Concetti Chiave
- Tiberio, secondo imperatore romano, fu adottato da Augusto e assunse il titolo di "Augusto" alla sua morte, mirò a rafforzare i confini e a contenere la spesa pubblica.
- Nerone, inizialmente sostenuto da consiglieri, passò a una gestione autoritaria, eliminando oppositori e rispondendo a crisi come l'incendio di Roma del 64 d.C. con la costruzione della Domus Aurea.
- Vespasiano, fondatore dell'età Flavia, stabilì le prerogative del principe con la Lex de impero Vespasiani e avviò opere pubbliche significative come il Colosseo, riducendo le spese rispetto all'era di Nerone.
- Tito, successore di Vespasiano, è noto per la sua partecipazione alla distruzione del tempio di Gerusalemme nel 70 d.C., un evento commemorato nell'arco di Tito vicino al Colosseo.
- Domiziano, fratello di Tito, adottò un regime autocratico, reprimendo dissensi e persecuzioni, e fu assassinato nel 96 d.C. a causa del suo governo assolutistico non gradito al Senato.
Indice
Tiberio e la dinastia giulio-claudia
Tiberio è stato il secondo imperatore, dopo Augusto, appartenente alla dinastia giulio-claudia. Alla nascita ebbe il nome di Tiberio Claudio Nerone. Fu adottato da Augusto e il suo nome di Tiberio Giulio Cesare, ottenendo poi , alla morte del padre, il titolo di "Augusto", succedendogli ufficialmente nel ruolo di princeps.
In gioventù, Tiberio, si distinse per il suo talento militare e, una volta salito al trono, fu un buon amministratore, che mirò a contenere la spesa pubblica, e portò avanti pericolose campagne di espansione, puntando a stabilizzare i confini. Quando Tiberio, per ragioni militari, si ritirò a Capri, lasciò la capitale al suo prefetto del pretorio, Elio Seiano. Quest'ultimo ne approfittò per salire sul trono imperiale, venendo però scoperto e condannato. La sua vita si concluse in isolamento a Capri nel 37 d.C.
Nerone e il quinquennio felice
Salito al potere appena diciassettenne, Nerone fu guidato dai due consiglieri, il prefetto del pretorio Afranio Burro e il Filosofo Seneca, e dalla madre Agrippina. Gli anni dal 54 e 59 a.C. sono chiamati "quinquennio felice", perché, grazie a Seneca, che era senatore, l'imperatore coinvolse il senato nella gestione dello stato.
La gestione autoritaria di Nerone
Nerone passò a una gestione autoritaria e assoluta: si liberò della madre e di Seneca, costretto a lasciare la vita pubblica e a uccidersi con l'accusa di aver aderito alla congiura dei Pisoni contro l'imperatore. L'immagine del principe era molto popolare presso la plebe, soprattutto grazie a spettacoli e giochi pubblici, malvisti dal senato. Nel 64 a.C., un incendio distrusse gran parte del centro romano. Si sospettava che fosse stato ordinato da Nerone, il quale incolpò una piccola comunità cristiana. Egli sfruttò gli enormi spazi lasciati dall'incendio per realizzare la residenza monumentale della casa d'oro, Ovvero la Domus aurea, il suo nuovo palazzo. Nerone represse una vasta Insurrezione in Giudea, inviando il generale Flavio Vespasiano. L'inasprimento della repressione determinò una serie di rivolte. Le truppe spagnole, guidate dal vecchio senatore Galba, proclamarono l'imperatore il loro comandante in Nerone fu dichiarato Nemico pubblico, togliendosi la vita nel 68 d.C.
Vespasiano e l'età Flavia
Il potere di Vespasiano creò, lasciato in eredità ai suoi due figli, definì l'età Flavia. Tito Flavio Vespasiano non aveva legami di parentela con il fondatore del principato e non apparteneva all'aristocrazia romana, provenendo da una famiglia del ceto equestre. A Vespasiano si deve la Lex de impero Vespasiani, che precisava per la prima volta quali erano le prerogative del principe e stabiliva che questo non era vincolato al rispetto della legge.
Avviò una politica di rigoroso contenimento delle spese, rimediando allo spettro di denaro pubblico dell'età neroniana. Egli prese Infatti le distanze da Nerone: demoni parte della Casa d'oro, restituendo alla città Le superfici utilizzate, e nell'area destinata alla realizzazione di un laghetto, avviò La costruzione di un monumentale anfiteatro, il Colosseo. Il principe fece costruire il Limes, una linea fortificata che mirava a difendere i confini dell'impero.
Tito e la distruzione del tempio
Alla morte di Vespasiano, il trono passò al suo figlio maggiore, Tito, che, nel 70 d.C., partecipò alla distruzione del tempio di Gerusalemme durante la repressione in Giudea . L'evento fu celebrato nell'arco di Tito, non lontano dal Colosseo.
Domiziano e la svolta autocratica
Domiziano, fratello minore di Tito, diede al suo regno una decisiva svolta autocratica, comportando la repressione di ogni forma di dissenso e l'avvio di persecuzioni a vari livelli, soprattutto verso cristiani ed ebrei, ritenuti delle minacce per la Pax deorum. Egli si rivelò un amministratore accorto e attento alle spese e consolidò le frontiere in alcune aree critiche. I successi di Domiziano non bastarono per evitargli lo stilista aperta del Senato per il suo sviluppo apertamente assolutistico. Nel 96 d.C., Domiziano cadde vittima di una congiura appoggiata da Senato e pretoriani.
Domande da interrogazione
- Chi è stato Tiberio e quale ruolo ha avuto nella dinastia giulio-claudia?
- Quali sono stati i principali successi e fallimenti di Nerone durante il suo regno?
- Quali riforme ha introdotto Vespasiano durante il suo regno?
- Qual è stato il ruolo di Tito nella storia di Roma e cosa ha rappresentato la sua azione nel 70 d.C.?
- Come si è manifestata la svolta autocratica di Domiziano e quali sono state le conseguenze del suo regno?
Tiberio è stato il secondo imperatore della dinastia giulio-claudia, adottato da Augusto e succeduto a lui come princeps, dopo aver ottenuto il titolo di "Augusto" alla morte del padre (testo).
Nerone, inizialmente guidato da consiglieri, visse un "quinquennio felice" ma poi passò a una gestione autoritaria, culminando in repressioni e controversie, come l'incendio di Roma del 64 d.C. e la sua successiva morte nel 68 d.C. (testo).
Vespasiano ha introdotto la Lex de impero Vespasiani, stabilendo le prerogative del principe e avviando una politica di contenimento delle spese, distaccandosi dall'eredità di Nerone e avviando la costruzione del Colosseo (testo).
Tito, figlio di Vespasiano, ha partecipato alla distruzione del tempio di Gerusalemme nel 70 d.C., un evento celebrato nell'arco di Tito, simbolo della repressione in Giudea (testo).
Domiziano ha dato al suo regno una svolta autocratica, reprimendo dissenso e perseguitando cristiani ed ebrei, ma nonostante i suoi successi amministrativi, è stato assassinato nel 96 d.C. a causa della sua gestione assolutistica (testo).