Concetti Chiave
- Carlo V presentava una malformazione ereditaria che influenzava la sua mandibola, rendendolo di corporatura piccola e gracile, ma usava l'ironia per affrontare il suo aspetto poco attraente.
- Il legame tra Tiziano e Carlo V era profondo, con il pittore che catturava non solo l'aspetto fisico, ma anche gli aspetti psicologici e le emozioni dell'imperatore.
- Il Ritratto di Carlo V, dipinto tra il 1532 e il 1533, è esposto al Museo Nacional del Prado e rappresenta l'imperatore in modo innovativo, a figura intera, sovrastando lo spettatore.
- Il ritratto rompe con la tradizione dei ritratti a mezzo busto, creando una distanza fisica simbolica tra il sovrano e i suoi sudditi.
- Carlo V è raffigurato con abiti sfarzosi e simbolici, come una cappa damascata e una spada, mentre il suo sguardo lontano esprime lungimiranza e determinazione.
Carlo V e il suo aspetto
Carlo V era afflitto da un inconfondibile pragmatismo, che da sempre caratterizzava gli Asburgo. Si tratta di una malformazione ereditaria di origine genetica a causa della quale la mandibola sporge rispetto alla mascella; per conseguenza le due mandibole non riescono a combaciare perfettamente e si possono avere difficoltà di pronuncia e di masticazione. Inoltre egli era di corporatura piccola e gracile e assai frequentemente era malaticcio. Pertanto, l’aspetto dell’imperatore non era certamente piacevole a vedersi. Tuttavia, egli piuttosto spiritoso ed usava ironizzare su se stesso. Addirittura, sembra che gli piacesse farsi ritrarre, sostenendo che le sue immagini erano talmente poco attraenti che qualora i sudditi l’avessero visto in carne ed ossa l’avrebbero trovato più bello di quanto in realtà non fosse.
Il legame con Tiziano
Fra Tiziano e Carlo V esisteva un forte legame intellettuale ed in ogni caso, fin dal primo ritratto, Tiziano ha colto nel personaggio dipinto diversi aspetti psicologici come le aspirazioni, la fede, la solitudine la fatica, il rimpianto e le tensioni senza preoccuparsi troppo del vero aspetto fisico.
Il Ritratto di Carlo V in piedi, con il cane, è un olio su tela, è stato dipinto nel 1532-1533 ed è esposto al Museo Nacional del Prado.
Il ritratto innovativo
L’imperatore è rappresentato in un modo del tutto innovativo. Fino ad allora i ritratti venivano appesi ad una certa altezza, rappresentavano il soggetto a mezzo busto per cui il volto risultava al livello degli occhi di colui che stava osservando. Invece, con Carlo V ritratto a figura intera la situazione cambia. Il signore, a grandezza naturale, sovrasta materialmente lo spettatore, si trova pertanto in una situazione dominante. Da questo ne consegue una certa volontà di distanziare fisicamente il ritratto ufficiale del sovrano dai propri sudditi.
Descrizione dell'abbigliamento
Carlo V indossa una cappa damascata foderata di pelliccia nera. Il corpetto è molto stretto in vita, alla cui altezza è appesa una nappa dorata e sulla testa porta un cappello con piume. Porta un paio di braghe molto aderenti e in corrispondenza del pube si nota una protuberanza, come usava in quel per gli abiti maschili. Con una mano egli tiene una spada e con l’altra sta accarezzando un cane, che da sempre è stato il simbolo della fedeltà. L’imperatore ha lo sguardo rivolto in lontananza per voler sottolineare la sua lungimiranza.
Domande da interrogazione
- Quali erano le caratteristiche fisiche di Carlo V e come influenzavano la sua percezione di sé?
- Qual è il significato del legame tra Tiziano e Carlo V nei ritratti?
- In che modo il ritratto di Carlo V si differenzia dai ritratti precedenti?
Carlo V presentava una malformazione ereditaria che causava una mandibola sporgente, rendendo difficile la pronuncia e la masticazione. Era di corporatura piccola e gracile, spesso malaticcio, ma usava ironizzare sul suo aspetto, affermando che le sue immagini erano così poco attraenti che i sudditi lo avrebbero trovato più bello dal vivo.
Tiziano e Carlo V condividevano un forte legame intellettuale; il pittore riusciva a catturare non solo l'aspetto fisico dell'imperatore, ma anche le sue aspirazioni, la fede e le tensioni interiori, dando vita a ritratti che andavano oltre la mera rappresentazione esteriore.
Il ritratto di Carlo V, dipinto a figura intera e a grandezza naturale, rappresenta un'innovazione rispetto ai ritratti precedenti, che erano a mezzo busto. Questa scelta compositiva conferisce all'imperatore una posizione dominante rispetto allo spettatore, distanziando simbolicamente il sovrano dai suoi sudditi.