Concetti Chiave
- Alla fine del II secolo a.C., Roma si confrontò con la crisi di Giugurta, innescata dalla lotta per il potere tra i figli di Micipsa e il nipote Giugurta.
- Mario, eletto console, sconfisse Giugurta in due anni e implementò una riforma militare che rese il servizio volontario, aprendo l'esercito a tutti i cittadini.
- Druso, tribuno della plebe, propose una legge per estendere la cittadinanza agli italici, ma la sua riforma fu annullata dal senato, scatenando la Guerra sociale.
- La guerra civile tra Silla e Mario si intensificò quando Silla marciò su Roma, esiliando Mario e perseguitando i suoi sostenitori, portando a scontri violenti.
- Dopo la vittoria nella guerra civile, Silla fu nominato dittatore a tempo indeterminato e si ritirò a vita privata dopo aver emanato importanti leggi e regolamenti.
Qual è la crisi di Giugurta?
Archiviata la crisi dei gracchi, alla fine del II secolo a.C., Roma dovette affrontare due spinose questioni di politica estera : l'aggressività del re di Numidia, Micipsa, e l' espansione dei Cimbri e dei Teutoni. Alla morte del re di Numidia, il suo regno venne diviso tra i suoi figli, Iempsale e Aderbale e il nipote Giugurta. Giugurta è un figlio illegittimo del re. Egli fece assassinare Iempsale e pose sotto assedio la città di Cirta, dove si era rifugiato Aderbale. Aderbale chiese aiuto a Roma, ma il senato romani non intervenne, lasciando mano libera a Giugurta che conquistò la città e ordinò il massacro della popolazione. Il fatto suscitò la dura reazione dei cavalieri che accusarono il senato di non passare all' azione perché molti dei suoi membri erano corrotti da Giugurta. Sotto pressione dei cavalieri, il senato sec e di dichiarare guerra a Giugurta.
Mario e la riforma militare
I populares approfittarono dello stallo in cui versava il conflitto per portate a termine un colpo di mano, forzando la volontà del senato per eleggere console Mario, un militare di origine italica che apparteneva a una famiglia di rango equestre. Una volta ottenuto il comando, Mario impresse una decisa svolta alla guerra sconfiggendo in appena due anni Giugurta che fu fatto prigioniero e giustiziato. Mario era un homo novus, cioè prima di lui nella sua famiglia nessuno aveva intrapreso la carriera politica. Pur non percorrendo il cursus honorum (era un corso di incarichi politici che un romano doveva fare per arrivare al massimo incarico ovvero il consolato, che durava al massimo un anno) aveva raggiunto una delle più alte magistrature, infrangendo il diritto esclusivo degli aristocratici. Oltre la sua vittoria contro Giugurta, Mario si rese protagonista di un importante riforma dell'esercito : egli rese il servizio militare volontario e aperto anche ai nullatenenti. Cosi i piccoli proprietari terrieri si arruolarono sia per amor di patria sia per ottenere un salario. Roma diede per la prima volta nella storia il consolato per cinque anni consecutivi a Mario con il compito di arrestare l'avanzata dei Cimbri e dei Teutoni. Grazie alle sue abilità, Mario riuscì a scacciare i Teutoni ad Aquea Sextiae e i Cimbri i Campi Raudii. Negli anni del consolato di Mario, il capo politico dei popolari era Saturnino che fu eletto tribuno della plebe. Egli propose una legge che assegnava ampie terre della provincia ai veterani ( i militari con molti anni di servizio). Il senato si oppose alla legge si Saturnino a tal punto che scelse per la seconda volta di ricorrere al senatum consultum ultimum, che ordinava ai consoli di difendere lo stato. Mario allora fu costretto ad andare contro i suoi stessi soldati, i populares, che lo avevano sempre sostenuto e appoggiato. Dopo aver ripreso la rivolta, Mario decise di ritirarsi dalla vota politica.
La guerra sociale e Druso
Intanto a Roma restava ancora irrisolta il problema dell' estensione della cittadinanza agli italici e a proporre nuovente la questione all'attenzione della società romana fu in tribuno della plebe Druso. Egli propose come i Gracchi una legge agraaria, e ampliò il senato, portando i suoi membri a 600. Questa sua riforma non venne appoggiata dal senato che cancellò la sua legislazione e lo fece uccidere. Questa fu la scintilla che provocò la cosiddetta Guerra sociale ( da socii - alleati). Il conflitto durò dal 91 all'88 a.C. , e dopo ciò gli italici conseguirono il loro scopo, poiché il senato concesse la cittadinanza a tutti gli italici a sud del Po'.
Silla e la guerra civile
Negli anni della guerra sociale, Roma dovette far fronte anche all'espansione di Mitridate (antico nemico di Roma), re del Ponto, che so mise a capo di una rivolta antiromana nei territori della Grecia e dell' Asia minore. Nel 88 a.C. il senato decide di dichiarare guerra a Mitridate, affidando il comando a Lucio Cornelio Silla, esponente di un importante famiglia aristocratica,che si era già distinto durante la guerra sociale. L' aristocrazia fece pressione sul senato affinché revocasse il comando per affidarlo nuovamente a Mario. Venuto a conoscenza della situazione, non parti per l' Oriente, e marciò su Roma. Entrato in città costrinse Mario alla fusa in Africa e diede avvio alla persecuzione dei suoi sostenitori. Silla partí per l' oriente 4 anni dopo e dopo una lunga campagna militare contro Mitridate ne uscì vittorioso. Intanto a Roma i populares avevano riconquistato il potere ed eletto nuovamente console Mario, che però morì subito dopo la sua elezione, lasciando senza una guida i populares. Con l'avvicinarsi del ritorno di Silla, in città lo scontro tra due fazioni opposte si fece sempre più aspro fino a sfociare nella guerra civile (guerra tra stessi cittadini romani), quando Silla sbarcò a Brindisi. Dopo aver siglato un accordo con due giovani generali, Pompeo e Crasso, Silla riuscì a sconfiggere i populares e i loro alleati nella battaglia di Porta Collina, presso Roma nel 82 a.C. e dopo ciò Silla entrò in città trionfante. Il senato lo nominò dittatore a tempo indeterminato, una carica mai riscontrata fino a questo momento nel corso della storia. Dopo aver emanato numerose leggi e regolamenti, rinunciò alla dittatura avita per ritirarsi a vita privata nella sua villa di Cuma, in Campania, dove morì l'anno successivo.
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause principali della crisi di Giugurta?
- Come Mario ha rivoluzionato l'esercito romano?
- Quale fu il ruolo di Druso nella questione della cittadinanza italica?
- Quali furono le conseguenze della guerra sociale per gli italici?
- Come si sviluppò la guerra civile tra Silla e i populares?
La crisi di Giugurta fu causata dall'aggressività del re di Numidia, Giugurta, che assassinò il suo rivale Iempsale e assediò Cirta, portando il senato romano a dichiarare guerra solo dopo pressioni interne.
Mario ha introdotto una riforma militare che rese il servizio volontario e accessibile anche ai nullatenenti, permettendo così a molti piccoli proprietari terrieri di arruolarsi per motivi patriottici e per ottenere un salario.
Druso, come tribuno della plebe, propose una legge per estendere la cittadinanza agli italici e ampliare il senato, ma la sua legislazione fu annullata e lui stesso ucciso, scatenando la Guerra sociale.
La Guerra sociale, che durò dal 91 all'88 a.C., portò alla concessione della cittadinanza a tutti gli italici a sud del Po', risolvendo così una questione irrisolta da tempo.
La guerra civile scoppiò quando Silla, dopo aver marciato su Roma e costretto Mario all'esilio, sconfisse i populares nella battaglia di Porta Collina nel 82 a.C., diventando dittatore a tempo indeterminato.