Concetti Chiave

  • Ardengo Soffici, oltre a essere un pittore, è stato anche scrittore e critico, esplorando il legame tra politica e arte.
  • La sua visione artistica promuove un nazionalismo che rifiuta le avanguardie, ma è influenzata dalla cultura francese e da artisti come Picasso e Apollinaire.
  • Soffici si distacca dal futurismo per avvicinarsi ai grandi maestri del Trecento e Quattrocento, come Giotto e Masaccio, focalizzandosi su forme chiare e rigorose.
  • Il suo stile pittorico si distingue per rappresentazioni equilibrate e sobrie, filtrando l'esperienza impressionista attraverso la tradizione toscana.
  • Una delle sue opere più celebri, Santa Cristina, mostra l'influenza di Cézanne e dei Fauves, con una particolare attenzione alle forme e ai colori.

Ardengo Soffici: artista e critico

Ardengo Soffici non è stato soltanto un pittore, ma anche uno scrittore e un critico. Molto presto egli si pone il problema del rapporto fra politica e arte. Nel settembre 1922, pochi mesi prima della marcia su Roma egli afferma che il partito fascista non deve interessarsi a forme che imitano l’arte straniera; deve preferire l’arte dell’equilibrio, cioè quel tipo di arte che è esistita nei tempi antichi e a volte anche in epoca moderna.

Influenze e contributi culturali

Con tale idea, Soffici sembra collocarsi fra coloro che auspicano un’Italia racchiusa all’interno del proprio nazionalismo, dando quindi un colpo di spugna a tutte le avanguardie che si sono succedute nei prime venti anni del XX secolo. Ma non è così. Nel 1899, a venti anni, si reca a Parigi ed entra a contatto con la cultura francese e conosce Picasso e Apollinaire. Quando ritorna a Firenze, sua città natale, la fa conoscere attraverso i suoi articoli pubblicati sulla rivista “La Voce”, che aveva fondato con Papini e Prezzolini. Grazie a lui, viene diffusa la conoscenza dei pittori impressionisti ed è merito suo se in Italia fu conosciuto Rimbaud. Tuttavia, con l’obiettivo di dare maggiore durevolezza all’immagine fugace impressionista, la sua attenzione è più rivolta verso Cézanne e Degas, invece di prediligere Monet. Dopo un periodo in cui aderisce al movimento futurista, se ne distacca per avvicinarsi ai grandi artisti italiani del Trecento e del Quattrocento come Giotto e Masaccio, in cui ammira la costruttività oggettiva.

Stile pittorico e influenze

Per Soffici, la pittura deve prediligere forme concrete, rigorose e il più possibile chiare per l’osservatore e con questa affermazione egli si pone in contrasto con tutta l’arte europea di fine Ottocento e di inizio Novecento. Con questo, non vuol dire che egli si collochi all’interno del realismo magico, cioè di quello stile pittorico che dipinge la realtà aggiungendovi elementi magici per cui, spesso i confini fra fantasia e realtà non sono ben definiti.

Egli vuole riprendere la rappresentazione del paesaggio e della figura umana in senso moderno, come avevano già fatto i Macchiaioli (Signorini e Fattori) il tutto filtrato attraverso l’esperienza pittorica degli Impressionisti e soprattutto di Cézanne. Le sue tele risultano così misurale, equilibrate, con pennellate sobrie, a volte più dense e a volte più leggere e rimettono in valore la tradizione pittorica toscana. In lui però non troviamo nulla di bozzettistico, nonostante la sua vicinanza al movimento artistico detto “Strapaese”, caratterizzato da un atteggiamento culturale chiuso e molto provinciale, collegato all’autarchia fascista. In sostanza, l’influenza fascista su Ardengo Soffici e soltanto molto esteriore e non incide in alcun modo sulla sua produzione artistica.

Descrizione di Santa Cristina

Fra le sue opere più conosciute, abbiamo Santa Cristina. Lungo un prato in discesa, a destra e a sinistra, sono collocati, in modo pressoché simmetrico, due covoni di fieno dall’aspetto dorato. In primo piano, abbandonati sull’erba scorgiamo dei tronchi di albero che segnano la linea di fuga, mentre nel centro sta pascolando un cavallo nero. In secondo piano, dopo alcuni alberi da frutto, si notano delle case i cui profili si stagliano contro le colline all’orizzonte. Il dipinto è importante per l’influenza di Cézanne per quanto riguarda le forme e dei Fauves per la scelta dei colori. Il modo cui il pittore tratta le superfici ci rimanda alla tecnica dei Macchiaioli.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il rapporto tra politica e arte secondo Ardengo Soffici?
  2. Soffici sostiene che il partito fascista dovrebbe preferire un'arte che esprima equilibrio, piuttosto che forme che imitano l'arte straniera, evidenziando un legame tra nazionalismo e arte (settembre 1922).

  3. Come ha influenzato la cultura francese la formazione artistica di Soffici?
  4. Dopo un soggiorno a Parigi, Soffici entra in contatto con artisti come Picasso e Apollinaire, contribuendo alla diffusione dell'impressionismo e di Rimbaud in Italia attraverso la rivista "La Voce".

  5. Quali artisti e movimenti ha ammirato Soffici nel suo percorso artistico?
  6. Soffici si distacca dal futurismo per avvicinarsi ai grandi artisti italiani del Trecento e Quattrocento, come Giotto e Masaccio, e predilige la rappresentazione chiara e concreta del paesaggio e della figura umana.

  7. In che modo il suo stile pittorico si differenzia da altre correnti artistiche?
  8. Soffici rifiuta il realismo magico e si concentra su forme concrete e rigorose, in contrasto con l'arte europea di fine Ottocento e inizio Novecento, mantenendo un legame con la tradizione pittorica toscana.

  9. Quali sono le caratteristiche principali del dipinto "Santa Cristina"?
  10. "Santa Cristina" presenta una composizione simmetrica con covoni di fieno e un cavallo nero, influenzato da Cézanne per le forme e dai Fauves per i colori, riflettendo la tecnica dei Macchiaioli nella rappresentazione delle superfici.

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