Concetti Chiave
- Roma si trovava a sud in contatto con popolazioni italiche come i Lucani e i Bruzi, e città della Magna Grecia lungo le coste.
- Taranto, preoccupata dall'espansione romana, chiese aiuto a Pirro, re dell'Epiro, per contrastare i Romani.
- Pirro sbarcò in Italia con un esercito ben equipaggiato, ottenendo vittorie significative a Eraclea e Ascoli, ma con gravi perdite.
- Nonostante le vittorie iniziali, Pirro non riuscì a negoziare la pace con Roma e fallì nella sua impresa in Sicilia.
- La sconfitta decisiva a Malevento nel 275 a.C. portò Pirro a ritornare in patria e segnò l'espansione romana in tutta l'Italia meridionale.
Confini e alleanze di Roma
Roma confinava ora a sud con altre popolazioni italiche, i Lucani e i Bruzi sulle montagne dell’Appennino, e con le città della Magna Grecia, distribuite lungo le coste.
L'invito di Taranto a Pirro
Alcune di queste città si rivolsero a Roma per essere difese dai Lucani; ciò preoccupò Taranto, una fiorente colonia greca, che si rivolse per aiuto contro l’espansione romana a Pirro, re dell’Epiro, presso la Macedonia.
Costruì era valente condottiero che sperava di emulare le gesta di Alessandro Magno, unendo sotto il suo scettro le città greche d’Italia. Per far questo occorreva liberare la Sicilia dai Cartaginesi, che vi avevano fondato le loro colonie, e l’Italia Meridionale dalla minaccia romana.
Le vittorie di Pirro
L’invito di Taranto offrì a Pirro l’occasione per iniziare l’impresa; egli sbarcò in Italia con un esercito ben equipaggiato e con elefanti, che i Romani non avevano mai visto. Questi grandi animali contribuirono a far riportare a Pirro due successive vittorie, ad Eraclea (280 a. C.) e ad Ascoli d’Apulia (279 a. C.). Queste vittorie rimasero famose perché furono pagate a caro prezzo.
Si dice che Pirro, vedendo il numero dei caduti esclamasse “ancora una di queste vittorie e tornerò solo in Epiro!”. Ancor oggi si dice “una vittoria di Pirro” per indicare una vittoria effimera, che costa più di quanto vale.
La sconfitta finale di Pirro
Pirro iniziò trattative di pace con Roma e si recò in Sicilia per liberare le città greche dal dominio di Cartagine, che frattanto aveva stretto un patto di alleanza con Roma. Ma i Romani respinsero le sue proposte di pace e neppure l’impresa di Sicilia ebbe successo.
Tornato dalla Sicilia Pirro affrontò di nuovo a Malevento i Romani (275 a. C.). questa volta però i suoi elefanti non bastarono a dargli la vittoria: i tenaci Romani avevano preparato frecce incendiarie che, scagliate contro i pachidermi, lì spaventarono e lì misero in fuga. La vittoria romana fu decisiva: Malevento da allora fu chiamata Benevento.
Pirro tornò in patria, Taranto e le città sue alleate dovettero chiedere la pece; dall’Arno allo stretto di Messina l’Italia era ormai romana.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali popolazioni con cui Roma condivideva i confini a sud?
- Qual è il significato della frase "una vittoria di Pirro"?
- Quali furono le conseguenze della sconfitta finale di Pirro?
Roma confinava a sud con i Lucani e i Bruzi, oltre che con le città della Magna Grecia lungo le coste, come indicato nel testo.
La frase si riferisce a una vittoria che comporta perdite tali da superare i benefici ottenuti, come evidenziato dall'esclamazione di Pirro dopo le sue vittorie, che lo portò a concludere che una simile vittoria avrebbe potuto costargli tutto.
Dopo la sconfitta a Malevento nel 275 a.C., Pirro tornò in patria e le città alleate, come Taranto, furono costrette a chiedere la pace, segnando la definitiva espansione romana in Italia, come riportato nel testo.