Concetti Chiave
- L'opera "Dama con l'ermellino" è emersa sul mercato antiquario dopo la Rivoluzione francese e la sua attribuzione a Leonardo da Vinci è stata confermata da una testimonianza del poeta di corte di Ludovico il Moro.
- La datazione dell'opera è compresa tra il 1485 e il 1490, con caratteristiche distintive come la posa di tre quarti, simile a quella della Gioconda, e la grazia riscontrabile in altre opere di Leonardo.
- Un'anomalia significativa è lo sfondo scuro, inusuale per Leonardo, che preferiva paesaggi, riflettendo un compromesso rispetto al suo stile canonico.
- La mano che tiene l'ermellino presenta somiglianze con studi di Leonardo, ma l'animale rappresentato è un furetto, simbolo di lussuria, piuttosto che un ermellino, contraddicendo l'intento di rappresentare la purezza di Cecilia.
- Il gioco linguistico tra il cognome Gallerani e il termine greco per ermellino non è tipico dello stile di Leonardo, suggerendo una forzatura nel significato dell'opera rispetto alla sua rappresentazione.
Origini misteriose dell'opera
Opera di cui, fino al 1700, non si sapeva assolutamente nulla. È un’opera che appare sul mercato antiquario dopo la Rivoluzione francese e viene subito acquistata da una nobile polacca, che lo porta a Cracovia, sua città d’origine.
Quando appare un dipinto di cui non si sapeva nulla, gli studiosi si interrogano sull’identità dell’autore e del soggetto: in questo caso ne vale particolarmente la pena, perché Leonardo non ha lasciato traccia di questo dipinto nelle sue carte, e non ne parlano nemmeno i suoi biografi più stretti, come Vasari. Si è arrivati all’identificazione di quest’opera grazie alla testimonianza del poeta di corte di Ludovico il Moro, che in un’opera poetica pubblicata alla fine del 1400 dice che Leonardo è stato autore di un ritratto di Cecilia Gallerani, un amante molto giovane del duca di Milano.
Caratteristiche e anomalie dell'opera
L’opera si colloca fra il 1485 e il 1490 e non possibile offrire una datazione più precisa: tutti gli storici dell’arte oggi sono concordi sul fatto che la Dama con l’ermellino sia un’opera di Leonardo, perché vi sono una serie di indizi rivelatori:
• la posa è di tre quarti, come la Gioconda;
• la mano che sorregge l’ermellino è stata studiata e disegnata da Leonardo: ci sono dei suoi disegni simili al dipinto di Cracovia;
• è presente una certa grazia, che coincide quasi puntualmente con altre opere di Leonardo.
Ci sono però anche delle anomalie:
• lo sfondo è completamente scuro, cosa che Leonardo non amava particolarmente: spesso inseriva dei paesaggi, che in questi caso non sono presenti. Leonardo, con quest’opera, ha dovuto raccogliere molti compromessi, cambiando il suo stesso canone. Infatti questa non è un’opera canonica.
• Leonardo è costretto in qualche modo a giocare sull’assonanza tra il cognome di Cecilia, Gallerani, e il termine greco che indica l’ermellino, galè. Questi giochi linguistici, che sono frequentissimi nel Rinascimento, non sono frequenti per Leonardo. Perché questa associazione? Non solo perché è nel cognome della dama, ma è anche un animale che rappresenta la purezza, la condizione di una donna virginale. Evidentemente a Leonardo viene dato il compito di realizzare un’opera che doveva rappresentare le qualità di Cecilia, che lei non aveva. Quello che tiene in mano non è però un ermellino, ma è un furetto, e Leonardo non può dipingere qualcosa che non vede. Il furetto, nella simbologia, indica la lussuria.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine misteriosa dell'opera "Dama con l'ermellino"?
- Quali sono le caratteristiche che confermano l'attribuzione dell'opera a Leonardo?
- Quali anomalie si riscontrano nell'opera "Dama con l'ermellino"?
- Qual è il significato simbolico dell'animale rappresentato nell'opera?
L'opera è emersa sul mercato antiquario dopo la Rivoluzione francese, acquistata da una nobile polacca e portata a Cracovia. Fino al 1700, non si conosceva nulla di essa, e la sua attribuzione a Leonardo è avvenuta grazie a una testimonianza del poeta di corte di Ludovico il Moro.
Gli storici dell'arte concordano sull'attribuzione a Leonardo grazie a indizi come la posa di tre quarti simile alla Gioconda, la mano che sorregge l'ermellino, studiata da Leonardo, e la grazia presente nell'opera, che coincide con altre sue creazioni.
Tra le anomalie, si nota lo sfondo scuro, inusuale per Leonardo, che solitamente include paesaggi. Inoltre, l'assonanza tra il cognome Gallerani e il termine greco per ermellino è un gioco linguistico raro per l'artista, suggerendo un compromesso nel suo stile.
Sebbene l'opera mostri un furetto, simbolo di lussuria, anziché un ermellino, che rappresenta la purezza, ciò indica che Leonardo doveva rappresentare le qualità di Cecilia Gallerani, che non corrispondevano alla sua reale condizione.