Concetti Chiave

  • Marco Livio Druso propose nel 91 a.C. di concedere la cittadinanza a tutti gli abitanti della penisola romana, ma fu assassinato, portando alla ribellione degli alleati italici.
  • La Guerra sociale scoppiò nel 91 a.C. e vide gli italici unirsi in uno Stato federale, con Corfino come capitale, per combattere contro Roma.
  • Silla emerse come leader militare durante la guerra contro Mitridate VI, sconfiggendo i rivoltosi e ristabilendo l'autorità romana nell'88 a.C.
  • Silla, nominato dittatore nel 82 a.C., implementò riforme che aumentarono il potere dell'aristocrazia e limitarono l'influenza dei tribuni della plebe.
  • La morte di Silla avvenne nel 79 a.C., segnando la fine di un periodo di riforme e conflitti politici in Roma.

Indice

  1. La ribellione degli alleati italici
  2. La guerra sociale e Mitridate
  3. La guerra civile tra Mario e Silla
  4. Le riforme di Silla
  5. La morte di Silla

La ribellione degli alleati italici

91 a.C.: fu eletto tribuno Marco Livio Druso, che propose di dichiarare cittadini tutti coloro che abitavano nella penisola romana; per ottenere il maggior consenso possibile prese alcuni provvedimenti a vantaggio dei ceti meno abbienti e propose di ammettere i cavalieri in Senato, ma ciò nonostante Druso finì per essere assassinato. Nello stesso anno gli alleati italici decisero di ribellarsi al dominio di Roma e scoppiò la Guerra sociale; gli italici tra cui si distinguevano i Marsi e i Sanniti si unirono in uno Stato federale che aveva la sua capitale a Corfino.

La guerra sociale e Mitridate

88 a.C.: la guerra fu vinta dai Romani, specialmente grazie alle abilità militari di Silla. Nel frattempo il Senato si vedette costretto a cedere gradualmente la cittadinanza non solo ai socii italiani, ma anche a coloro che durante la guerra sociale non si erano ribellati a Roma.

Mitridate VI aveva dato inizio ad una rivolta nei territori conquistati dai Romani in Grecia e in Asia Minore.

89 a.C.: il Senato dichiara guerra a Mitridate, soprannominato “principe veleno”

La guerra civile tra Mario e Silla

88 a.C.: Mitridate compì un massacro dei cittadini romani che abitavano nella sua regione, inizia il conflitto. Le legioni partono guidate da Silla, ma i ceti popolari fecero pressione affinché le truppe fossero comandate da Mario, il che diede luogo ad una vera e proprio guerra civile: Silla rifiutò di obbedire all’ordine e marciò con l’esercito da Brindisi verso Roma dove sconfisse Mario e lo costrinse alla fuga.

87 a.C.: Silla parte per l’Oriente, dove sconfisse Mitridate e ristabilì la supremazia di Roma.

85 a.C.: il re del Ponto viene definitivamente distrutto.

83 a.C.: Silla sbarca a Brindisi e stringe alleanza con i due giovani comandanti Marco Licinio Crasso e Gneo Pompeo. Crasso era un uomo ricchissimo a cui dobbiamo l’invenzione delle vigilie; Pompeo, invece, era un uomo di origini nobili.

82 a.C.: i popolari e il loro alleati furono massacrati nella battaglia di Porta collina, alle porte di Roma.

Le riforme di Silla

82 a.C.: Silla si fa nominare dittatore, con l’incarico di scrivere nuove leggi e ricostruire l'ordine dello Stato, e parte con la creazione delle liste di proscrizione, ovvero elenchi di persone che erano considerate nemiche della repubblica e che potevano essere uccisi da chiunque volesse farlo. Queste proscrizioni rafforzarono il potere della classe aristocratica.

Per quanto riguarda le riforme, i senatori passarono dall’essere 300 a 600; riorganizzò il cursus honorum (per diventare questori bisogna essere stati prima pretori e questori, nessuno può diventare questore prima dei trent’anni, pretore prima dei 39 e console prima dei 42), e lo fa perché non voleva avere tra i piedi gente giovane brava quanto lui. Consoli e pretori durante il loro anno di carica dovevano rimanere a in città, e solo al termine del loro mandato potevano essere mandati a governare le province: ciò serviva e dividere il potere politico da quello militare, la cui unione poteva causare nuove guerre civili. I magistrati non potevano ricoprire la stessa carica se prima non erano passato 10 anni. Una lex de tribunicia protestae, stabilì che i tribuni della plebe dovessero sottoporre al parere preventivo e vincolante del Senato le proposte che volevano presentare ai concili; una lex de comitiis centuriatis tentò di ridare forza a questi comizi in cui gli aristocratici detenevano la maggioranza. Silla vietò anche ai comandanti militari di ritorno dalla guerra, di oltrepassare il pomerio (linea di confine) armati. Fu riformato anche il sistema di giustizia criminale, furno istituiti 6 tribunali particolari per ciascun crimine specifico: concussione, tradimento, omicidio, falso, peculato e banda armata.

La morte di Silla

Silla muore nel 79 a.C. di morte naturale.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le cause principali della ribellione degli alleati italici nel 91 a.C.?
  2. La ribellione degli alleati italici fu innescata dalla proposta di Marco Livio Druso di concedere la cittadinanza a tutti gli abitanti della penisola romana, che, nonostante i suoi tentativi di ottenere consenso, culminò nel suo assassinio e nella successiva Guerra sociale.

  3. Come si sviluppò la Guerra sociale e quale fu il suo esito?
  4. La Guerra sociale, scoppiata nel 91 a.C., vide gli italici unirsi in uno Stato federale contro Roma. Nonostante la resistenza, i Romani, guidati da Silla, vinsero la guerra nel 88 a.C., costringendo il Senato a concedere gradualmente la cittadinanza ai socii italiani.

  5. Quale ruolo ebbe Mitridate VI nella storia romana durante il periodo della Guerra sociale?
  6. Mitridate VI avviò una rivolta contro Roma nei territori conquistati in Grecia e Asia Minore, portando il Senato a dichiarargli guerra nel 89 a.C., mentre la Guerra sociale era ancora in corso.

  7. Quali furono le principali riforme attuate da Silla durante il suo governo?
  8. Silla, nominato dittatore nel 82 a.C., implementò riforme significative, tra cui l'aumento del numero di senatori, la riorganizzazione del cursus honorum e l'istituzione di liste di proscrizione, per rafforzare il potere aristocratico e prevenire future guerre civili.

  9. Qual è stata l'eredità di Silla dopo la sua morte nel 79 a.C.?
  10. Dopo la morte di Silla, la sua eredità si manifestò nelle riforme politiche e giuridiche che avevano cambiato la struttura del potere a Roma, stabilendo un modello di governo che avrebbe influenzato la Repubblica romana negli anni a venire.

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