando i pregiudizi antisemiti per fini politici.
Nietzsche, pur essendo un critico del positivismo, non era antisemita. La sua filosofia enfatizzava l'individualismo e la ribellione contro l'autorità, proponendo la figura del superuomo che crea nuovi valori. La sua visione, spesso fraintesa, rifiutava la superiorità dello stato sul singolo individuo e promuoveva una vita autentica e irrazionale.
Il caso Dreyfus divise l'opinione pubblica francese: da un lato, intellettuali come Emile Zola lottarono per la giustizia e la scarcerazione di Dreyfus, sostenendo i valori laici e democratici; dall'altro, molti temevano che mettere in discussione il prestigio dell'esercito avrebbe compromesso la stabilità della Francia post-sconfitta.
Eduard Bernstein criticò Marx sostenendo che la realtà sociale era più complessa di quanto descritto nei suoi schemi scientifici. Propose di abbandonare l'idea di una meta ultima del socialismo, puntando invece su riforme parziali e concrete per migliorare le condizioni di vita, in contrasto con l'approccio deterministico del marxismo.