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Concetti Chiave

  • Mussolini approva nel 1923 una nuova legge elettorale che garantisce un premio di maggioranza alla lista vincente, consolidando il dominio fascista.
  • Le elezioni del 6 aprile 1924 si svolgono in un clima di violenza, portando le "liste nazionali" fasciste a ottenere il 65% dei voti e il 70% dei seggi.
  • Giacomo Matteotti denuncia le irregolarità elettorali in un discorso alla Camera e, dieci giorni dopo, viene rapito e ucciso da fascisti.
  • L'omicidio di Matteotti provoca una crisi per il PNF, con le opposizioni che si ritirano in segno di protesta nella "secessione dell'Aventino".
  • Mussolini si assume la responsabilità politica e morale dell'accaduto, dichiarando la fine dello Stato liberale e la necessità di completare la rivoluzione fascista.

Mussolini e la nuova legge elettorale

Tra il 1922 e il 1924 Mussolini, forte dei risultati positivi in ambito economico e politico, vuole trovare il modo per imporre definitivamente il dominio del suo partito. L'obiettivo è raggiunto con l'approvazione nel luglio del 1923 di una nuova legge elettorale sostenuta anche dai cosiddetti "deputati fiancheggiatori" ( che sono in grandissima parte liberali e popolari di destra). La legge prevede che la lista che raccoglie la maggioranza relativa ottenga i 2/3 dei deputati alla Camera, l'unico sbarramento da superare per assicurarsi questo premio di maggioranza è che la lista che vince le elezioni abbia presso almeno il 25% dei voti.

Quali furono le elezioni del 1924 e il trionfo fascista?

Le elezioni con la nuova legge si celebra il 6 aprile del 1924, in un clima di totale violenza che intimidisce gli elettori e in pratica li orienta verso le cosiddette "Liste nazionali", raggruppamenti di coalizione dominati dai fascisti, ma con un buon numero di liberali di destra e con alcuni esponenti cattolici di destra. I gruppi di opposizione fanno la scelta elettoralmente suicida di presentarsi divisi. Il risultato è un trionfo per le "liste nazionali" fasciste che prendono il 65% dei voti e il 70% dei seggi.

Il discorso di Matteotti e la sua tragica fine

I giochi sembrano fatti ma accadde qualcosa di eclatante ovvero il 30 maggio del 1924 il segretario del Psu, Giacomo Matteotti pronuncia alla Camera un duro è chiaro discorso nel quale evidenzia e denuncia le violenze e le intimidazioni che hanno caratterizzato le elezioni e per questo ne chiede l'annullamento. Dopo dieci giorni, il 10 giugno 1924, Matteotti fu rapito da gruppi di fascisti e ucciso e il corpo viene nascosto nella campagna romana, dove verrà ritrovato due mesi dopo.

La crisi del Pnf e la secessione dell'Aventino

Sebbene sembri che l'ordine di rapire e uccidere Matteotti non sia direttamente da Mussolini, è chiaro che la responsabilità politica e morale di quell'omicidio ricade sul capo del Pnf e sul suo movimento. Per il Pnf e per lo stesso Mussolini è un movimento di grave crisi. Le opposizioni decidono di ritirarsi dal parlamento e di riunirsi separatamente, è la cosiddetta "secessione dell'Aventino". Gli oppositori sperano in un intervento del re, che ristabilisca la legalità ma il re decide di non fare niente.

Mussolini e la fine dello Stato liberale

La situazione viene sbloccata con grande determinazione dallo stesso Mussolini che il 3 gennaio 1925 tiene un discorso alla Camera nel corso del quale si assume provocatoriamente tutte le responsabilità di quanto accaduto. Il senso del discorso di Mussolini era chiarissimo nel senso che la fase di convivenza del fascismo con le norme e le tradizioni dello Stato liberale è finita. Lo Stato liberale steso è finito ed era arrivato il momento di portare a compimento la rivoluzione fascista iniziata ormai con la marcia su Roma.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la strategia di Mussolini per consolidare il potere del suo partito?
  2. Mussolini ha approvato una nuova legge elettorale nel luglio del 1923, che garantiva un premio di maggioranza alla lista con la maggioranza relativa, facilitando così il dominio del suo partito, il PNF.

  3. Qual è stato l'esito delle elezioni del 1924?
  4. Le elezioni del 6 aprile 1924 hanno visto un trionfo delle "liste nazionali" fasciste, che hanno ottenuto il 65% dei voti e il 70% dei seggi, grazie anche a un clima di violenza che ha intimidito gli elettori.

  5. Cosa ha denunciato Giacomo Matteotti nel suo discorso alla Camera?
  6. Matteotti ha denunciato le violenze e le intimidazioni che hanno caratterizzato le elezioni del 1924, chiedendo l'annullamento del voto, ma è stato rapito e ucciso dieci giorni dopo.

  7. Qual è stata la reazione delle opposizioni dopo l'omicidio di Matteotti?
  8. Le opposizioni hanno deciso di ritirarsi dal parlamento e di unirsi in una "secessione dell'Aventino", sperando in un intervento del re per ristabilire la legalità, ma il re ha scelto di non intervenire.

  9. Come ha risposto Mussolini alla crisi politica dopo l'omicidio di Matteotti?
  10. Mussolini ha tenuto un discorso alla Camera il 3 gennaio 1925, assumendosi la responsabilità degli eventi e dichiarando la fine della convivenza tra fascismo e Stato liberale, segnando così la fine di quest'ultimo.

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