Concetti Chiave
- Tiziano dipinge nel 1548 un grande ritratto di Carlo V a cavallo, esposto al Museo del Prado, simbolo della vittoria dell'imperatore contro i luterani a Mühlberg.
- Il ritratto non rappresenta solo la grandezza di Carlo V, ma anche la sua solitudine e tristezza, riflettendo anni di conflitti politici e militari.
- Carlo V è descritto in modo realistico, con una postura decisa e una lancia in mano, indossando un'armatura che simboleggia la potenza degli imperatori romani.
- Il paesaggio di sfondo, sereno ma solitario, con un cielo nuvoloso e colori caldi, contrasta con l'immagine proverbiale dell'impero di Carlo V.
- Tiziano scarta l'inserimento di nemici vinti e di allegorie suggerite da Pietro Aretino, per focalizzarsi sulla figura centrale dell'imperatore e la sua solitudine.
Tiziano e il ritratto di Carlo V
Nel 1548, Tiziano dipinge un olio su tela che rappresenta Carlo V a cavallo, dalle dimensioni notevoli (m 3,32 x 2,79), ora esposto al Museo del Prado di Madrid.
Il quadro fa riferimento alla vittoria riportata dall'imperatore l’anno precedente a Mühlberg, contro i luterani guidati da Giovanni Federico di Sassonia, Grande Elettore. Quest’ultimo fu fatto prigioniero e fu anche ritratto da Tiziano, forse nello stesso anno, quando il pittore fu ospite di Carlo V.
La rappresentazione di Carlo V
In questa opera, Tiziano non vuole soltanto rappresentare la gloria e la grandezza di Carlo V, ma anche la sua solitudine, la sua stanchezza e la sua tristezza, a causa di tanti anni di lotte politiche e militari. Infatti, qualche anno dopo, egli si deciderà ad abdicare e si ritirerà in un convento spagnolo.
Simbolismo e paesaggio nel dipinto
Il sovrano è rappresentato di piccola statura, magro, invecchiato, con una barba, a piccoli tratti grigia. Tiene lo sguardo fisso davanti a sé, per esprimere la sua determinatezza a portare il proprio compito fino in fondo. In mano porta la lancia ed è rivestito di una bellissima armatura emanante dei bagliori, che tutt'oggi è conservata nella Real Armeria di Madrid. Essa ha un riferimento simbolico: potrebbe ricordarci la potenza degli imperatori romani di cui Carlo V si considerava l’erede oppure quella con cui S. Giorgio trafisse il drago, che comunemente viene associato all'eresia, in questo caso alla dottrina di Lutero
Il paesaggio che fa da sfondo è sereno, ma solitario ed è occupato da un bosco sulle rive del fiume Elba; il cielo è nuvoloso ed è reso giallo-rossastro dalla luce del tramonto; nell'insieme i colori sono caldi e prevale l’ocra ed il rosso. Contrariamente alla retorica proverbiale secondo la quale sull'impero di Carlo V non tramontava mai il sole, la scena è illuminata dalla luce del calar del sole.
Scelte artistiche e consigli non seguiti
Non c’è traccia dei nemici vinti, come, invece, lo spettatore si sarebbe aspettato. Forse questa scelta è stata dettata dall’obiettivo di dare maggiormente l’impressione della solitudine di Carlo V.
Sappiamo che Pietro aretino gli aveva consigliato di inserire nel dipinto le immagini allegoriche della Religione e della Fama, ma Tiziano ha preferito concentrarsi soltanto su quella dell’imperatore
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del ritratto di Carlo V realizzato da Tiziano?
- Quali elementi simbolici sono presenti nell'opera di Tiziano?
- Perché Tiziano ha scelto di non includere i nemici vinti nel dipinto?
Il ritratto non rappresenta solo la gloria di Carlo V, ma anche la sua solitudine, stanchezza e tristezza, riflettendo anni di lotte politiche e militari, anticipando la sua abdicazione e il ritiro in un convento spagnolo.
Carlo V è rappresentato con una lancia e un'armatura brillante, simboli della potenza imperiale e della lotta contro l'eresia, richiamando sia gli imperatori romani sia la figura di San Giorgio.
L'assenza dei nemici serve a enfatizzare la solitudine di Carlo V, distaccandosi dalle aspettative del pubblico e concentrandosi sull'imperatore stesso, come suggerito da Pietro Aretino.