Concetti Chiave

  • Emile Zola, nato a Parigi nel 1840, sviluppò la sua carriera artistica a contatto con Cézanne e gli impressionisti, frequentando il Café Guerbois.
  • Nel 1866, Zola difese Manet in una recensione su “L’Événement” e scrisse un libretto per la sua mostra, contribuendo a promuovere l'arte impressionista.
  • Il ritratto di Zola realizzato da Manet riflette la personalità dello scrittore e la sua connessione con l'arte, evidenziando elementi giapponesi e spagnoli.
  • La rottura con gli impressionisti avvenne nel 1879, quando Zola criticò la loro mancanza di una poetica artistica duratura in un articolo anonimo su “Le Figaro”.
  • Il romanzo "L’œuvre", pubblicato nel 1886, portò alla rottura definitiva con Cézanne e Manet, suscitando polemiche per la sua critica all'arte impressionista e alla vita degli artisti.

Infanzia e prime influenze artistiche

Emile Zola, nato a Parigi nel 1840, si trasferì con la famiglia per un po’ di tempo a Aix-en-Provence dove frequentò un corso di disegno insieme a Cézanne. Quando ritornò a Parigi, trovò un impiego presso la casa editrice Hachette e grazie a Cézanne iniziò a frequentare regolarmente il Café Guerbois, luogo di ritrovo dei pittori impressionisti.

Zola e l'incontro con Manet

Nel 1866, Zola sulla rivista “L’Événement” pubblicò una recensione molto severa sull’esposizione di quell’anno, prendendo le difese di Manet i cui dipinti erano stati rifiutati. L’anni successivo, scrisse anche un libretto, come forma di accompagnamento della mostra personale del pittore, realizzata in margine dell’Esposizione Universale. Zola, considerò Manet, tanto contestato dai fautori della tradizione, come l’artista del futuro, con un posto assicurato al Louvre. e, in segno di gratitudine, Manet dipinse il ritratto dello scrittore. L’ambiente è ricco di elementi che caratterizzano la personalità, i gusti e il mestiere dello scrittore. Attaccati al muro si riconosce una riproduzione della tela Olympia di Manet, il quadro che qualche anno prima aveva suscitato tanto scandalo, ma che Zola aveva considerato come un capolavoro. Dietro questa riproduzione, si trova un’incisione tratta dal Bacco di Velasquez, il che dimostra l’interesse di entrambi per la pittura spagnola. L’insieme è completato da una stampa giapponese che rappresenta un lottatore. Quest’ultimo particolare è importante perché il gusto per l’arte giapponese ebbe un’influenza determinante nell’avvento della nuova pittura e questo elemento acquista rilevanza per la presenza di un paravento giapponese, posto a sinistra.

Il ritratto di Zola da parte di Manet

Zola è in posa seduto al suo tavolo di lavoro. Ha un libro in mano e davanti a sé notiamo un calamaio e una penna d’oca, simboli del mestiere di scrittore. Esso indossa una redingote scura, di taglio borghese ed ha l’aria molto seria. Questo ritratto può essere considerato anche come una sorta di autoritratto del pittore. Infatti l’universo pittorico attraverso le riproduzioni non è altro che l’universo di Manet. Il significato e la portata del dipinto sono più ampi. L’opera permette di evocare la figura di Manet e di Zola, la loro sete di conoscenza, le loro strategie rispettive da scrittore e da pittore del Secondo Impero per farsi conoscere e l’importanza delle Esposizioni di pittura. Evoca anche la vita delle donne di facili costumi, le loro relazioni con gli artisti, l’arredamento dell’epoca, l’importanza dell’antiquariato e degli oggetti esotici ed antichi e soprattutto l’ambiente i cui erano soliti vivere sia i pittori che la borghesia. Probabilmente Zola non apprezzo del tutto il dipinto e lo collocò nella sala di biliardo della casa di Médan, già ricca di tante tele di Cézanne. Nel 1870, Zola viene raffigurato in altri due dipinti Atelier aux Batignolles di Fantin-Latour e Etude de l’artiste di Bazille. In quest’ultima tela, sono raffigurati anche Manet, Monet e Bazille, mentre Zola è collocato su di una scala.

Rottura con gli impressionisti

Nel 1879 avviene il primo passo verso la rottura con gruppo degli impressionisti; per la mostra di tale anno, ne “Le Figaro” compare un articolo dal titolo Zola ha rotto con Manet, in cui lo scritto, pur volendo rimanere anonimo afferma che gli impressionisti sono soltanto dei semplici tecnici che non erano affatto capaci di realizzare una poetica artistica che avrebbe resistito al tempo.

Trama e impatto de L'œuvre

Nel 1886, Zola pubblica un romanzo L’œuvre che fece molto scalpore e che comportò la rottura dell’amicizia di Zola con Cézanne e Manet e dall’ora in poi nessun impressionista volle più avere contatti con Zola. Il romanzo è una storia d’amore e d’amicizia. Il protagonista, Claude Lantier, incontra una ragazza, Cristina con la quale condividerà i momenti felici e gli insuccessi. Decidono di stabilirsi in campagna dove all’inizio vivono serenamente. La coppia ha anche un figlio che, essendo nato idrocefalo muore a dodici anni. Nel frattempo la coppia ritorna a Parigi dove Claude ritrova i vecchi amici ma anche il sentimento dei suoi fallimenti. Finisce per allontanarsi da sua moglie per passare la maggior parte del tempo in un capannone in cui ha intrapreso un’opera gigantesca cioè una tela che lascerà incompiuta e davanti alla quali deciderà di impiccarsi. Il libro incontrò il sostegno della critica più conservatrice che vedeva nell’arte impressionista e quindi moderna un pericolo per la stabilità dei costumi morali, visto essa portava il protagonista al suicidio. Lo stesso Cézanne sui riconobbe nel fallito Lantier.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'importanza dell'incontro tra Zola e Manet?
  2. L'incontro tra Zola e Manet è stato cruciale per la carriera di entrambi; Zola difese Manet in una recensione e scrisse un libretto per la sua mostra, considerandolo l'artista del futuro, il che portò a una profonda amicizia e a un ritratto di Manet dedicato a Zola.

  3. Come si riflette l'influenza dell'arte giapponese nel ritratto di Zola?
  4. Nel ritratto di Zola, l'influenza dell'arte giapponese è evidente nella presenza di una stampa giapponese e di un paravento, elementi che sottolineano l'interesse di Zola e Manet per questa forma d'arte, che ha avuto un impatto significativo sulla nuova pittura.

  5. Qual è il tema centrale del romanzo "L'œuvre" di Zola?
  6. "L'œuvre" affronta il tema dell'arte e del fallimento attraverso la storia di Claude Lantier, un artista che, dopo una serie di insuccessi, si allontana dalla moglie e si suicida, riflettendo le tensioni tra l'arte impressionista e le aspettative sociali.

  7. Qual è stata la reazione della critica al romanzo "L'œuvre"?
  8. La critica più conservatrice accolse "L'œuvre" con favore, vedendo nell'arte impressionista un pericolo per i costumi morali, poiché il romanzo culmina nel suicidio del protagonista, un evento che rappresentava il fallimento dell'arte moderna.

  9. Come si è evoluta la relazione tra Zola e gli impressionisti nel tempo?
  10. La relazione tra Zola e gli impressionisti si deteriorò nel 1879, quando Zola criticò il gruppo, definendoli semplici tecnici, e culminò nel 1886 con la pubblicazione di "L'œuvre", che portò alla rottura definitiva con Cézanne e Manet.

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