Concetti Chiave
- Entrambi i dipinti presentano uno sfondo annullato, concentrando l'attenzione sul soggetto e utilizzando la luce per accentuare il chiaroscuro e la tridimensionalità.
- La ritrattistica quattrocentesca si evolve con Leonardo, introducendo la postura a ¾ che permette una caratterizzazione più profonda dei soggetti rispetto al profilo medievale.
- Leonardo ruota non solo il volto ma anche il busto, creando una maggiore profondità e dettagli nella rappresentazione, come visibile nella dama con l'ermellino.
- Le cortigiane del periodo avevano un ruolo intellettualmente rilevante, interagendo con vari membri della corte, a differenza delle donne comuni, e Leonardo riflette questa personalità nei suoi ritratti.
- Il titolo "Belle Ferronière" è un errore di catalogazione del Louvre, ma è rimasto, nonostante le caratteristiche del dipinto siano in linea con quelle di altre opere di Leonardo.
Caratteristiche comuni dei dipinti
Questi due dipinti hanno delle caratteristiche comuni legate al ritratto. In entrambi i casi lo sfondo è annullato, così da concentrare l’attenzione esclusivamente sul soggetto ritratto. Inoltre c’è un particolare impiego della luce, che sfuma dalla sorgente luminosa fino alla zona d’ombra, così da modellare tridimensionalmente, accentuando il rapporto chiaroscurale. Allo stesso tempo entrambi i ritratti sono ritratti realizzati a ¾.
Evoluzione della ritrattistica
La ritrattistica quattrocentesca, a partire da Leonardo da Vinci e prima di lui con Antonello da Messina si evolve introducendo la postura a ¾, che sostituisce il ritratto di profilo (come quello dei duchi di Urbino). Il ritratto di profilo infatti, che era di derivazione medievale, aveva un limite, ovvero quello di non riuscire a caratterizzare dal punto di vista introspettivo il soggetto rappresentato. L’espressione e il carattere emotivo erano difficilmente percepibili, proprio perché la rappresentazione di profilo è praticamente inespressiva. Per cui a partire dalla seconda metà del 1400 comincia ad essere introdotta sistematicamente la postura a ¾, che consente di rappresentare il volto e di caratterizzare più efficacemente i soggetti dal punto di vista introspettivo.
Tecnica e dettagli di Leonardo
Leonardo non si limita a questo, ma tende anche a ruotare il busto, e non solo il volto, come nel caso della dama con l’ermellino: le spalle ruotate suggeriscono infatti una maggiore idea di profondità. Questo è reso evidente in questo dipinto anche dalla luce, che parte da destra e sfuma progressivamente nella parte sinistra del corpo della donna, che è più in ombra. Questo non solo la a emergere dall’oscurità ma ne fa emergere più chiaramente la profondità prospettica.
Ruolo delle cortigiane
Leonardo mostra in entrambi i dipinti un’assoluta padronanza della tecnica, e la capacità di rendere i dettagli più minuti, come i tessuti degli abiti, i velluti, nonché alcuni dettagli anatomici come le mani o l’ermellino. Si presume che la dama con l’ermellino ritragga una Cecilia Gallerani, cortigiana e amante di Ludovico il Moro. Per quanto riguarda invece il ritratto di dama, non si sa esattamente chi rappresentasse, anche se è anch’essa verosimilmente una cortigiana della corte degli sforza. Questa donna è descritta con uno sguardo molto intenso, indirizzato verso l’osservatore, e la particolarità di questo ritratto sta proprio nella descrizione della donna in senso lato. Il ruolo della donna in questo periodo era socialmente poco rilevante, ma questo non valeva per le cortigiane, che erano donne di cultura che vivevano presso le corti principesche delle signorie italiane e a differenza delle donne comuni avevano un ruolo intellettualmente rilevante: dovevano avere una capacità di interloquire con tutti i soggetti della corte, dagli uomini politici agli artisti. Probabilmente Leonardo cerca in entrambi i casi, ma soprattutto nel ritratto di dama, di tratteggiare questa donna con un carattere volitivo, con una personalità che non è quella di una donna sottomessa a un potere maschile, ma con una forte personalità che emerge dal suo sguardo molto intenso.
Belle Ferronière e il Louvre
Anche qua c’è il volto a ¾ la rotazione del busto, che però è differente da quella del volto e ci sono caratteristiche analoghe a quelle già dette nell’impiego della luce. Qua inoltre, più che nella dama con l’ermellino, i velluti degli abiti estremamente eleganti, vengono resi in maniera molto efficace.
Il titolo Belle Ferronière è un titolo che è stato dato erroneamente all’interno del Louvre per un errore di catalogazione e che però è rimasto.
Domande da interrogazione
- Quali sono le caratteristiche comuni dei dipinti analizzati?
- Come si è evoluta la ritrattistica nel Quattrocento?
- Qual è l'importanza della rotazione del busto nei ritratti di Leonardo?
- Quale ruolo avevano le cortigiane nella società del tempo?
- Perché il titolo "Belle Ferronière" è considerato errato?
Entrambi i dipinti presentano uno sfondo annullato per focalizzare l'attenzione sul soggetto, un uso particolare della luce per creare un effetto chiaroscurale e sono realizzati con la postura a ¾.
La ritrattistica quattrocentesca ha visto l'introduzione della postura a ¾, che ha sostituito il ritratto di profilo, permettendo una rappresentazione più introspettiva e caratterizzante del soggetto.
Leonardo ruota non solo il volto ma anche il busto, come nella dama con l'ermellino, per suggerire profondità e rendere più evidente il chiaroscuro, accentuando la tridimensionalità del soggetto.
Le cortigiane, come Cecilia Gallerani, avevano un ruolo intellettualmente rilevante, interagendo con uomini politici e artisti, e Leonardo cerca di rappresentarle con una personalità forte e volitiva, contrariamente alla visione di donne sottomesse.
Il titolo "Belle Ferronière" è stato assegnato erroneamente al dipinto all'interno del Louvre a causa di un errore di catalogazione, ma è rimasto in uso nonostante l'imprecisione.