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Concetti Chiave

  • Il Tondo Doni è uno dei rari esempi di pittura di Michelangelo, commissionato dalla famiglia Doni per un matrimonio e rappresenta un significativo contributo alla sua produzione artistica.
  • Il dipinto ritrae la sacra famiglia in movimento, con una rappresentazione vivace e dinamica, contrariamente a opere più statiche di altri artisti rinascimentali.
  • Michelangelo utilizza colori primari contrastanti e linee nette, abbandonando lo sfumato tipico di Leonardo per esaltare volume e materia.
  • La tecnica del cangiantismo, impiegata da Michelangelo, permette di creare zone d'ombra senza impoverire la luminosità, utilizzando colori puri e saturi.
  • Il gruppo di ignudi sullo sfondo rappresenta una barriera tra l'età pagana e quella cristiana, simbolizzando un passaggio significativo nella storia del cristianesimo.

Michelangelo e il Tondo Doni

Questo è uno dei pochi esempi di pittura di Michelangelo, in quanto il suo

interesse per la pittura era scarsissimo e la sua opera pittorica si limita sostanzialmente alla cappella Sistina (volta e parete con il giudizio universale). Questa opera è conosciuta come “Tondo Doni” e nasce dalla richiesta dei Doni, una importante famiglia fiorentina, in occasione del matrimonio Doni-Strozzi. Si tratta di un “desco da parto”, cioè un grande vassoio che in occasione della nascita di un figlio veniva imbandito. Era un tipico dono da matrimonio di buon auspicio per la nascita di eredi. Potevano avere caratteri diversi e in questo caso è un vero e proprio dipinto, dotato di una elaborata cornice in legno, che diventa quasi un esempio di scultura. Michelangelo accetta l’incarico soprattutto per il bisogno di soldi.

Temi e simbolismo del dipinto

Quest’opera comunque ci consente di fare alcune considerazioni sulla ricerca di Michelangelo Rappresenta qui la sacra famiglia (Vergine, Giuseppe e bambino) alle spalle dei quali c’è un gruppo di “ignudi”, che dovrebbero rappresentare i pagani. Fra di loro c’è un basso muro grigio, e sulla destra San Giovannino. È una figura che iconograficamente compare spesso, in virtù del suo ruolo nella storia del cristianesimo: con il battesimo di cristo ha inizio la cristianità, quindi spesso viene rappresentato con lui. Dal punto di vista tematico il dipinto rappresenta l’età pagana e quella cristiana, separate da colui che segna il passaggio tra di esse.

Confronto con Leonardo

Al di là del tema però è interessante notare il confronto che si può fare con il modo di dipingere di Leonardo. Lo sfumato è sostituito da una linea netta e decisa, i cromatismi che in Leonardo si affidavano a colori caldi e delicati, sul bruno, si accendono, passando ai tre colori primari (giallo, rosso e blu), fra loro molto contrastanti. Scompare qualsiasi velatura, per esaltare invece il volume, la materia. Questo avviene non solo attraverso il colore, ma anche con il rilievo muscolare. I corpi nudi sullo sfondo sono inimmaginabili in un’opera di Leonardo, in cui lo sfondo sfuma attraverso la prospettiva aerea per dare il senso della profondità. Qua invece essi rappresentano una sorta di barriera, di quinta architettonica, quasi plastica, e vengono usate per dare tensione muscolare e non solo cromatica, per esaltare il corpo. Le braccia della vergine sono particolarmente muscolose: i muscoli sono definiti in maniera improbabile per una giovane donna sedicenne. Ma tutti questi aspetti di verosimiglianza a Michelangelo interessano relativamente: l’obiettivo che persegue lo porta a interpretare con una certa libertà il concetto stesso di natura e naturalismo.

Tecnica del cangiantismo

Egli utilizza inoltre i colori cangianti (si parla di “cangiantismo”). Nella tecnica pittorica ordinaria, per realizzare la zona d’ombra si prende il colore puro e gli si aggiunge il nero, in modo da perdere luce. Associando quindi il colore originario a quello annerito si ha la sensazione della perdita di luce. nei colori cangianti invece non si utilizza il nero, ma si associano dei colori più scuri (arancio e rosso, azzurro e blu …) che sono sempre pieni, puri. Questo consente di accentuare la saturazione del colore; il cromatismo è molto acceso e i colori sono carichi. La zona d’ombra non la si percepisce come privata di luce, ma solo più scura. Questo da quindi la possibilità di lavorare sul chiaro scuro senza però impoverire l’opera dal punto di vista cromatico e luministico (perché più un colore è saturo e puro più è luminoso). In questo senso quindi troviamo nella pittura di Michelangelo una tensione cromatica e muscolare.

Movimento e tensione nella sacra famiglia

Questo è solo un assaggio di quello che si troverà poi nella Cappella Sistina, i cui caratteri sono esattamente questi: una esaltazione continua anche del movimento. Il gruppo della sacra famiglia viene interpretato come se fosse quasi una scultura. Il movimento viene dato dalla torsione della Vergine, che ruota rivolgendosi verso Giuseppe, che raccoglie fra le braccia il figlio. Anche il figlio è in movimento, con le braccia tese a giocare con i capelli della madre. Non è una sacra famiglia di stampo tipicamente rinascimentale, come quelle di Raffaello Sanzio in cui tutto è in equilibrio, qui si descrive un movimento continuo. Anch’esso suggerisce, insieme ai colori e alla muscolatura, un’idea di tensione. Tensione che non è drammatica, ma più di serenità e vivacità. È un’interpretazione diversa da quella data dai contemporanei, che si affidano a una condizione quasi statica e celestiale, soprattutto nella rappresentazione delle madonne. Le madonne di Raffaello per esempio sono molto diverse. Tutto è staticamente in armonia.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del Tondo Doni nella produzione artistica di Michelangelo?
  2. Il Tondo Doni è uno dei pochi esempi di pittura di Michelangelo, realizzato su richiesta della famiglia Doni per un matrimonio, e rappresenta la sacra famiglia, evidenziando il passaggio dall'età pagana a quella cristiana.

  3. Come si differenzia lo stile di Michelangelo da quello di Leonardo nella pittura?
  4. Michelangelo utilizza linee nette e colori primari contrastanti, mentre Leonardo impiega lo sfumato e colori caldi; Michelangelo esalta il volume e la materia, creando tensione muscolare nei corpi, a differenza della prospettiva aerea di Leonardo.

  5. Qual è la tecnica del cangiantismo utilizzata da Michelangelo nel Tondo Doni?
  6. Michelangelo applica il cangiantismo associando colori più scuri senza usare il nero, mantenendo la saturazione e la luminosità, il che consente di lavorare sul chiaro-scuro senza impoverire l'opera dal punto di vista cromatico.

  7. In che modo il movimento è rappresentato nella sacra famiglia del Tondo Doni?
  8. Il movimento è evidenziato dalla torsione della Vergine e dall'interazione dinamica tra i personaggi, creando una tensione di serenità e vivacità, in contrasto con le rappresentazioni statiche tipiche del Rinascimento.

  9. Qual è l'importanza del gruppo di "ignudi" nel Tondo Doni?
  10. Gli "ignudi" rappresentano i pagani e fungono da barriera tra l'età pagana e quella cristiana, sottolineando il significato del passaggio tra le due epoche e arricchendo il simbolismo dell'opera.

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