Concetti Chiave
- Tiberio, primo successore di Augusto, adottò un comportamento prudente ma mantenne rapporti tesi con il senato, rifiutando titoli imperiali.
- Per risanare le finanze pubbliche, Tiberio ridusse le spese per spettacoli e distribuzioni di grano, ma offrì prestiti senza interesse ai piccoli proprietari terrieri.
- Dopo il ritiro a Capri, Tiberio lasciò il potere a Seiano, ricorrendo a condanne e confische, fino a decidere di eliminarlo nel 31 d.C.
- Caligola, acclamato imperatore dopo Tiberio, cercò di instaurare una monarchia assoluta, mostrando comportamenti dispotici e stravaganti.
- Claudio, successore di Caligola, si distinse per competenza amministrativa e promosse liberti e cavalieri, suscitando malcontento tra il ceto senatoriale.
Indice
L'ascesa di Tiberio
Il primo successore di Augusto fu Tiberio Claudio Nerone e dato che questi era un aristocratico della gens Claudia, mentre Ottaviano Augusto discendeva dalla gens lulia la nuova dinastia fu detta giulio-claudia. Net primi anni, Tiberio si dimostrò disponibile a seguire le orme dal suo predecessore, adottando un comportamento prudente e rispettoso delle istituzioni. Ciò nonostante, I suoi rapporti con il senato furono, sin dall'inizio, contrassegnati da una profonda diffidenza reciproca. Quando Tiberto non volle fregiarsi dei titoli di imperatore di "padre della patria", i senatori lo accusarono per esempio di falsa modesta e di ambiguità. Ancor più gli si dimostrarono ostili quando egli nominò prefetto del pretorio Lucio Elio Seiano, uomo spregiudicato e assai ambizioso, appartenente al ceto dei cavalieri.
Politica interna di Tiberio
Alcuni provvedimenti, in particolare, resero Tiberio molto Impopolare. Per rimettere in sesto le finanze pubbliche, egli fu costretto, Infatti, a ridurre le spese per l'organizzazione degli spettacoli pubblici e per le distribuzioni gratuite di grano ai poveri, facendo, in tal modo, il favore della plebe. Egli provvide, tuttavia, a migliorare le condizioni di vita dei piccoli proprietari terrieri che si erano indebitati, concedendo loro dei prestiti triennali senza interesse: si trattò di una misura originale, che vedeva per la prima volta lo Stato in funzione di Istituto di credito, in concorrenza con l'attività privata del prestito a usura. In politica estera, Tiberio mirò a rafforzare i confini dell'impero, avvalendosi della collaborazione di Germanico, suo nipote e figlio adottivo, che fu Inviato prima In Europa settentrionale, dove sconfisse più volte 1 Germani, e poi in Oriente; ma quando, nel 19 d.C., l generale mori avvelenato, si sparse la voce che il mandante dell'assassinio fosse il principe, geloso dei suoi successi militari.
Ritiro e declino di Tiberio
Nel 27 d.C. Tiberio, molto amareggiato, si ritirò a vivere in solitudine a Capri, lasciando a Seiano la gestione effettiva del potere. Sotto il suo influsso, Tiberio ricorse spesso ai tribunali, alle confische e alle condanne a morte per lesa maestà. Solo dopo la morte del suo unico figlio Druso e il sospetto che a provocarla fosse stato proprio Seiano, Tiberio maturò l'idea di sbarazzarsi di lui. Nel 31, indirizzò ai senatori una lettera accusatoria e a farla giungere in senato fu, inconsapevolmente, lo stesso Seiano, che fu subito arrestato e giustiziato. Sei anni più tardi, a 79 anni, morì anche Tiberio, senza aver designato il proprio successore.
L'ascesa di Caligola
Alla morte di Tiberio, il senato, su pressione dei pretoriani e dell'esercito, acclamò imperatore il nipote Gaio Giulio, figlio di Germanico, soprannominato Caligola. Appena venticinquenne, avido di potere ma totalmente inesperto di politica, Caligola si impose come un despota assoluto, cercando di trasformare il principato in una monarchia assoluta e offrendo esempi di follia e malvagità. Molte furono le sue stravaganze: pretese di essere adorato come un dio, alla maniera dei sovrani orientali, e fece trasportare a Roma, con grande dispendio di risorse finanziarie, uno dei più grandi obelischi egizi, solo per sentirsi simile a un faraone oltre ad erigere, nella sola Roma, più di cento statue che lo raffiguravano.
Il regno di terrore di Caligola
Caligola umiliò in tutti i modi la classe senatoria, arrivando persino, secondo la tradizione, a nominare senatore il proprio cavallo. Sperperò in lusso e costosi spettacoli circensi l'enorme patrimonio accumulato da Tiberio, Intensificò le condanne per il reato di lesa maestà, fece giustiziare molti suoi oppositori politici. Esasperato dati suoi eccessi e dal clima di terrore da lui stesso instaurato, nel 41 d.C., alcuni esponenti della classe senatoria e della guardia del pretorio ordirono una congiura che gli si rivelò fatale. Dopo il suo assassinio, il senato votò contro di lui la damnatio memoria tutti i suoi atti furono dichiarati nulli e il suo nome fu cancellato da tutte le iscrizioni, perché di lui e del suo pessimo ancorché breve governo non rimanesse traccia alcuna nella storta di Roma.
L'ascesa di Claudio
In quel clima di confusione succeduto all'assassinio di Caligola, mentre il senato pensava ingenuamente di restaurare la repubblica, furono ancora i pretoriani a imporre come suo successore uno zio di Caligola, Claudio, uomo riservato e dedito agli studi storici. Nell'attività di governo, egli rivelò tuttavia competenza e moderazione, migliorando la gestione amministrativa ed economica dello Stato. Per far ciò, Claudio si avvalse di funzionari di sua nomina, scegliendoli per lo più fra i liberti (ex schiavi da lui stesso liberati), per creare un'efficiente e fidata burocrazia di corte. L'ascesa sociale dei liberti, tuttavia, suscitò il malcontento del ceto senatoriale. Avvantaggiati sul piano economico e sociale furono anche i cavalieri: Claudio, infatti, promosse lo sviluppo del commercio e delle attività imprenditoriali praticate dal ceto equestre, estendendo al contempo il loro accesso, al fianco dei liberti, nell'amministrazione dello Stato.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la reazione del senato nei confronti di Tiberio?
- Quali misure adottò Tiberio per migliorare le finanze pubbliche?
- Come si manifestò il declino di Tiberio?
- Quali furono le caratteristiche del regno di Caligola?
- In che modo Claudio si distinse come imperatore?
Il senato mostrò sin dall'inizio una profonda diffidenza nei confronti di Tiberio, accusandolo di falsa modestia quando rifiutò il titolo di "padre della patria" e opponendosi alla nomina di Lucio Elio Seiano come prefetto del pretorio.
Tiberio ridusse le spese per gli spettacoli pubblici e le distribuzioni gratuite di grano, ma migliorò le condizioni dei piccoli proprietari terrieri concedendo prestiti triennali senza interesse, un'innovazione per lo Stato.
Tiberio si ritirò a Capri nel 27 d.C., lasciando il potere a Seiano, e ricorse a misure repressive come condanne a morte per lesa maestà, culminando nella giustizia di Seiano e nella sua morte nel 37 d.C. senza un successore designato.
Caligola si impose come un despota assoluto, cercando di trasformare il principato in una monarchia, mostrando follia e malvagità, e umiliando la classe senatoria, fino a essere assassinato nel 41 d.C. da una congiura.
Claudio, successore di Caligola, si dimostrò competente e moderato, migliorando l'amministrazione e l'economia dello Stato, avvalendosi di liberti e cavalieri, ma suscitando malcontento tra il ceto senatoriale per la loro ascesa sociale.