Concetti Chiave

  • Giovanni Pisano, figlio di Nicola, inizia la sua carriera artistica lavorando ai rilievi del pulpito di Pisa e di Siena, affermandosi nel tempo come un grande scultore.
  • Il suo capolavoro, il pulpito della Chiesa di Sant’Andrea a Pistoia, presenta uno stile innovativo e una struttura esagonale con cinque pannelli raffiguranti storie della vita di Cristo.
  • Le sculture di Giovanni si contraddistinguono per una maggiore immediatezza espressiva, caratterizzata dalla deformazione dei corpi e dall'uso di figure diradate che enfatizzano le emozioni.
  • Il pulpito mostra un disegno architettonico dinamico con archi appuntiti e colonne in porfido, differenti rispetto allo stile più affollato del padre, Nicola Pisano.
  • Giovanni Pisano incorpora influenze gotiche francesi e ispirazioni da modelli tedeschi, evidenziando una ricerca innovativa nei dettagli e nella composizione delle sue opere.

Giovanni pisano e le sue prime esperienze

Giovanni Pisano era figlio di Nicola. Sappiamo che ancora molto giovane, fece le prime esperienze sotto la guida del padre, lavorando forse ai rilievi del pulpito del Battistero di Pisa. I documenti attestano che abbia lavorato anche ai rilievi del pulpito di Siena. Col passare del tempo la sua personalità si affermò sempre più; infatti, sappiamo che la maggioranza delle sculture della Fonte di Perugia sono sue. Nel 1289 è capomastro del Duomo di Siena per il quale egli progetta la facciata del Duomo di Siena. Tuttavia il suo capolavoro è il pulpito della Chiesa di Sant’Andrea a Pistoia che risale al periodo compreso fra il 1298 e il 1301.

Il capolavoro del pulpito di Pistoia

Nella struttura e nei temi trattati questo pulpito è apparentemente simile a quello di Nicola, collocato nel battistero di Pisa ma, in realtà, se ne discosta profondamente.

A forma di esagono, il pulpito è ornato da cinque pannelli poiché il sesto è riservato alla scala di accesso.

Stile e innovazioni di Giovanni

Le formelle rappresentano le storie della vita di Cristo: la Natività, l’Adorazione dei Magi, la Strage degli innocenti, la Crocifissione e il Giudizio universale. Le formelle sono separate da una statuetta divisorie. Gli archi trilobati che sostengono la parte superiore sono più elevati, con un arco appuntito che rende la dinamicità verticale lavoro scultoreo. Il pulpito è sostenuto da colonne in porfido con capitelli più lunghi del solito ricchi di fogliame che sembra fuoriuscire con violenza. A loro volte le colonne sono sostenute da leoni stilofori. Mentre il padre affolla le scene, Giovanni tende a diradarle, diminuendone il numero e le proporzioni delle figure. Pertanto fra le figure compaiono frequentemente delle superfici lisce che contribuiscono a mettere in risalto la forza aggettivante delle stesse.

Deformazione e anticlassicismo

Le figure hanno una grande immediatezza espressiva, che lo scrittore raggiunge con la deformazione dei corpi. Ne è un esempio il Crocifisso: qui il Cristo sembra quasi essere spezzato in due all’altezza dell’addome, il torace si gonfia, la testa reclinata lungo l’asse del braccio destro, il corpo ormai morto cade pesantemente e le gambe si piegano in avanti perché non possono scivolare in quanto i piedi sono inchiodati. La deformazione avviene anche nelle scene in cui è presente il dolore come nella formella della Strage degli innocenti. In questo senso, lo scultore può essere considerato anticlassico: non contiene i sentimenti e le passioni ed evita quindi l’idealizzazione.

Influenze e dettagli innovativi

Da notare che nel pannello della Natività sono presenti anche altri episodi che ad essa si collegano con un filo ideale come l’Annunciazione e l’Annuncio a pastori. Nel primo caso, l’angelo annunciante ha lo stesso sorriso che ritroviamo nelle statue del gotico francese, come nella cattedrale francese di Reims. Nell’organizzare la composizione e riempire gli spazi, molti critici sono dell’opinione che Nicola Pisano si sia ispirato va modelli tedeschi o alle scene più commoventi della Colonna di Traiano. Da notare anche una novità: una sibilla, scolpita in un capitello, si gira in modo quasi spaventato verso un angelo che sembra suggerirle, dal dietro, delle rivelazioni profetiche.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le prime esperienze artistiche di Giovanni Pisano?
  2. Giovanni Pisano, figlio di Nicola, iniziò la sua carriera artistica sotto la guida del padre, lavorando ai rilievi del pulpito del Battistero di Pisa e a quelli del pulpito di Siena.

  3. Qual è considerato il capolavoro di Giovanni Pisano?
  4. Il capolavoro di Giovanni Pisano è il pulpito della Chiesa di Sant’Andrea a Pistoia, realizzato tra il 1298 e il 1301, che si distingue per la sua struttura esagonale e i temi trattati.

  5. In che modo il pulpito di Pistoia si differenzia da quello di Nicola Pisano?
  6. Sebbene il pulpito di Pistoia sia simile a quello di Nicola, si discosta profondamente per la disposizione delle figure e l'uso di superfici lisce che esaltano la forza espressiva delle sculture.

  7. Come si manifesta l'anticlassicismo nelle opere di Giovanni Pisano?
  8. Giovanni Pisano mostra un anticlassicismo attraverso la deformazione dei corpi e l'espressione intensa delle emozioni, come nel Crocifisso, dove il corpo di Cristo appare spezzato e carico di dolore.

  9. Quali influenze si possono notare nel lavoro di Giovanni Pisano?
  10. Giovanni Pisano è influenzato da modelli gotici francesi e da scene commoventi della Colonna di Traiano, come evidenziato nel pannello della Natività, dove si notano elementi innovativi e dettagli narrativi.

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