Concetti Chiave
- Nella cultura ateniese, diverse voci critiche mettevano in discussione la visione dominante che relegava schiavi e barbari a non esseri umani, evidenziando la loro umanità e civiltà.
- Erodoto, pur sostenendo i valori democratici, riconosceva la molteplicità delle consuetudini e la dignità di ogni popolo, inclusi schiavi e barbari.
- La sofistica ha spinto il relativismo culturale, negando la superiorità greca e affermando l'uguaglianza naturale tra greci e barbari.
- Antifonte, esponente della sofistica, criticava le convenzioni della polis che separavano cittadini e non cittadini, sostenendo che tale divisione fosse artificiale.
- Le voci dissonanti nella cultura ateniese sfidavano le esclusioni del regime democratico, promuovendo una visione più inclusiva della dignità umana.
Voci dissonanti nella cultura ateniese
Nella cultura ateniese, tuttavia, non erano mancate voci dissonanti per quanto riguarda la teoria comune di reputare barbari e schiavi solo come oggetti animati e dunque di privarli della loro virtù di umani. In polemica contro le esclusioni su cui si reggeva il regime "democratico", esse richiamavano l'attenzione sull'umanità degli schiavi e sui valori di civiltà dei popoli cosiddetti barbari.
Erodoto e il relativismo culturale?
Già Erodoto (484-425 a.C.), peraltro vicino a Pericle e convinto assertore dei valori tradizionali della città democratica, era stato portato dall'approfondita conoscenza dei costumi altrui a constatare la molteplicità e la relatività dei nomos, e dunque indotto a riconoscere la dignità e il valore che aveva il sistema vigente di consuetudini, leggi, credenze di ciascun popolo, dunque con ciò per ogni popolo barbaro o reso schiavo veniva riconosciuto che vi era una certa umanità in loro.
La sofistica e l'uguaglianza naturale
La sofistica aveva portato alle estreme conseguenze il relativismo erodoteo, giungendo a negare la superiorità dei greci sui barbari: «Per natura tutti, in tutto e per tutto, siamo stati fatti uguali, e barbari e greci», aveva per esempio detto Antifonte nello scritto sulla verità, criticando, in nome del diritto naturale, il nomos della polis democratica, che istituiva per convenzione una cesura netta, in natura prettamente inesistente, tra cittadini (greci maschi liberi) e non cittadini (schiavi, barbari, donne ecc.).
Domande da interrogazione
- Quali erano le voci dissonanti nella cultura ateniese riguardo alla percezione di barbari e schiavi?
- Come Erodoto ha contribuito al concetto di relativismo culturale?
- Qual è la posizione della sofistica riguardo all'uguaglianza naturale tra greci e barbari?
Nella cultura ateniese, alcune voci critiche mettevano in discussione la visione comune che considerava barbari e schiavi come privi di umanità, sottolineando invece la loro dignità e i valori di civiltà, in opposizione al regime democratico che li escludeva (testo).
Erodoto, attraverso la sua conoscenza dei costumi altrui, ha evidenziato la molteplicità e la relatività delle consuetudini, riconoscendo la dignità e il valore di ogni popolo, inclusi quelli considerati barbari o schiavi, affermando così la loro umanità (testo).
La sofistica, seguendo il pensiero di Erodoto, ha negato la superiorità dei greci sui barbari, sostenendo che tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla loro origine, sono stati creati uguali, criticando le convenzioni della polis democratica che creavano distinzioni artificiali (testo).