Concetti Chiave
- Bernini, artista poliedrico, iniziò la sua carriera con commissioni dal cardinale Borghese a soli 20 anni, creando statue iconiche come "Apollo e Dafne" e "Il ratto di Proserpina" nella Galleria Borghese.
- In "Apollo e Dafne", Bernini cattura la metamorfosi della ninfa in pianta d'alloro, enfatizzando le emozioni attraverso il dinamismo e il gioco di luci e ombre nel marmo.
- Il "Ratto di Proserpina" è caratterizzato da un intenso pathos, con la lotta di Proserpina e l'espressività dei volti, mentre Bernini mostra la morbidezza della carne in modo verosimile.
- Il colonnato ellittico di San Pietro, progettato da Bernini, è concepito come un abbraccio simbolico della chiesa ai fedeli, con una forma concava che enfatizza la visibilità della cupola di Michelangelo.
- Nella Cappella Cornaro, "L'estasi di Santa Teresa" combina architettura, scultura e pittura, creando un effetto teatrale con l'uso di marmi policromi e una luce divina che illumina la scena.
Inizio della carriera artistica
Artista poliedrico, è stato apprezzato dai pontefici succeduti in Italia, date le tante commissioni papali che ha realizzato. Cominciò a lavorare grazie al cardinale Borghese che gli commissiona, a soli 20 anni, statue per la propria villa ("Il ratto di Proserpina", "David" e "Apollo e Dafne", oggi conservate nella Galleria Borghese a Roma). Nonostante si tratti di statue giovanili, mostrano pienamente la ricerca di dinamismo ed espressività, tratti che caratterizzeranno la sua arte.
Apollo e Dafne, 1622-25--> Traduce nel marmo una favola mitologica tratta dalle Metamorfosi di Ovidio; la ninfa Dafne, per sfuggire all'amore del dio Apollo, chiede aiuto al padre, il dio de fiume, Peneo, il quale la trasforma in una pianta d'alloro. E sotto le mai di Apollo la ninfa subisce la metamorfosi che Bernini ha reso nel marmo; i capelli ed il corpo della ninfa iniziano a prendere l'aspetto delle fronde e della corteccia dell'albero. Il dio invece la afferra dal fianco sinistro con una espressione di stupore nel vedere la trasformazione del corpo dell'amata, lei è terrorizzata dal tocco di Apollo e al contempo spaventata al mutamento del suo aspetto. L'azione e le emozioni sono teatralizzate ed artificiose. Il pathos della scena è enfatizzato non solo dal dinamismo, ma anche dall'alternanza di pieni e vuoti, dai giochi di luce e di ombra, e dall'attenzione alla resa delle superfici diversamente trattate, per conferire al marmo luminosità dei corpi e scabrosità della corteccia.
Ratto di Proserpina, 1621-22 --> è tratto dalle Metamorfosi di Ovidio: la giovane e bellissima Proserpina, figlia di Giove e Cerere, fu notata da Plutone, il Re degli Inferi, che, invaghitosi di lei, la rapì. L'azione offre all'osservatore il massimo del pathos: le emozioni dei personaggi sono perfettamente rappresentate e leggibili attraverso la gestualità e l'espressività dei volti. Plutone è contraddistinto dai suoi attributi regali (la corona e lo scettro) mentre Proserpina lotta inutilmente per sottrarsi alla furia erotica di Plutone spingendo la mano sinistra sul volto del dio, il quale, invece, la trattiene con forza, affondando letteralmente le sue dita nella coscia e nel fianco della donna. Bernini ha reso con notevole verosimiglianza la morbidezza della carne di Proserpina e ha dimostrato il suo stupefacente virtuosismo.
Baldacchino di Papa Urbano 8°
Baldacchino di Papa Urbano 8° --> Propone un'architettura aperta; il baldacchino è retto da 4 grandi colonne corinzie tortili alte 11 metri e rivestite da elementi dorati (api, soli, serpenti). In alto si vedono 4 angeli e dai vertici delle colonne svettano volute a dorso di delfino che si congiungono in alto e che reggono una sfera sormontata da una croce. (Il Papa prese il bronzo dal Pantheon)
Colonnato ellittico di San Pietro
Colonnato ellittico di San Pietro, 1629-57--> L'intervento chiesto a Bernini da Papa Alessandro 7* nasceva dall'esigenza liturgica di accogliere i fedeli e da quella di restituire visibilità alla cupola di Michelangelo. Il sagrato trapezoidale fa apparire la facciata più vicina (cosiddetta prospettiva rallentata), intervento necessario al fine di vedere meglio la cupola. La piazza ha un aspetto concavo, creato per produrre l’effetto “teatro”. E' di forma ellittica ed è cinta da 2 ampi porticati a 4 file di colonne tuscaniche (284 totali); la forma del colonnato deve rappresentare l'abbraccio simbolico della chiesa ai fedeli. Le due braccia si allargano verso via della Conciliazione. Sul colonnato vi sono 140 statue di Santi e Papi, ognuna posta in corrispondenza di una colonna. Le statue rappresentano un faro e una guida ai pellegrini. Al centro della piazza, la cui decorazione pavimentale traccia una rosa dei venti, vi è l'Obelisco vaticano (portato a Roma nel 37d.c.). Bernini ebbe difficoltà nelle 2 torri della facciata e chiamò Borromini, che aveva la capacità di lavorare su concavi e convessi.
L'estasi di Santa Teresa
L'estasi di Santa Teresa, Cappella Cornaro, 1647-52--> La cappella, nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, fu commissionata dal cardinale Cornaro. Qui Bernini riesce a fondere architettura, scultura e pittura, creando un effetto teatrale e spettacolare. Sceglie di inserire ben 17 qualità differenti di marmi policromi (es. fondo blu del bassorilievo, verde delle colonne). Lungo la cornice superiore degli angeli reggono festoni. Nell'edicola convessa (effetto di portare l'evento sacro più vicino allo spettatore) rialzata è posta L'Estasi come sospesa a mezz'aria. Santa Teresa, col capo riverso, bocca aperta ed occhi socchiusi, è sorretta dall'angelo mentre si abbandona priva di forze su una nuvola. L'angelo ricciuto le sta trafiggendo il petto con una freccia dorata. Il suo corpo scompare tra le vesti mentre una luce divina piove dall'alto.
Sulle pareti della cappella si aprono due palchetti simili a quelli di un teatro, da cui la famiglia Cornaro (stucco in prospettiva) si affaccia per ammirare l'estasi in corso. Essi sembrano dialogare e i loro sguardi invitano lo spettatore a volgere lo sguardo verso la Santa.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'importanza del cardinale Borghese nella carriera di Bernini?
- Come Bernini ha rappresentato la metamorfosi di Dafne in "Apollo e Dafne"?
- Quali elementi caratterizzano il "Baldacchino di Papa Urbano 8°"?
- Qual è il significato del colonnato ellittico di San Pietro?
- In che modo Bernini ha creato un effetto teatrale nell'"Estasi di Santa Teresa"?
Il cardinale Borghese ha avuto un ruolo cruciale nella carriera di Bernini, commissionandogli statue per la propria villa quando l'artista aveva solo 20 anni, tra cui "Il ratto di Proserpina" e "Apollo e Dafne", che mostrano già il suo talento per il dinamismo e l'espressività.
In "Apollo e Dafne", Bernini traduce la favola mitologica in marmo, catturando il momento in cui Dafne si trasforma in una pianta d'alloro, evidenziando il dinamismo e le emozioni attraverso l'uso di pieni e vuoti, giochi di luce e la resa delle superfici.
Il "Baldacchino di Papa Urbano 8°" è caratterizzato da quattro colonne corinzie tortili alte 11 metri, decorate con elementi dorati, e da angeli che sostengono una sfera sormontata da una croce, creando un'architettura aperta e monumentale.
Il colonnato ellittico di San Pietro, progettato da Bernini, simboleggia l'abbraccio della chiesa ai fedeli, con una forma concava che crea un effetto teatrale e accoglie i visitatori, mentre le statue di santi e papi fungono da guida per i pellegrini.
Nell'"Estasi di Santa Teresa", Bernini fonde architettura, scultura e pittura, utilizzando marmi policromi e un'edicola convessa per avvicinare l'evento sacro allo spettatore, mentre la disposizione della famiglia Cornaro in palchetti teatrali invita a contemplare la scena.